Settimana dell’Amore, poesie e messaggi per San Valentino

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Mi sono alzata di notte per guardare le stelle.
Per unire il mio canto al tuo canto.
Sarai nel mio respiro da qui all’eternità.

Nicla Morletti

A San Valentino regala una poesia, un messaggio d’amore!
Pubblica qui, nei commenti a questo post, da oggi fino al 14 febbraio, i tuoi versi, le tue parole, il tuo sms d’amore. Lascia che tutti possano leggere le tue parole e farle leggere alle persone amate. E insieme alla tua poesia, se vuoi, regala i fiori che il nostro partner Punto Flora donerà agli autori degli interventi più belli nei primi giorni dell’Iniziativa. L’omaggio floreale sarà consegnato a casa della persona a cui si desidera donare il fiore per San Valentino. Al termine dell’Iniziativa sarà inviato anche un libro in dono agli autori degli interventi e dei commenti più belli.
Durante lo svolgimento dell’Iniziativa, la Giuria del Premio Manuale di Mari proclama il vincitore del Titolo di “Blog Letterario dell’Anno” 2009.

Vince il titolo di BLOG LETTERARIO DELL’ANNO 2009 il blog:
miskin.splinder.com

La parola scritta è sovrana nel web. Ne è un esempio il blog miskin.splinder.com: una pagina bianca e la parola in primo piano, protagonista assoluta. Bianco e nero. Questo il blog di Matteo Martini alias Miskin, on line dal 2006 nella gloriosa piattaforma Splinder.
Così scrive di sé l’autore nel suo profilo: “Nasce dal fondo di una biro scarica e dai romanzi russi. Si nutre di lettere, alternandole di giorno in giorno, per espellere poi parole su fogli bianchi immacolati. I suoi vestiti, rigorosamente in bianco e nero, sembrano quelli indossati nei film muti. Si insinua nei cunicoli sotto terra dove corrono migliaia di informazioni e distribuisce segnali di speranza.“.

*** BLOG LETTERARIO DELL’ANNO – NOMINATION ***

*Alcune raccomandazioni.*
1 – Evitiamo di pubblicare testi troppo lunghi che si possono leggere con difficoltà nei commenti di un Blog.
2 – I testi saranno pubblicati così come li inserisci. Prima di postare un testo, rileggilo attentamente e apporta tutte le eventuali correzioni.
3 – Commenta anche le opere e gli interventi di altri partecipanti.

CLICCA QUI PER PUBBLICARE

Nell’immagine: Romantic Embrace di Brent Heighton, particolare

750 Commenti

  1. Credimi.
    Io ti amo.
    Sperami.
    Io ci saro’.
    Fidati.
    Non ti abbandonero’.
    Cercami.
    Mi troverai.
    Scusami.
    Ma son disperato.
    La vita mi ha deluso.
    L’ amore e’ solo un sogno.
    E non c’e’ per chi ne ha bisogno.

  2. Versi in dialetto Bisiaco (veneto arcaico) parlato nella provincia di Gorizia

    Te ò vist

    Te ò vist
    riduzar
    ta’l zardin
    de la zoventù
    fursi par un ‘nsogno
    nassù framezo scòi
    prafumadi de mar.
    E mi visavì de ti.
    Le onde del tenp
    à sbecolà le sbìsisighe
    ma no xe finì
    sto giòldar
    de ‘nsogni fruadi.
    E a vèdar
    passar barche
    sintàdi
    su mùtare
    de àleghe
    semo ‘ncora in dò.

    Ti ho vista
    Ti ho vista / sorridere / nel giardino / della gioventù / forse per un sogno / nato in mezzo agli scogli / profumati di mare. / Ed io di fronte a te. / Le onde del tempo / hanno intaccato i desideri / ma non è finito / questo godere / di sogni consumati . / Ed a guardare / le barche passare / seduti / su mucchi / di alghe / siamo ancora in due.

  3. Bacio di sangue bacio d’amore (a Daniela mia)

    Come scalpore fa rumore e colpisce,
    come il vento che il volto ti ferisce,
    come di notte la paura cresce,
    come nel ventre ruggisce la tormenta
    e ti spaventa,
    come il primo ardore,
    questo bacio,
    che non fa rumore …
    bacio di latte e sangue,
    pesato dal mio amore.

  4. 2 poesie di Maura Musy, presente nel blog degli autori:
    SAN VALENTINO
    Una mattina
    d’inverno
    la mia mano nella tua.

    Un pensiero a te
    che ti sfiorai
    lo sguardo.

  5. Grazie per questa lodevole iniziativa. C’è bisogno d’amore in questo mondo talora troppo ostile.

    In questo mondo ostile
    con un pugno d’affetti
    stretti in cuore.

      • Leggiti cara Sabatina dal triste ma bel verso le poesie d’amore di Prévert e ti rianimerai qualunque età tu abbia: tre fiammiferi un dopo l’altro accesi nella notte, il primo perr vedere il tuo volto, il secondo per vedere gli occhio tuoi, l’ultimo per vedere la tua bocca e l’oscurità completa per ricordarmi queste immagini mentre ti stringo a me tra le mie braccia.
        I ragazzi che si amano si amano in piedi contro le porte della notte….Questo amore… Un arancia sul tavolo, la tua roba sul tappeto e nel mio letto tu…
        Io ho già ricaricato le mie pile
        Un bacio
        ciao

      • Alle volte bisogna disciplinarsi, autoricaricarsi, forse è anche questo un amore verso la ricerca del proprio senso che è amore.
        Grazie, buonaserata

  6. –Ragazzi in amore–
    (neo dolce stil novo)

    E sì soave era il baciarsi
    che di gustarlo ci si asteneva
    per qualche dì, sì che nostra
    sete fosse più ardente.

    A Cristina J.
    lontana nel tempo
    ma vicina nel ricordo

  7. CI CHIAMEREMO… “AMORE”

    Verrà presto domani fra un bacio
    e un’altro ancora si prolungherà la notte
    e avrò il tuo amore.
    Passeranno i domani e il sigillo
    del tuo si, sarà perenne.
    Si seguirono le notti uno sull’altra
    e il nostro sogno, nel notturno,
    radicò la vita, e l’affannoso tempo
    sarà nostro.

    Presto viene il domani e il sole sorgerà,
    ma noi, sotto le stelle all’ombra del notturno
    ci chiameremo amore.
    Nel buio sarà chiara la luce
    del tuo volto fra un bacio
    e un’altro ancora.
    La notte ci vedrà tanto uniti
    e ci assisterà dell’ira dei domani,
    e presto domani il suo tramonto
    mi sarà levante,
    ma il sole sorgerà
    per me stanotte.

    di: Vito Bologna

  8. VIBRAZIONI

    Per questa accesa passione
    Metterò i tuoi limiti
    Negli scaffali della pazienza,
    Inattesa virtù che non s’addice
    al fiume scarlatto che scorre, inarrestabile,
    nelle mie vene e nei sensi incantati.

    ASPETTERO’ LE TUE MANI
    CHE, AVIDE E CAREZZEVOLI, TURBERANNO
    COLLINE E INSENATURE MAI ESPLORATE;
    NASCONDERO’ I LIMITI DI QUESTO CORPO
    STRAVOLTO NELLE VISIBILI RUVIDEZZE.

    TU SARAI BUONO E AMOREVOLE
    A ME SOMIGLIANTE.

    CI RITROVEREMO NELLE ORE, O NEGLI ATTIMI
    GHERMITI AL QUOTIDIANO DOVERE,
    INDIFFERENTI AI SEVERI SGUARDI
    DEGLI ANGELI ALLA PARETE.

  9. A Marita

    Con quella camicetta celeste a fiori
    e i pantaloni bianchi.
    con quel sorriso dolce, amoroso
    e i capelli biondi.
    Eri una caramella stamani.

    Auguri a tutti noi che festeggiamo S. Valentino tutto l´anno !

  10. Carissima Nicla e Gent.ma Redazione,
    le vostre iniziative, inserite in un tessuto culturale prezioso per l’umanesimo, vestono d’amore e non fanno sentire freddo.
    Grazie e complimenti!
    Con affetto, stima e simpatia.

    Giuseppina Mira

  11. Questo bacio è come un uomo
    che sa giocare col tempo,
    perciò sembra un’infinita assenza:
    non ricorda quando nasce,
    non ha senso il suo continuo
    alla fine pensa al paradiso.

    E le membra sotto la tua forza
    s’avvivono, gli organi s’avvolgono
    e non pensano ad altro.

    La pioggia fuori è solo un modo per distrarci
    questo bacio pensa
    al paradiso e alla fine.

    • Comunque grazie per questa iniziativa, che credo seguirò nei prossimi giorni. Si leggono poesie interessanti di matrice poetica e non solo retorica [come invece si nota numerose antologie dei nostri tempi] non so se leggerò qualche poesia che parli dell’amore come senso, Amore come Dio, amore francescano, amore cristiano, amore come carità, o anche solidarietà [vedi Haiti]. La fortuna della poesia è che con un verso riesce ad inglobare il senso universale che magari tremila saggi non riuscirebbero a custodire. Quindi buona Poesia letta e scritta, e amata sopratutto. E buon Amore (è un tema bellissimo!)

  12. Nello scrivere questa poesia
    risento nella mente il tuo preludio
    e rivivo una conoscenza
    che sapeva ma non sentiva.

    Essa chiamava un attimo che non era blu,
    cigolando s’intratteneva per meandri caldi.

    La mente dimenticava la tecnica,
    dimenticava il fatto, dimenticava il suono
    e nella dimenticanza
    ricordava.

    La semplice luce rimandava al caldo
    al tuo corpo e al mio esploso
    all’amplesso ardente
    alle scaglie d’oro intorno.

    Tutto il mio corpo era una festa,
    te come mio regalo e rifugio,
    la pace dei sensi,
    la profonda attesa
    la lacrima.

    E in questa semplice dimenticanza
    risuonava il tuo Bach
    dentro ero un pianto afoso.

  13. Carissimi tutti
    amo Neruda. che considero uno dei poeti più sanguigni e viscerali, vi allego questa sua poesia d’amore, che io personalmente amo molto, credo sia indicata per l’occasione, infondo l’amore è un abbraccio senza fine!!
    Donatella Ferrara
    11 febbraio 2010

    ‘Se tu mi dimentichi’
    Voglio che tu sappia
    una cosa.
    Tu sai com’è questa cosa:
    se guardo
    la luna di cristallo, il ramo rosso
    del lento autunno alla mia finestra,
    se tocco
    vicino al fuoco
    l’impalpabile cenere
    o il rugoso corpo della legna,
    tutto mi conduce a te,
    come se ciò che esiste,
    aromi, luce, metalli,
    fossero piccole navi che vanno
    verso le tue isole che m’attendono.
    Orbene,
    se a poco a poco cessi di amarmi
    cesserò d’amarti poco a poco.
    Se d’improvviso
    mi dimentichi,
    non cercarmi,
    che già ti avrò dimenticato.
    Se consideri lungo e pazzo
    il vento di bandiere
    che passa per la mia vita
    e ti decidi
    a lasciarmi sulla riva
    del cuore in cui ho le radici,
    pensa
    che in quel giorno,
    in quell’ora,
    leverò in alto le braccia
    e le mie radici usciranno
    a cercare altra terra.
    Ma
    Se ogni giorno,
    ogni ora
    senti che a me sei destinata
    con dolcezza implacabile.
    Se ogni giorno sale
    alle tue labbra un fiore a cercarmi,
    ahi, amor mio, ahi mia,
    in me tutto quel fuoco si ripete,
    in me nulla si spegne né si dimentica,
    il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
    e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
    senza uscire dalle mie.

    • La semplicità con cui attacca le cose più belle (v. 3) fa sembrare quello che vede un dono per l’amata. E quindi la natura, ritorna alla donna, come suo punto di estrema perfezione.

      E poi la dolcezza nella dichiarazione, è così fuggevole e struggente, ed è buona, mi dà un sapore quasi corporeo di delizia e di cioccolato.

  14. Che c’ è…?

    Che c’ è…?
    Pensavo a te…
    Dillo anche a me…
    non startene sola…
    con una parola
    il cuore vola…
    Quando ti penso
    capisco il senso
    dello scompenso
    di non vederti
    di non goderti…
    dei giorni coperti
    col sole nascosto
    che lascia il suo posto
    a tutto l’opposto:
    al grigio piangente
    a un freddo pungente
    a la vita morente…
    E la mente ti pensa
    e il pensiero si addensa
    e grande ed immensa
    nell’ anima mia
    la malinconia
    è un’ alchimia
    che allevia la pena
    e un po’ m’ avvelena
    a mo’ di cancrena…
    Che c’ è…?
    Pensavo a te,
    e più bello non c’ è
    perché ora anche tu
    ti avvicini di più
    e voliamo su, su…su…!

    Armando Bettozzi
    31 Dicembre 2005

  15. Un mare,
    calmo o tempestoso:
    la vita.
    Un uomo che vi nuota,
    ma non vede niente all’orizzonte:
    io.
    Un’isola,
    che improvvisamente compare:
    tu.
    Due persone che camminano,
    tenendosi per mano
    verso il futuro:
    noi.

  16. Seduta sulla riva di un fiume
    ammiro le piccole onde passare,
    come messaggeri di sogni
    destinati a morire.
    Non avverto la tua presenza
    e subito il tempo diventa uggioso
    con nuvole scure e gonfie di rabbia,
    pronte a sfogarsi con lacrime d’argento.
    Appoggio il capo sulla terra bagnata di rugiada
    e ascolto la voce di madre natura.
    Improvvisamente mi giungono i rimproveri
    dei fiori di campo, per non essere stati considerati
    consiglieri di buoni propositi e poi di sera, i rimproveri delle stelle,
    per non essere state considerate testimoni di veri sentimenti.
    Solo ora odo la voce del cuore, che offeso mi spinge alla gioia,
    perchè minacciato dal tempo. Sobbalzo, al pensiero di essere felice
    per un gesto o una parola d’amore e ricomincio a sognare,
    tenendomi strettamente abbracciata al cuore,
    giurandogli fedeltà assoluta senza rancore.

  17. “Il Principe del sonno”

    Conosci il Principe del Sonno?
    Se scorgi il cielo,
    la sera,
    quand’è stellato,
    puoi vederlo arrivare;
    una colomba dalle ali fulgide è la sua bianca cavalcatura,
    e un corno d’argento porta appeso alla cintura.
    E’ un omino tenero e grazioso,
    con un abitino piccino e sfarzoso.
    Le sue scarpine son soffici nuvolette bianche,
    e sul capo porta una dolce stella con una corona di bianche perle.
    Ho pregato che venga a farti visita,
    l’ho pagato con la promessa del mio amor per te,
    e dolcemente verrà a sussurrare al tuo cuore,
    la soave melodia del sonno,
    un tenero coro d’angeli che per te,
    la sua dolcezza, pace e riposo susciterà.
    Tendi nel silenzio l’ascolto del tuo cuore,
    e udrai parole che parlano d’amore,
    melodie che ti riscalderanno il petto.
    Da parte mia,
    al calar e al sorgere del Sole,
    un tenero bacio lascerò sulle tue labbra,
    e il mio pensiero,
    profumo e delicatezza di viole ti rievocheranno.

  18. Lacrime d’amore si mescolano
    ad un succo concentrato: l’emotività,
    e il cuore si spoglia di stretti vestiti razionali
    che non vuole indossare.
    Non c’è attimo che non profuma di anima
    quando si viene catturati dall’amore,
    e ci si trova in una dolce trappola
    che regala il tepore di una prigione dorata,
    come fosse un castello che contiene
    l’intero universo dentro mura di sofferenza.
    E intanto, nello scorrere del tempo,
    l’uomo si nutre di paradossi come questo,
    come un pianista seduto al suo caro pianoforte,
    che suona una melodia celestiale, sfiorando
    “tasti” dolenti.

  19. GOLOSA

    Occhi, occhi di zucchero d’orzo caldo
    e capelli di miele alle castagne
    e la bocca disonesta e emozionante
    che cede a un sorriso da bambino
    che mi fa dimenticare l’ombra
    scura della barba sulla pelle
    e il profumo conturbante
    da maschio di lusso.

    Per quel sorriso schizzato
    fuori programma,
    per quelle tue ciglia
    che fanno abbassare le mie,
    voglio scrivere un poema
    che sia lungo una vita
    e bello e grande
    come il tuo corpo disteso e addormentato
    accanto a me che non so
    lasciar passare in un attimo
    senza spiarti, golosa.

    Cecilia Cartocci

  20. NOTE DI PIANOFORTE

    Semino segni propiziatori
    lasciati a orma del mio
    passaggio clandestino
    in rituale spargimento di petali
    viola e boccioli dorati
    raccolti a piene mani
    e a caso immolati
    a formare in mandala
    di garrulo canto l’ascesa
    afosa che termina
    in sobbalzo al cospetto
    del tuo dorso nudo
    risplendente di arcano

    Ora vuoi giocare con la tua bambola
    nella stanza dipinta di azzurro:
    osservo la curva della mia spalla
    nell’opale dello specchio
    e poi lo strano animale
    che insieme formiamo
    in unione spasmodica di carne

    e

    mi sussurri che così sono bella
    e mi ecciti a guardarmi e a toccarmi
    e a tagliare scampoli dal mio
    pudore liquefatto

    Poi apri una finestra a contatto
    col cielo di coleotteri uccelli
    e scoiattoli sui rami
    e irrompe un mare
    sconfinato di verde,
    cespugli rosa/azzurrognoli
    di ortensie incensano
    e di già ci zampilla l’acqua
    della fontana la nenia
    del distacco

    Note di pianoforte
    suonate da te
    e baci appesi
    al soffitto

    a presto
    amore, ti grido
    lungo il sentiero
    che scende

    mentre tu ancora sei intento
    a chiudere col chiavistello
    il cancello di ferro..

    (Parte seconda di: ‘POEMASIA’)

  21. Primo amore

    Una scuola un crocevia
    per gettare uno sguardo sul tempo passato.

    Nessuna luce rischiara la mente
    brancola nel buio
    alla ricerca di ciò che non è più.

    Come vorrei ricordare la tua immagine
    comprendere perché
    la nostra esistenza si dissolse in fumo
    sapere se maturando insieme
    avremmo potuto volare liberi come rondini
    oppure se trasportati dal vento
    scomparire dietro una cresta di monti.

    Rimango sola a meditare
    sulle risposte che mai avrò.

      • Cara Marinella, in questa poesia hai ben descritto la fragilità di una donna innamorata. E’ vero, soprattutto il primo amore è sempre brillante come un diamante anche se lo sostituiamo con altri tesori preziosi. Quel primo amore affoga nella nostra anima con un pizzico di nostalgia e curiosità per un futuro che non è più accaduto. Le risposte ai nostri perchè non si avranno mai, ma forse in fondo è meglio non saperle altrimenti, si distruggerebbero i bellissimi frammenti di cristallo lasciati da quell’amore unico.

  22. Una parola

    Una parola, solo una parola
    un gesto, solo un gesto
    ma forse quel solo..è diventato troppo
    troppo poco per due che, come noi,
    si amano e condividono
    lo stesso sguardo riflesso negli occhi

  23. DESIDERIO INFINITO

    Un ricordo lontano sfuocato nel tempo oltre gli spazi infiniti…
    Una sensazione ancestrale, arcana che solletica il mio essere
    a insistere fino alla fine…
    Senza un’ età, senza una meta…
    Una vibrazione che la mano mi tocca
    dà vita a questio mio desiderio, a lungo tenuto chiuso
    e nascosto nel petto e che ora finalmente posso aprire
    e riconoscerlo Toccandoti !

    Elena

  24. Ho sognato di te
    (dedicata a Lisa)

    Ho sognato di te,
    e sarebbe dovuto essere bello
    il sogno.
    Ho sognato di te,
    che andavi via.
    Io gridavo il tuo nome
    ed ero muto.
    E tu ti allontanavi.
    Correvo a fermarti,
    e mi affannavo invano,
    immobile.
    E divenivi piccola,
    e più piccola, e svanivi…
    E più grande
    nel mio cuore ti facevi,
    e di più,
    e di più…
    finché è scoppiato.
    Mentre morivo
    aprivo gli occhi,
    e ti stringevo,
    piano,
    per non svegliarti.

    Armando Bettozzi

  25. SE QUESTO E’ AMORE

    Non ho più le tue labbra
    dove posare baci,
    così bacio l’aria
    e ho pensieri
    così tanti
    da colmare la distanza.
    Mi consola l’amore
    che arde ancora in petto
    e avviluppa le viscere.
    Batte più forte il cuore
    quando la sera tocco il vento
    e mi pare che le stelle parlino
    con la tua voce che sempre ascolto
    nelle pagine silenziose
    che non abbandonano l’attesa.
    Allora, se questo è amore,
    verro a dirtelo questa notte,
    a cavallo della luna.

    Claudia Giacopelli

  26. Ai margini del cuore

    Sono gli occhi a ricordare
    la carezza d’attimi infiniti
    quando il sole profumava di ginestre
    e la brezza svelava le orme
    di un richiamo tra le foglie.
    Con le mani
    rincorro aurore verdi e lunghe
    in quel rifugio caldo di sogni cercati
    dove il battito delle ciglia
    colmava i vasi delle ore
    e il respiro affrescava i vetri.
    Erano i tuoi sguardi
    a schiudere le labbra in sorrisi di fragola
    bagnare i pensieri con pioggia di marzo
    vestire le braccia di coriandoli.
    E il giorno non aveva memorie
    era tela dai ricami d’oro
    nell’arco delle nostre stelle.

    Ora il tramonto non ha più parole
    e nel vento che porta solo cenere
    le sere si smarriscono in notti illuni.
    E’ lenta la china del silenzio
    e deserta la rotta della tenerezza
    per me che non so più andare,
    esule e sperduta ai margini del cuore.

    • Ai margini del cuore.., sì, ma nella pienezza di un lirismo soffuso, esente dalle secche di sentimentalismi corrivi ed epidermici. Complimenti, Ida, e un cordiale saluto.
      Angela Ambrosini

  27. Scaturita da cuore, quindi vera. Sedici anni … come con pensare a correre oltre…ma soprattutto bella la chiosa: “Vorrei soltanto chiederti :-come stai -” e neanche questo ci è dovuto.

  28. COME STAI?

    Io non sapevo perchè ti lasciavo
    e non ho mai capito
    perchè ti ho abbandonato,
    però io quelle lacrime
    non le ho dimenticate.
    Silenzi ai tuoi perchè
    con la cornetta in mano,
    sentivo il tuo dolore
    nel respiro che ansimava,
    bambina un pò crudele
    che avevi amato invano.
    Il pianto di un momento,
    poi la corsa verso il mare,
    con i capelli al vento,
    che si portava via
    quello che avevo dentro.
    A sedici anni è bella
    la voglia di fuggire
    anche da un vero amore.

    Ho ancora quelle lettere
    e le fotografie
    nascoste in un cassetto
    con cose solo mie.
    E gli anni son passati
    e noi sempre lontani
    senza vederci mai.
    Eppure vorrei chiederti
    soltanto-come stai?-

    ELISA BARONE

  29. L’amore è come una coppa di gelato
    adornata da squisita soffice panna
    presentata sul tavolo del tempo,ma
    senza posate.Devi assaporarne il gusto
    con i cinque sensi. E’ il più bel premio che la gara della vita possa consegnarti e ricorda:non salire mai su quel
    promontorio che ti fa vedere con nostalgia il tratto di strada
    percorso. Non attendere che l’attimo passi,domina tu
    il momento e abbraccialo col pieno entusiasmo
    della gioia di vivere. Non avvelenare quella coppa di gelato con
    l’amaro sapore che gli spettri della diffidenza e dello scetticismo ti offrono su piatti d’argento.Colora invece il tutto con la vivacità di un animo fanciullesco come ciliegina da porre su quel capolavoro dell’anima chiamato”Amore”.

  30. Quer foco che arde ma che nun abbrucia

    Se sente, ma però nu lo pòi véde
    quer foco che te arde drent’ar còre.
    Lo sente solamente chi ce crede:
    è ‘r foco che sa accenne er granne amore.

    È un foco che quann’ arde te fa bbene
    ma si se spegne pò ffà tanto male
    perciò si ‘n vòi soffrì le brutte pene
    lo devi da trattà come un fanale

    che serve a vince er buio de la notte
    e si se smorza caschi, vai a sbatte…
    e t’aritrovi co le gambe rotte
    o cori proprio er rischio d’ammazzatte!

    Armando Bettozzi
    11 Novembre 2007

  31. Come lucciola nel buio della notte,
    illumino nel segreto il tuo cuore
    e mi appoggio in un caldo angolino senza fiatare
    per non disturbare i tuoi silenzi, mentre il mio respiro sento tremare.
    Brillo solo per te, poichè è il tuo mistero il mio habitat ideale
    e gioisco sentendoti respirare
    nella notte che ti avvolge con la magia dei sogni.
    E’ lì che voglio sostare per lungo tempo,
    senza pensare. E’ lì che voglio incontrarti
    senza riflessioni accurate e bere alla fonte
    del desiderio senza dubitare.

  32. Quanno mòre l’amore

    L’ Amore
    quanno mòre
    te spacca tutt’ er còre.
    Er celo se fa triste
    e che consiste
    si c’è la villa e er grano…!?
    Stai llì cor còre in mano
    ad aspettà distrutto
    che smette er ticchettacche
    e che finisce tutto.

    Armando Bettozzi
    13 Maggio2009

  33. FASCINO ATAVICO

    Fascino atavico cavalcar la tigre.

    Parleremo finanche con distacco
    – forse –
    senza interpunzione e tonali mutamenti
    di ammissioni a cascata
    a lungo congelate.
    Sovrapporremo prolissi corollari
    parlandoci sopra senza freni
    e senza creanza pur di sputare il rospo.
    Nel contempo scorreranno le sequenze
    dalla prima scena in festa Patronale
    sino all’ultima – lo sfacelo –
    passando per teoremi ottusi
    prima ancora di calar la tela.
    Buchi nell’acqua scriteriati
    sino a conquistar l’equilibrato vello
    o almeno averne sensazione.
    Ribatteremo sul sesso degli angeli
    ovvero delle colpe e la ragione
    resterà al palo.

    Ma Clio conserverà la storia
    nell’archivio dell’amore.

  34. All’amica amata

    Sento ancora addosso l’afrore d’agosto
    e le pungenti fragranze di mirti e salsedine,
    gli sguardi sfuggenti, le mani che scivolano sui seni turgidi.

    In groppa alle vette frondose dei monti
    una luna ammantata d’argento
    indugia rischiarando un groviglio di membra bramose.

    Ho raccolto un pugno di sabbia
    e lasciando ricadere mille granelli
    ho costruito mondi sconosciuti e sospirati.

    Ho solcato le tue labbra desiderose
    e trattenuto parole arrischiate tra le mie
    dissimulando amore e desiderio

    Rinnovo ogni giorno il ricordo
    di te, come una rosa del deserto si rinnova ad ogni candido scroscio
    di distillate lacrime della divina provvidenza

    (leonblas)

    • Le ultime due strofe… belle, davvero belle… ci sono quelle “parole arrischiate”.. e quella “rosa del deserto che si rinnova ad ogni candido scroscio di distillate lacrime della divina provvidenza”… che dire? fantastica…
      Bravo!
      Ars

    • Dov’è l’ amore,
      adesso che di te i riflessi dei ricordi
      hanno impresso calchi di memoria?
      Caro Leon, sento un lontano inneggiare all’ amore perduto.
      Sento i tuoi versi carichi di amarezza per quella passione divenuta ormai ricordo da innaffiare con distillate lacrime a candido scroscio. Neanche una lacrima d’amore non andrà persa. The ” loveland ” le ricorderà facendole primizie di primavera come piccoli deliziosi bucaneve.
      Complimenti per la bellissima lirica che definisce la tua spiccata sensibilità , e per queste emozioni che hai avuto il piacere di condividere con noi,
      Grazie,
      M.M.P.

      • le distillate lacrime della divina provvidenza sono le miracolosose gocce d’acqua che nel deserto hanno un denso significato mistico. Un miracolo della natura duplice..la pioggia e la rosa del deserto che riprende vita solo quando ne viene bagnata…..love you

      • E se ti dicessi che una di queste rose c’ è l’ ho? si chiama Rosa di Gerico . Fiorisce quasi subito davanti agli occhi non appena le sue radici sentono l’acqua.

  35. TU SEI

    Tu sei la mia
    poesia viva
    mi penetri,
    affini pensieri,
    attraversi il corpo
    e diventi fuoco
    impossibile ad estinguersi.

    Ti respiro
    fragilità emotiva
    che rivestita
    di magica tenerezza,
    percorri i sentieri del mio cuore,
    e cuci in segreto
    i filari del vivere.

    Irrazionalità dei sentimenti!

    Non ritorna il tempo,
    la ruota gira
    senza chiedersi
    come, dove, quando, se,
    poiché oggi
    è già ieri per sempre.

  36. NELLE MANI DEL VENTO

    All’improvviso i silenzi inondano le nostre derive
    accendendo suoni lontani e metafore di nostalgie e presenze.
    Un refolo di vento sembra sfiorarci oltre la tenda delle nuvole,
    osservano i fiumi di lava che ci penetrano
    e le onde che accarezzano irrequiete di piacere
    i nostri corpi ingoiati dal mare della vita.

  37. “Notte sul Lungarno e delle solite cose,piccole e belle”
    (a Martina lontana e,per l’occasione,a Nicla Morletti).
    Se ci sei,buonanotte…
    se non ci sei,
    buonanotte ugualmente!
    Buonanotte ugualmente:
    ai fantasmi dell’alba
    e dei tuoi ricordi,
    ai bagliori del giorno
    e dei tuoi sogni,
    ai bisbigli del tramonto
    e delle tue paure,
    a questa specie di tempo
    e ai suoi rimpianti…
    Buonanotte ugualmente
    a questa notte.

  38. Amo la vita
    Amo la vita
    quando al risveglio assaporo il tuo amore,
    alla sera la luna
    si specchia in laguna.
    Amo te vita
    tra le risa e il pianto nei fiori di campo,
    abbraccio che consola
    un cuore che vola.
    Amo la vita
    l’ universo nel bacio di un figlio
    i sospiri dell’ innamorato
    la fantasia senza peccato.

  39. Uomo
    sei il tempo che mi consola
    l’abete verde che ignora le stagioni,
    intatto nel suo colore.
    Sei di nuvole il paladino
    schierato all’est,
    pronto navigatore al timone dei miei sogni.
    Sei quel castagno!
    A terra neanche un riccio pestato,
    sei rubato.
    Sei la nota che vibra del jazz man,
    un papavero rosso senza cuore nero.
    Sei un grafito primitivo lungimirante, sei l’arte.
    L’unico mio sguardo verso l’infinito.

  40. Come caramelle al miele, i pensieri d’amore
    addolciscono la mente e l’anima,
    incuranti del freddo soffio dell’illusione,
    che come un ladro, sovrasta ogni certezza
    e irrompe nell’animo giovane, debole e delicato,
    creando scompiglio nell’armonia della sfera intima.
    Povero Amore! Si aggrappa ai muri per conservare la vita
    e per vivere, nonostante tutto, come edera che non vuole morire
    e rimane eternamente attaccata alle mura del cuore.
    Sovente, le lacrime giurano fedeltà e scivolano su visi increduli,
    come messaggeri dell’anima, ma ecco arrivare un geniale medico
    chiamato “sogno”, che cura con ardore le ferite sanguinanti,
    con la miracolosa garza della speranza di un’alba nuova.
    E il tutto si conclude con magia e ancora una volta con sentimento.

  41. Da un SMS di Maria Rosaria P.
    (a Marinella Fois e Lucia Sallustio in parti uguali).

    Dolce notte…
    come una torta di mele,
    e un fascio di mimose strappate al tramonto,
    e un groviglio di passioni giocate a sedici anni,…
    E’ ancora dolce questa notte,
    imprestata al nostro tempo!

  42. Il misterioso mondo dell’amore,vede fiorire
    i suoi pregiati germogli di viva sensibilità
    e custodisce il segreto del loro nutrimento,
    nelle profonde radici,insensibili alle intemperie esterne.
    Non c’è vento abbastanza forte per abbatterli o pioggia insistente per annientarli o grandine crudele per gelarli.
    Sono forti e vigorosi,perchè l’acqua che li disseta
    proviene dal paradiso delle emozioni interne.
    E nel terreno che li ospita,si presentano solchi
    di sentimento vero,per proteggere i loro virgulti
    apparentemente fragili,ma solidi e caparbi nell’affrontare tempeste.

  43. A volte nel vento

    A volte nel vento
    mi par di sentire
    parole d’amore che
    da Te vorrei udire.

    Se chiudo i miei occhi e
    mi lascio cullare
    da mani sapienti
    mi sento sfiorare.

    Carezze d’amore che
    fanno vibrare che
    plasmano l’anima e
    fanno sognare.

    A volte nel vento
    mi tocchi lo sento.

    Nunziata Franco

  44. Ammiro il cielo sopra il tuo capo e mi sembra un continuo fluttuare di zucchero filato, prodotto dalle magiche mani di mago Merlino, sempre attento a stupire chi lo circonda.
    Ho voglia di sciorinare le mie emozioni, come fossero leggeri indumenti di raffinata seta e poi stenderli al sole, all’unico sole della purezza d’animo, che brilla di una luce eterna nel vicolo del destino.

    • Caro Luca… fievole????? Nella poesia, ci sta pure bene quel “fievole”, ma scusa se… dissento 🙂
      D’accordo, ‘amore non è fiamma che brucia come la passione, no, ma è fiamma immensa che illumina i giorni. Che, a volte ci/si consuma un poco e diventa sì fievole, ma solo per riattizzarsi dopo poco. Fiamma calda che scalda il cuore.
      (ti prego, non volermene) 😉
      Ciao
      Ars

  45. LA LUCE SPENTA DEL MONDO

    La luce spenta del mondo
    si riaccende
    all’alba dell’amore,
    in un sogno grande
    della vita.

    Nel giardino illuminato
    del mio cuore
    ho raccolto una rosa,
    che a te ho donato.

    L’arcobaleno del cielo
    s’è levato.
    ad illuminar la vita,
    ad illuminar
    l’amore.

    sergio doretti

  46. Il guerriero venuto dal mare

    La nave attraccò al porto della cittadina in una tempestosa mattina di fine ottobre e Isabella la vide dalla collina. La osservò con estrema curiosità e qualcosa la spinse a volerne sapere di più di quel veliero straniero apparso così all’improvviso. Corse al porto precipitosamente e si fece largo fra la folla che come lei era accorsa per osservare gli intrusi da vicino.
    Era una nave da guerra, quello le fu subito chiaro, ma ciò che la fece rimanere senza fiato fu il guerriero che ne scese, a passi decisi, gridando ordini ai suoi subalterni.
    Aveva un paio d’occhi grandi e azzurri come l’immenso mare da cui arrivava, vivi e penetranti.
    Come richiamato da una forza invisibile lui si voltò e colse il suo sguardo fugace. Per un attimo le parve che fosse in grado di leggerle dentro l’anima.
    Fu chiaro a entrambi che una forza magnetica li spingeva l’uno verso l’altro e, sebbene non fosse tempo né luogo per una fuga romantica, si ritrovarono quella stessa sera in un punto appartato della spiaggia a divorarsi con gli occhi.
    Isabella sentì come un battito d’ali nello stomaco quando lui le prese le mani fra le sue. Aveva un tocco saldo e confortante che le donò un calore inatteso. Le sue guance si colorarono di porpora e le sue labbra accolsero tremanti il bacio che ne seguì.
    “Sei così bella”, le mormorò lo straniero con voce roca, “Ho atteso tutta la vita due occhi come i tuoi che mi riscaldassero l’anima.”
    “Sei il mio amore”, rispose lei con passione, “La mia vita ti appartiene. Te la affido per l’eternità.”
    Quella notte scoprirono insieme l’intensità di un sentimento che non ha eguali. La felicità che provarono fu talmente grande da causare loro quasi un dolore fisico.
    Da allora si incontrarono tutte le notti su quella piccola spiaggia e bevvero avidamente il nettare dell’amore.
    Ma tutto nella vita ha un inizio e una fine. Il guerriero aveva una missione da compiere, era al servizio del suo re, un re potente e implacabile a cui aveva giurato fedeltà eterna e il richiamo dell’amore non poteva essere più forte di quello del dovere.
    Salpò con la sua nave dopo l’ultimo incontro con Isabella. L’ultima cosa che vide mentre la osservava sulla banchina furono le sue lacrime strazianti.
    Quella mattina si alzò nel vento un urlo disperato. Isabella urlò con tutta la voce che aveva il suo nome, quasi come se la sua disperazione bastasse a trattenerlo e ricondurlo da lei.
    Ma lui non tornò. Non si ebbero più notizie del guerriero venuto dal mare che le aveva rubato il cuore.

  47. L’amore è
    un gesto
    che dura una vita
    eppure nell’ attimo
    appare
    e scompare.
    Chi lo compie
    vince il male
    e si consola
    di futuro.
    Chi lo rifiuta,
    annega nel torrente
    dell’egoismo,
    ch’è piacere
    di sé
    nel tormento
    di una relazione.

    • L’amore è quel sentimento che ti fa dare anima e corpo per qualcosa o qualcuno in cui veramente credi e ti fa sentire in paradiso. L’amore raggiunge la massima intensità se si fondono altre qualità generosità, voglia di creare, voglia di lottare a qualunque costo di fronte ad ogni ostacolo. Soltanto se l’amore resta un sentimento in cui predomina l’egoismo che ti priva della libertà di vivere in serenità allora, si trasforma, in un attimo, in un amore d’inferno che ti tormenta e dà fuoco alla tua vita futura. Complimenti Gaetano per la tua poesia.

  48. SUL LIMITAR DELLA SERA

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    sul limitar sella sera,
    quando le ombre
    mi avvolgono di timore
    e oscurano le ultime luci
    sul giorno che muore…

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    ora che il cuore duole
    senza la tua presenza,
    e la mente mi porta lontano
    sui lidi della mia prima coscienza
    dei giorni sentimenti per te…

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    sul limitar della sera…

  49. LA NOTTE NEL BOSCO
    (Amore fra dame e cavalieri)

    Fra romantici sentieri
    stradine fiorite
    la musica dei merli
    il colore dell’amore
    il profumo dei fiori
    che adornano il sentier.
    E la notte si avvicina
    e le stelle
    illuminano la macchia
    che si apre alla natura.
    Fra i ruderi di un castello,
    diventerem guerrieri,
    maghi e principi,
    saluteremo i fantasmi,
    che ci fanno compagnia
    conosceremo i segreti
    che legano nel castello
    storie d’amore
    e lotte e tradimenti
    fra dame e cavalieri.

    • Caro Sergio,
      mi è capitato davvero un sentire simile mentre visitavo un castello con il mio amore. Forse i castelli mantengono segreti fra le mura che solo i cuori innamorati avvertono.
      Un caro saluto
      Ars

    • Caro Sergio,
      il tuo bosco di notte, popolato di principi e guerrieri, dame e maghi, fantasmi e castelli, evoca mitiche storie consumate tra segreti e tradimenti, lotte e passioni d’amore che ci fanno ancora compagnia.
      Un affettuoso saluto

      Daniela Quieti

      • Cara Ars e Daniela, voglio fare una premessa: da ragazzo, prima della guerra, io stavo in campaggna vicino a Livorno, su un poggetto da dove si vedeva il mare (qualche volta anche la Corsica). La zona era agricola, ricavata da disboscamenti. Era costeggiata da boschi residui di macchia mediterranea.
        Per arrivare a Livorno,con la strada provinciale, vi erano circa 6/7 Km. Poi vi era un’altra strada, lato Nord che arrivava a Stagno e quindi al Calambrone.
        Nel mezzo a queste due strade vi era un bellissimo bosco.
        Noi ragazzi e ragazze (avevamo un età di circa 12/14 anni) si pensò di arrivare al mare, camminando a piedi e passando attraverso il bosco. Va bene, tutti d’accordo Entusiasti. Entrammo nel sentiero che conduceva ad un bosco fitto che si chiamava “macchia del frate”. Proprio nell’interno di questo bosco, in una zona poco frequentata, si videro dei ruderi, penso di un castello distrutto dai tempi. Noi si guardò all’esterno ed avemmo paura nel visitarlo all’interno. Pensavamo ad eventuali crolli.
        La cosa ci entusiasmò moltissimo e si disse di ritornarci successivamente, cosa che non abbiamo fatto. L’età di questo castello risale forse al tempo dei romani. In queste zone abitavano i “liburni” (antichi livornesi). Questo ce lo avevano fatto capire gli anziani quando gli abbiamo raccontato la nostra “avventura”.
        Abbiamo discusso moltissimo prima di riprendere il sentiero che ci avrebbe portato al Calambrone. Ognuno di noi diceva la sua
        – forse in questo castello abitavano le dame ed i cavalieri?
        – forse era un’antica costruzione e qui si arrivava alla città –
        e tante altre supposizioni e ripensandoci oggi, alla distanza di quasi 40 anni, mi è venuta in mente questa poesia (fantastica) che tratta appunto di dame e cavalieri e fantasmi.
        La vita è strana.
        Aff,si saluti
        Sergio

  50. UNA SERA D’ESTATE

    Serena scendeva la sera
    sui leggiadri pini marittimi
    immersi in un cielo di fuoco
    mentre venivo da te,
    e il canto dei grilli era eco
    ai miei pensieri, così solitari,
    così accesi di dolci immagini…
    Il cupo alone della tristezza
    non era in me quella sera;
    la gioia sospesa dell’attesa
    aleggiava silente e leggera
    nel mio sguardo, nel mio cuore
    e non udivo più suoni, nè canti,
    ma il lieve palpitare dell’emozione,
    vivo come il palpitare delle stelle
    in un limpido cielo d’estate…

    E serena, e dolce scendeva la sera
    mentre venivo da te…

    • Mi piace molto, oltre al testo, la musica che “sprigiona” questa poesia.
      Si, vi sono poesie che scorrono come musica e questa ne è un magnifico esempio. Ma poi, se t’attardi a rileggerla, si sente anche il profumo dei pini marittimi. E quella serenità, nella chiusa, non l’avverti?
      Bravissima!
      Ars

  51. Nel crepuscolo della sera, scorgo la tua immagine, nella mia mente, apparsa silenziosamente, davanti all’ingresso dell’anima.
    E mi sorprende, regalandomi meravigliosi attimi di verità e di sincere attenzioni d’amore, senza maschera di cortesia superficiale. Mi abbandono così, al dolce fluire dei pensieri, da te riscaldati e mi “sdraio” sulla riva del mio spirito nutrito da un tempo immaginario, che non conosce spazio nè confini, illudendomi di vivere in eterno dentro quelle immagini che disdegnano il contagio della morte.

  52. A te che domini il mio universo sentimentale con dolci note chiamate “emozioni”, a te confido senza rossore, senza timore il mio segreto d’amore,poichè il sogno non ha un’identità razionale e il cuore non conosce “stringhe” che lo legano alla realtà fredda e materiale. A te, regalo la cosa più bella che possiedo: il mio infinito amore, che unito al tuo infinito essere, assaporano il mistero dell’eternità. E insieme corriamo felici nel nostro mondo immaginario,scansando ombre senza anima.

    • ..è come un augurio. Un bell’augurio …
      Ho letto tutte le poesie che hai proposto e quella che preferisco è “Innamorarsi” .. il periodo dell’iinnamoramento è un inno alla vita.
      Ars

  53. “Gocce di bergamotto”

    “Gocce di bergamotto”
    indugiano sulla tua pelle
    effluvi di cielo di mare di terra
    salgono dal tuo corpo
    e fanno germogliare
    il desiderio d’abbracciarti
    e intrecciare
    sogni di stelle
    battiti di alghe
    aromatiche parole di bosco

    Giuseppina Mira

  54. INNAMORARSI

    Innamorarsi
    è il prodigio di giorni
    sbalzati in latitudini
    di velieri stellari.
    Affondano
    le paludose abitudini
    e il cuore biondo come il grano
    si alza verso un sogno
    che lo accarezza con una voce
    di primavera.
    Dappertutto è vita.
    Le tenebre sono accecate
    dalla luce
    e il cielo orlato di fuoco
    si reca alla festa di emozioni
    non sferzate da tempeste di neve.
    A noi superstiti usciti dalle ombre
    si aprono orizzonti
    di stagioni profumate
    come petali di rose.

    Giuseppina Mira

  55. Questo è il momento delle frasi d’amore celebri di tutti i tempi, sono di Pescara, come non citare, quindi, da “Il Piacere” di D’Annunzio “Io rinunzierei a tutte le promesse della vita per vivere in una piccola parte del vostro cuore”

    Daniela Quieti

    • Cara Daniela, la frase del D’Annunzio che hai citato, è indubbiamente molto carica di sentimento. Quale donna, non vorrebbe sentirsele offrire, da parte del proprio amato? 🙂
      Un caro saluto
      Ars

      • Proprio bella la frase che hai scelto per noi Daniela: ) . E come diceva Arsomnia, quale donna, non vorrebbe sentirsele offrire, da parte del proprio amato?
        Un abbraccio a tutte e due, un buon San Valentino e buon compleanno Arsomia ! Che l’Amore sia con tutti noi!

  56. Ieri ho ripensato a te. Nella penombra di una stanza abbigliata di ricordi. I tuoi occhi mi trafiggevano, le tue mani mi spalmavano le emozioni di un godimento inesauribile.
    Il silenzio, ora, quello solo, mi parla. Nell’assenza di parole ritrovo i vocaboli della rassegnazione.
    Tra pochi giorni la memoria di san Valentino allieterà ogni innamorato. Nel freddo febbraio un forte calore scalderà corpi frementi.
    Ed io riassaporerò quanto è stato. Nel presente lo renderò, cronaca di una storia.
    E sara’ commovente. Ma triste. Perche’ la speranza muore nell’illusione.

  57. NON TI SEPPELLIRÒ

    Non ti seppellirò
    mio sogno
    nel fango
    delle ipotesi
    concrete
    combatterò
    per liberarti
    nella città
    di luci
    ti porterò
    in un ristorante
    dove il pane
    è morbido
    e il colore
    della speranza
    è servito
    su un piatto
    di fagioli novelli
    all’olio
    e cipolla
    con l’argenteria
    del cuore
    e ostriche
    d’amore.

    Dalla silloge “Graffi obliqui”

    • I sogni sono compagni fedeli di ogni creatura, dai quali anche volendo non è facile né utile separarsi.
      Ci aiutano a correre più forte, ad ampliare l’attività immaginativa che attinge dal profondo della nostra coscienza. E ci libera nell’inconsio personale dai nostri preconcetti, condizionamenti per vivere in modo virtuale i nostri desideri.
      Perciò fai bene cara Daniela a non seppellire i tuoi sogni nel fango delle ipotesi. Ciao alla prossima Franca Fasolato

  58. Ti regalo le gemme dell’albicocco
    e i nidi da inventare di fango e piume.
    Ti regalo la farfalla di ieri
    alla notte sopravvissuta e alla cometa.
    Ti regalo la vigna mal potata che,
    nonostante, darà chicchi
    per gli uccelli di settembre.
    Ti regalo il cotogno in pieno sole
    contro il muro della casa, e viole a nascere
    nelle crepe sorridenti.
    Ti regalo lucertole di Pasqua,
    il cancello dell’orto che ha aperto il vento,
    e del bosco il profumo che scende.
    Ed io mi tengo la mestizia delle vacanze
    che perdurano, le nuvole tra i banchi,
    gli sguardi oltre i vetri, i pini
    che fuori della scuola svettano beffardi.
    E il tuo grembiule nero, e le prugne
    e l’uva spina dei tuoi occhi.
    Che dentro la notte della lavagna
    si specchiano ancora.

  59. Custodi D’Amore

    Un bacio
    chiudo gli occhi
    attesa…
    Non riemergono le emozioni
    A nulla è servito, riprovarci
    Non basta…
    la generosità degli intenti
    a far riaffiorare l’amore
    se non lo si è custodito
    come una reliquia
    nel tempo
    in cui ci si è smarriti.

    Fiorella Cappelli

  60. Una romantica attesa,
    di quel venticinque aprile.

    …in viaggio verso
    quell’arcobaleno
    all’orizzonte.

    La giovinezza fioriva,
    credeva in quel sogno
    del nostro cuore.

    Soffiava nei nostri animu
    il vento dell’amore,
    il vento della pace e
    della libertà.

    In quel sentiero
    scosceso,
    piantammo rose rosse
    e alberi della pace.

    Sergio Doretti.

    • Già Sergio,
      Quel 25 Aprile ti riporta alla giovinezza e alla speranza che nasceva in cuore assieme alla libertà. Bella la chiusa… piantammo rose rosse e alberi di pace…. penso in onore ai giovani caduti in quel sentiero.
      Con affetto
      Marinella

      • Si grazie carissima Marinella, noi vedevamo in lontananza quell’arcobaleno che ci rappresentasva la fine del terrore e l’inizio di una nuova era di pace, di amore e di libertà e piantammo (alcuni di noi anche simbolicamente) le rose rosse ed alberini in onore di tanti di noi che si sono sacrificati.
        aff,si saluti
        sergio doretti

  61. SanValentino Senza Amore

    San Valentino, arriva senza amore
    Comprerò una rosa, per ricordare
    vellutata e bianca, da colorare
    Il suo vaso sarà ancora il mio cuore

    Ci sono rose rosse di dolore
    Gialle di gelosia, da sistemare
    Rose blu, dove puoi vedere il mare
    Nel mio vaso…nessuna rosa muore.

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