Il tempio del sole di Nicla Morletti

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Si conobbero a Capri una sera d’agosto sulla veranda di un albergo. Lui, ricco aristocratico inglese, bello, simpatico, alto, disinvolto, biondo, terribilmente solo. Lei, bruna, gli occhi verdi, le curvature del corpo perfette, desiderosa d’affetto.
Sotto l’incanto della magica notte stellata, tra i profumi di zagare e limoni sospinti dal vento, si guardarono a lungo, quindi l’uomo, più audace, si avvicinò a lei, sfiorandole con la bianca camicia di seta, il seno. I capezzoli s’indurirono e lui, stavolta, li toccò con il palmo della mano.
Un brivido percorse le belle membra della donna che, turbata, si voltò di scatto  posando lo sguardo sui faraglioni che, alla luce della luna,  sembravano essere emersi da un mare d’argento.
Nell’aria regnava la quiete, rotta soltanto dallo strimpellare di una chitarra lontana e dal frinire dei grilli.
L’uomo si fece di nuovo coraggio e la baciò languidamente sul collo, sfiorando con una coscia quella di lei.
– Mi chiamo Eva Doretti. – Balbettò, quasi arresa.
– Che importanza ha il nome, la data o il luogo di nascita… Siamo tutti figli del tempo e come tali, legati all’eterna catena del “Samsara”.
Nelle mie vite precedenti, so di aver vissuto come schiavo, re, padrone, servo, profeta, mendicante, selvaggio, santone, sciamano.
Oggi potrei essere un ricco, un povero, un ladro, una spia, un assassino, che differenza fa?  Il bello è che io sento vivere in me tutti questi personaggi, e sono contento, perché la cosa che conta per lo spirito è fare esperienza. –
– Allora tu credi nell’immortalità dell’anima! –  Aggiunse lei.
– E dell’amore. – Rispose l’uomo. I suoi occhi azzurri brillarono come fari nella notte.

***

Dal libro Il tempio del sole di Nicla Morletti

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1 commento

  1. Salve, sig.ra Nicla, ho provato a scrivere due righe di impressioni sulla prima pagina del suo romanzo da un’altra postazione , ma forse tutto si è perduto per strada.Meglio così, probabilmente il mio commento non era importante.
    Certo, quel poco che ho letto mi è piaciuto molto, forse perchè ho ritrovato alcuni spunti – dettagli del racconto a me particolarmente cari.
    Insomma, senza portarla inutilmente per le lunghe, confesso di averLA scoperta sotto una veste letteraria che non mi aspettavo e con ciò voglio rinnovarLE la mia ammirazione e la mia stima sincere.
    Mario Prontera

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