Maria Luisa Spaziani racconta l’incontro con Eugenio Montale

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Nicla Morletti e Maria Luisa Spaziani

Siamo  sedute l’una accanto all’altra Maria Luisa Spaziani ed io, in un ristorante sul mare a Sestri Levante.

Settembre, le onde che si alzano, gli spruzzi sulla vetrata. Gabbiani in volo. Poesia. Concorso letterario Maestrale Marengo D’oro, gli autori che si affollano attorno. Lei ha ricevuto il Premio alla Carriera. Io il primo premio per la narrativa edita con il romanzo “Difficili, impossibili amori” edito da Giuseppe Laterza.

Maria Luisa ha capelli biondo oro e due occhi di un azzurro intenso che buca l’anima. Due occhi che narrano la sua storia, una storia che viene da molto lontano e porta in sé gli echi della poesia del novecento, di parole che hanno preso vita e si sono amalgamate nei migliori salotti letterari italiani. Di versi catturati alla vita come note nostalgiche e lontane che hanno il fascino di amori sempre vissuti e mai sepolti nelle regioni del cuore. Lo si percepisce stando accanto a lei, questo alone di pura poesia che conserva ancora l’anima di Eugenio Montale.

Quando due anime si uniscono nel sodalizio della parola nascono mondi immensi e giardini di stelle si accendono nel firmamento della poesia.

Dialoghiamo insieme Maria Luisa Spaziani ed io, con piacere, tra piatti di ostriche, calamari, antipasti vari di pesce. Mi parla di principesse russe e di Giovanna D’Arco, una donna dal carisma straordinario secondo lei. La donna come dovrebbe essere dopo ogni femminismo riuscito, e cioè una creatura che abbia le stesse potenzialità di un uomo ma che agisce autonomamente, secondo il suo personale destino, secondo i suoi gusti, le sue scelte, in stretta simbiosi con l’universo maschile.

A fine pasto Maria Luisa apre la borsetta, mi strizza l’occhio, poi dice: “Adesso ci mettiamo un po’ di rossetto e di cipria. Ti va, fanciulla?” Sorrido complice di queste delizie tutte femminili. Poi le chiedo del suo incontro con Eugenio Montale. Mi prende la mano, mi racconta prima una barzelletta divertentissima e poi, con voce calda e suadente, inizia l’interessante racconto. “Pur conoscendo ‘Ossi di Seppia’ ed il suo grande valore, non desideravo incontrare Montale. Ne avevo sentito parlare male: dicevano che fosse misantropo, misogino, scostante, che non sorridesse mai. Ma poi un angelo me l’ha spedito a Torino e per curiosità sono andata a una sua conferenza al Teatro Carignano il 14 gennaio 1949. Mentre stavo per uscire, la direttrice mi dice: ‘Si fermi che vogliamo presentare i giovani poeti torinesi a Montale.’ Io non mi sentivo poeta, perché non avevo pubblicato niente e poi ero molto intimidita. Eravamo sei persone in fila. Montale passava, ad occhi bassi, senza guardare in faccia nessuno. Dava la mano a tutti e diceva: ‘Piacere, piacere.’
Stavo per scappare quando lui arrivò davanti a me e appena sentì il mio nome alzò gli occhi e disse: ‘Ah, è lei.’ Rimasi senza fiato e dissi la prima banalità che mi venne in mente per vincere l’imbarazzo: ‘Viene a pranzo da me domani?’
E lui: ‘Sì’.”

E lui mi aspetterà nell’ipertempo,
sorridente e puntuale, con saluti
e storie che alle poverette orecchie
dell’arrivata parranno incredibili.

Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
In poche note o versi qui raccolgo
i messaggi essenziali. Un altro raggio,
aria diversa glieli tradurrà.

(Viaggio Verona – Parigi 1987 – 1990, da “I fasti dell’ortica, 1996”)
Poco tempo dopo il primo incontro, Maria Luisa Spaziani trova lavoro nell’ufficio stampa di una ditta anglocinese a Milano. Anche Montale si è trasferito di recente a Milano dove lavora per il Corriere della Sera. Iniziano a vedersi ogni giorno, avendo anche un’altra complicità: quella del canto.

“Sodalizio è una bella parola un po’ vecchia che vuol dire un’unione profonda di due creature, sulla base di cose comuni. Questa base di fondo tra me e lui è stata sempre poesia” – Maria Luisa Spaziani.

22 Commenti

  1. Grazie, Consuelo. Grazie di cuore. Spesso la missione dei poeti e degli scrittori è propria questa: mettere l’umano là dove la vita lo toglie. E mettere l’amore là dove il vivere quotidiano lo spegne. Per far sì che i sogni non muoiano mai.

    Affettuosamente.
    Nicla Morletti

  2. Io penso che nel grande puzzle dell’umanità, ogni singolo “pezzo” è importantissimo, poichè contribuisce a rendere chiara la visione del tutto. Così ogni singolo individuo contribuisce al raggiungimento della comprensione del vero significato dell’uomo sulla terra e cioè, che siamo su questo globo terrestre, sospeso nell’immenso universo, per assaporare le caratteristiche dell’anima, che poi è l’unica cosa veramente grande che contraddistingue l’uomo da tutto ciò che lo circonda. E la poesia, insieme alla narrativa, contribuiscono a rendere più consapevole e più chiara questa comprensione. Persone come Maria Luisa Spaziani e Nicla Morletti, contribuiscono a far riflettere il lettore sul vero significato dell’essere umano: vivere per amare, perchè se non si ama, non si può apprezzare e non si gioisce, e di conseguenza non si pùò trasmettere gioia, che è il vero motore dell’animo umano, ed è soprattutto, ciò che ci fa stringere eterna “amicizia” con la vita. Ecco perchè è importante far riflettere su questo i giovani dei nostri tempi. Un saluto affettuoso a tutto lo “staff” de “Il molinello”. Consuelo greco.

  3. Cara sig. Nicla morletti,
    ho letto con molto piacere il suo libro “nelle mani del vento” e sono rimasta affascinata dalle parole dal significato profondo e metaforico da lei usate. E’ fantastico leggere romanzi d’amore
    in un’epoca troppo materiale e fredda, caratterizzata dal brutto motto “tutto e subito”, senza assaporare il desiderio della conquista.
    Lei parla del sentimento vero, quello con la A maiuscola, quello che parte dall’anima e che rimane eterno, come fosse un meraviglioso quadro di valore, che può essere ammirato da diverse generazioni, provocando in loro stupore e meraviglia. Ho notato inoltre, una sensualità raffinata, colorata da gesti e apprezzamenti gentili, che la coppia del romanzo, si concede vicendevolmente, col giusto senso del bello, senza volgarità, e con sincero rispetto dell’uno nei confronti dell’altra. La natura è sempre presente nel romanzo, come se fosse un complice benevolo dell’amore, sempre pronto a suggerire il giusto modo di comportarsi, influenzando l’anima dei protagonisti con pura magia. Leggendo il libro in questione, mi sono sentita come se avessi vissuto un sogno in un giorno apparentemente normale, estraniandomi dalla realtà quotidiana, per viaggiare nel mondo dell’amore, in una società che si mostra scettica nei confronti dei sentimenti. E questo è un vero miracolo, riuscire a sognare nonostante la “grigia” realtà che ci circonda. La ringrazio per aver suscitato in me queste grandi emozioni, perchè l’anima si nutre di emozioni e si rinvigorisce grazie ad esse. Con sincera stima Consuelo Greco.

  4. Gent.ma Nicla, grazie per la sua disponibilità a divulgare le poesie della grande poetessa Maria Luisa Spaziani . Ho avuto l’onore di conoscere la dolce vate torinese a Siracusa ad un convegno culturale presso la facoltà di Architettura qualche anno fa . La ricordo anche come docente di francese al prestigioso ateneo di Messina. La poetessa torinese è bella dentro e bellissima esteriolmente e nel suo portamento gentilizio. Come non poteva non incontrarsi in comunione d’intenti con il Nobel Eugenio
    Montale. Un’accoppiata meravigliosa nel segno della poesia divina e celestiale.
    Un cordiale saluto
    Giuseppe La Delfa

  5. ho appena scoperto questo bellissimo sito….. se mi è concesso vorrei ricordare con umili parole il grande Fabrizio De Andrè

    PER FABRIZIO DE ANRE’

    Gli artigli
    Divennero farfalle

    Nello squarcio
    Libero
    E azzurro

    La corsa
    Su di un campo
    Di grano

    Che mai non seppi
    Della sua aratura

    Andando
    Per l’umile terra

    Una stella
    La più intermittente

    Schiude alla danza
    L’amaro

    Poesia
    Di mille papaveri rossi

  6. Le anime non conoscono tempo né spazio, per questo a mio avviso quelle simili si riconoscono, capiscono subito di essere dentro alla stessa dimensione.
    La realtà che noi vediamo è quella materiale e deve essere spiegata scientificamente, mentre quella spirituale non ha bisogno di spiegazioni scientifiche perchè regna sovrana nel cuore, e il cuore ha già tutte le domande e le risposte sin dalla notte dei tempi.
    Da qui nasce il mistero, che noi cerchiamo di svelare.
    Gurdando questa foto, mi sembra che il tempo non sia passato in quanto ho avuto nel 2006 l’onore di conoscere La Signora Maria Spaziani a Roma a Castel S. Angelo ad una premiazione, anch’io ho una foto con lei con la giacchina rossa, lo stesso sorriso, semplicità, ma nel contempo sa esprimere in modo forte e singolare simpatia e grande cultura. Per questo io la custodisco con grande stima, e rispettoso affetto.
    Un saluto cordialissimo a due donne da prendere a modello.
    Franca Fasolato

  7. RISCOPERTA DELLA MEMORIA,
    Cara Nicla, occasionalmente ho “rriscopertoiletto”il tuo commento sulla poesia il fiore del partigiano di circa un anno fa, all’inizio della mia “attività” in questo meraviglioso blog, e mi sono commosso per le tue romantiche e dolci parole in onore di quel ragazzo che ha dato la sua giovane vita per la libertà, l’amore e la pace e anche per un’altra persona sa me cara e mi è venuto in mente:
    Una pioggia di pianto,
    Un arcobaleno
    cessò di brillare
    nel cielo,
    e una lacrima
    si posò , come una
    goccia di rugiada
    sopra un pètalo di rosa.

    Forse, anche una pioggia,
    fatta solo di pianto,
    può far ritornare
    l’arcobaleno?

  8. Cara Luciana è molto bello il tuo commento. Scrivi molto bene e traduci bene in parole i tuoi sentimenti.
    Amo narrare le storie d’amore e l’intervista a Maria Luisa Spaziani, mia carissima amica, è un romanzo d’amore. Lo leggo in quegli occhi azzurri che si illuminano quando parla di poesia. Quando narra di Montale. Un uomo che coltivava versi nel cuore.

    Nicla Morletti

  9. Cara Nicla,
    grazie per farci partecipi delle tue esperienze ed emozioni. Ho letto l’intervista a Maria Luisa Spaziani e mi sono sentita invadere da commozione, ammirazione per la forza e la presenza di spirito di una donna, per giunta d’altri tempi, che non dimentica mai di preservare la sua femminilità. Un personaggio che affascina e che mi ha sospinta nel vortice delle mie emozioni, sospesa tra passato e presente. Mi è sembrato di rivivere gli echi di un romanzo rosa che per giorni, da adolescente, mi ha tenuta sospesa tra sogno e realtà. E’ bello rivivere quella sensazione che, per me, è foriera di buone cose e momento magico d’ispirazione. Chissà. In quanto ai tuoi commenti, ogni volta che leggo i tuoi commenti resto sempre ammirata per l’armonia con cui dosi, abbini e scegli le parole, la dolcezza antica con la quale crei nuove immagini. Ho l’impressione che mai riuscirò a tradurre così bene le immagini in una prosa che è poesia, eppure tradurre è il mio primo amore e professione.
    Luciana

  10. Cara Dora, ho visitato il tuo blog. Belle le poesie, bella la musica e l'album di famiglia. Un vero romanzo d'amore. Buona giornata Dora… Si chiama Dora anche la protagonista di un mio romanzo dal titolo: "L'ultima canzone  d'amore".

  11. Un incontro dove due anime si riconoscono per lo stesso sentire. Anch'io sono stata fortunata a conoscere la poetessa Maria Luisa Spaziani ad una conferenza a Milano. Donna di una cultura immensa. Cordialmente saluto Dora

  12. … come se si fossero già incontrate chissà dove, chissà quando… ecco perchè hanno sempre tante cose da dirsi e da condividere 🙂
    Grazie per averci fatto "incontrare" Maria Luisa Spaziani qui "a casa tua".
    Un caro saluto
    Ars

  13. Le anime simili si riconoscono subito, si capiscono subito, intuiscono subito. Navigano insieme nell'oceano della poesia e in quello dell'amore. Come onde non muoiono mai, si frangono dolcemente sulla riva, forse l'accarezzano, ma  fanno parte del mare che è sempre là, immutabile, da secoli, a cantare la sua eterna canzone d'amore…

    Nicla Morletti

  14. Grazie per questo affascinante racconto, per questa inedita presentazione della "Volpe", mia concittadina incontrata mille volte nei versi di Montale.
     
    Un saluto ed un sorriso.

  15. Cara Nicla capisco l'emozione e l'unicità dell'incontro che descrivi la stessa che ho vissuto al festival di poesia a Maggio quando abbiamo avuto l'onore di conoscere Maria Luisa Spaziani un incanto e un colpo di fulmine letterario nel segno della poesia.. un abbraccio
    Sonia

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