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5 Commenti per “Poesia e parole della sera, sigla”

  1. rosannaNo Gravatar scrive:

    Ciao Nicla, volevo sapere quando inizia il programma: “Poesia e Parole della sera”. Complimenti per tutte le iniziative interessanti, che proponete, e che ci coinvolgono sempre con tanta passione. Dolce sera
    Rosanna

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  2. MauroNo Gravatar scrive:

    Sonno di fanciullo

    Sorregger il tuo corpo
    tenendoti a me saldamente;
    avvicinando al mio petto
    le tue membra, di tenero fanciullo
    “Sensazione Immensa!”

    Una morsa; forte, potente
    ci unisce
    in un unico abbraccio
    dentro il mio “Cuore!”

    Su forti braccia posato
    ti accovacci sicuro;
    il capo
    chino sulla mia spalla,
    pian piano, t’abbandoni…
    la guancia…, sfiora la mia.

    Adesso, riposi tranquillo
    quel delicato sonno, di fanciullo,
    ed io felice, ti ammiro!
    In tutta la tua “Innocenza”.

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  3. nonnameryNo Gravatar scrive:

    Sogno di un Natale di pace

    Nello scorrere degli anni son passati i miei “Natali”
    di miseria e di squallore di “Natale” senza pace.
    Quanti ricordi amari!

    Come fu a”TE” il calice colmo di tradimento e inganni.
    Ti legarono mani e piedi
    ti incoronarono con beffa chiamandoti “re”.

    Flagellarono la tua carne come bestia al macello
    il cielo si oscurò la terra tremò
    e “Tu” sgorgasti sangue da ogni poro.

    Fin dall’adolescenza ho condiviso il calice amaro della miseria
    ho spartito con i poveri gli avanzi di una povera mensa
    erano secchi dolorosi e amari.

    Ho stretto le Tue mani di carezze morbide da donare
    e ho capito che dentro Te c’è l’ universo intero da guardare.

    Un universo di stelle luminose in cieli tersi
    per chi da sempre mi ha offeso e mi ha tradito.
    La solitudine mi ha fatto compagnia
    il desiderio e la speranza certa
    han cullato i miei sogni di fanciulla
    e il fatto che sia donna madre moglie
    tanto ha aggiunto non mi ha tolto nulla.
    Abbiamo gioito abbiamo pianto insieme
    ci siamo donati le gioie con le pene
    quelle lacrime di sangue e di dolore
    hanno unito due creature nell’amore.
    Avevo sete mi hai dissetato avevo fame mi hai sfamato.
    Tornato è ora il Natale che non vorrei vivere più.
    Perché il Natale è amore perché il Natale è pace.
    Ed io non ho vissuto abbastanza per assaporare tal nettare.
    Quanti anni ancora dovrò attendere?
    Vivo poiché mi è dato di vivere
    Per avere in questa vita il Natale che non ho avuto mai.
    Ho parlato un po’ con Dio
    gli ho detto Dio regalami un sorriso
    non sei mai sola mi ha risposto Lui.
    Ho indossato con amore il tuo dolore
    ho raccolto le tue angosce
    sono con te e ti voglio bene.

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    Marina Maria Iosè RiottoNo Gravatar replica:

    @nonnamery,
    Bella la tua poesia Nonnamery. In essa si respira pace, serenità, ma soprattutto amore per quel Gesù a cui dobbiamo il Paradiso, sia su questa terra che in quella donataci da lui in eredità.
    Grazie Nonnamery per quest’incanto.
    Marina Maria Iosè Riotto

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  4. maria rita cuccurulloNo Gravatar scrive:

    Complimenti per l’iniziativa!
    Sera

    Sera, solitario pensiero che spegni
    le luci e accompagni i sentimenti
    in angoli di desideri reconditi.
    Tu, sera ammaliatrice,
    appendice del giorno,
    incanto del tempo
    che nel cuore ti assesti
    come il fiore che reclina
    delicatamente i petali
    sotto il delicato manto notturno.

    Tu, stupenda sera,
    essenza del tempo,
    abbraccio del giorno,
    meraviglioso tepore
    degli attimi adagiati
    tra le ore che la notte regala…
    materna e accogliente!

    Tu, dolce, sera!

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