Giulio Panzani

“Nelle mani del vento” romanzo di Nicla MORLETTI
Laterza Giuseppe Edizioni

Recensione di Giulio Panzani Critico Letterario e giornalista del Quotidiano Nazionale “La Nazione”, 4 luglio 2007

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C’è un filo conduttore, impercettibile come il respiro di un angelo eppure forte come la sofferta nostalgia dell’anima, ad unire in un’indissolubile connotazione i diversi romanzi di quest’autrice che colloca le sue storie e i suoi personaggi in un contesto di forte cromatismo certo non estraneo alle sue trascorse esperienze artistiche che hanno plasmato ed addensato, in lei, la parola come su una tavolozza di materica corposità. Se i sentimenti, infatti, rappresentano sempre la ragione prima del racconto, con un tratteggio che gli stessi effettuano dei loro protagonisti e del loro muoversi e del loro agire nel contesto degli eventi sottolineati anche da una profonda, struggente umanità, appare essenziale –tuttavia- nella narrazione, lo scenario non solo sognato, né di circostanza, sul cui sfondo essi si stagliano e che evidentemente è tratto dall’abbagliante, coinvolgente realtà del circostante nel quale l’autrice s’immedesima e da cui attinge quelle emozioni poi riversate in queste pagine con l’instancabile affinamento di un’innata sensibilità affabulatrice. Sarebbe riduttivo, dunque, ricondurre la forma di scrittura di questo come degli altri libri della Morletti al semplice svolgersi degli eventi o alla caratterizzazione dei loro interpreti. Perché al di là del loro destino, delle loro scelte, delle loro introspezioni e di tutto ciò che essi comunicano, di pagina in pagina, quel che emerge nella successione delle parole è soprattutto un lirismo passionale e caldo che si compie nelle vibrazioni di un attimo, nell’impostazione dei toni accesi, nelle repentine compenetrazioni di luce che la narrazione, poi, può solo completare. La gestualità, i moti dei sentimenti, la tensione speculativa, insomma, vanno oltre l’apparenza. Ed anzi se ne impadroniscono, la trasformano, vi infondono la propria mimica, il proprio calore, come in una misteriosa alchimia che evoca le altre storie passate di quest’autrice e che non può certo dissiparsi con l’ultima pagina restando, anzi, in attesa d’esprimersi in nuove simbologie ed in nuovi, accattivanti “passaggi”.