Ciao Nicla, volevo sapere quando inizia il programma: “Poesia e Parole della sera”. Complimenti per tutte le iniziative interessanti, che proponete, e che ci coinvolgono sempre con tanta passione. Dolce sera
Rosanna
Nello scorrere degli anni son passati i miei “Natali”
di miseria e di squallore di “Natale” senza pace.
Quanti ricordi amari!
Come fu a”TE” il calice colmo di tradimento e inganni.
Ti legarono mani e piedi
ti incoronarono con beffa chiamandoti “re”.
Flagellarono la tua carne come bestia al macello
il cielo si oscurò la terra tremò
e “Tu” sgorgasti sangue da ogni poro.
Fin dall’adolescenza ho condiviso il calice amaro della miseria
ho spartito con i poveri gli avanzi di una povera mensa
erano secchi dolorosi e amari.
Ho stretto le Tue mani di carezze morbide da donare
e ho capito che dentro Te c’è l’ universo intero da guardare.
Un universo di stelle luminose in cieli tersi
per chi da sempre mi ha offeso e mi ha tradito.
La solitudine mi ha fatto compagnia
il desiderio e la speranza certa
han cullato i miei sogni di fanciulla
e il fatto che sia donna madre moglie
tanto ha aggiunto non mi ha tolto nulla.
Abbiamo gioito abbiamo pianto insieme
ci siamo donati le gioie con le pene
quelle lacrime di sangue e di dolore
hanno unito due creature nell’amore.
Avevo sete mi hai dissetato avevo fame mi hai sfamato.
Tornato è ora il Natale che non vorrei vivere più.
Perché il Natale è amore perché il Natale è pace.
Ed io non ho vissuto abbastanza per assaporare tal nettare.
Quanti anni ancora dovrò attendere?
Vivo poiché mi è dato di vivere
Per avere in questa vita il Natale che non ho avuto mai.
Ho parlato un po’ con Dio
gli ho detto Dio regalami un sorriso
non sei mai sola mi ha risposto Lui.
Ho indossato con amore il tuo dolore
ho raccolto le tue angosce
sono con te e ti voglio bene.
@nonnamery,
Bella la tua poesia Nonnamery. In essa si respira pace, serenità, ma soprattutto amore per quel Gesù a cui dobbiamo il Paradiso, sia su questa terra che in quella donataci da lui in eredità.
Grazie Nonnamery per quest’incanto.
Marina Maria Iosè Riotto
Sera, solitario pensiero che spegni
le luci e accompagni i sentimenti
in angoli di desideri reconditi.
Tu, sera ammaliatrice,
appendice del giorno,
incanto del tempo
che nel cuore ti assesti
come il fiore che reclina
delicatamente i petali
sotto il delicato manto notturno.
Tu, stupenda sera,
essenza del tempo,
abbraccio del giorno,
meraviglioso tepore
degli attimi adagiati
tra le ore che la notte regala…
materna e accogliente!
Ciao Nicla, volevo sapere quando inizia il programma: “Poesia e Parole della sera”. Complimenti per tutte le iniziative interessanti, che proponete, e che ci coinvolgono sempre con tanta passione. Dolce sera
Rosanna
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Sonno di fanciullo
Sorregger il tuo corpo
tenendoti a me saldamente;
avvicinando al mio petto
le tue membra, di tenero fanciullo
“Sensazione Immensa!”
Una morsa; forte, potente
ci unisce
in un unico abbraccio
dentro il mio “Cuore!”
Su forti braccia posato
ti accovacci sicuro;
il capo
chino sulla mia spalla,
pian piano, t’abbandoni…
la guancia…, sfiora la mia.
Adesso, riposi tranquillo
quel delicato sonno, di fanciullo,
ed io felice, ti ammiro!
In tutta la tua “Innocenza”.
Replica
Sogno di un Natale di pace
Nello scorrere degli anni son passati i miei “Natali”
di miseria e di squallore di “Natale” senza pace.
Quanti ricordi amari!
Come fu a”TE” il calice colmo di tradimento e inganni.
Ti legarono mani e piedi
ti incoronarono con beffa chiamandoti “re”.
Flagellarono la tua carne come bestia al macello
il cielo si oscurò la terra tremò
e “Tu” sgorgasti sangue da ogni poro.
Fin dall’adolescenza ho condiviso il calice amaro della miseria
ho spartito con i poveri gli avanzi di una povera mensa
erano secchi dolorosi e amari.
Ho stretto le Tue mani di carezze morbide da donare
e ho capito che dentro Te c’è l’ universo intero da guardare.
Un universo di stelle luminose in cieli tersi
per chi da sempre mi ha offeso e mi ha tradito.
La solitudine mi ha fatto compagnia
il desiderio e la speranza certa
han cullato i miei sogni di fanciulla
e il fatto che sia donna madre moglie
tanto ha aggiunto non mi ha tolto nulla.
Abbiamo gioito abbiamo pianto insieme
ci siamo donati le gioie con le pene
quelle lacrime di sangue e di dolore
hanno unito due creature nell’amore.
Avevo sete mi hai dissetato avevo fame mi hai sfamato.
Tornato è ora il Natale che non vorrei vivere più.
Perché il Natale è amore perché il Natale è pace.
Ed io non ho vissuto abbastanza per assaporare tal nettare.
Quanti anni ancora dovrò attendere?
Vivo poiché mi è dato di vivere
Per avere in questa vita il Natale che non ho avuto mai.
Ho parlato un po’ con Dio
gli ho detto Dio regalami un sorriso
non sei mai sola mi ha risposto Lui.
Ho indossato con amore il tuo dolore
ho raccolto le tue angosce
sono con te e ti voglio bene.
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Marina Maria Iosè Riotto
replica:
@nonnamery,
Bella la tua poesia Nonnamery. In essa si respira pace, serenità, ma soprattutto amore per quel Gesù a cui dobbiamo il Paradiso, sia su questa terra che in quella donataci da lui in eredità.
Grazie Nonnamery per quest’incanto.
Marina Maria Iosè Riotto
Replica
Complimenti per l’iniziativa!
Sera
Sera, solitario pensiero che spegni
le luci e accompagni i sentimenti
in angoli di desideri reconditi.
Tu, sera ammaliatrice,
appendice del giorno,
incanto del tempo
che nel cuore ti assesti
come il fiore che reclina
delicatamente i petali
sotto il delicato manto notturno.
Tu, stupenda sera,
essenza del tempo,
abbraccio del giorno,
meraviglioso tepore
degli attimi adagiati
tra le ore che la notte regala…
materna e accogliente!
Tu, dolce, sera!
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