Scatti d’immenso, festa di fine estate
20 Set 2008 scritto da Nicla Morletti LASCIA UN COMMENTO, CLICCA QUI
21 settembre 2008 - Partecipa all’Iniziativa letteraria “Scatti d’immenso, festa di fine estate“, organizzata in collaborazione con il Portale Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web e Nicla Morletti in occasione della
Quindicesima Giornata Mondiale Alzheimer.

Ho chiuso le finestre
per non udire
i suoni
per non sentire
il chiasso
la fretta
ho chiuso le finestre
sul mondo
per ascoltare
solo te.
Nicla Morletti
Scrittore, poeta o blogger, ti invitiamo a partecipare a questa edizione speciale dell’Iniziativa letteraria “Scatti d’immenso, festa di fine estate” con fuochi di poesia e d’amore, di parole ed emozioni nel Blog di Nicla Morletti. Amore, ricordi dell’estate passata e suggestioni dell’autunno che avanza. Il tema è libero. Scrivi nei commenti a questo post, da oggi e per tutta la prossima settimana, quello che hai nel cuore in versi e prosa.
Chi vuole informarsi su cosa fare per aiutare la Federazione Alzheimer Italia può seguire questo link.
Agli autori delle poesie e dei brani più belli sarà donato un fiore offerto da Punto Flora o un libro offerto da Nicla Morletti. Alcune opere potranno essere pubblicate nel libro “La pratica del bello scrivere” curato da Nicla Morletti per Laterza Giuseppe Edizioni.
Informiamo gli autori che partecipano al Premio Manuale di Mari che questa Iniziativa è valida ai fini dell’assegnazione del titolo di Autore dell’Anno.
Vi preghiamo di non postare testi molto lunghi che possono rendere poco agevole la moderazione e la lettura dei commenti. Grazie per la collaborazione e buona scrittura!
CLICCA QUI per pubblicare la tua opera o il tuo commento.






… che dire… da più di quattro anni mia mamma è diventata non autosuffficiente ed è ospite di una struttura ove sono ricoverate persone affette anche del “morbo di Alzheimer”… da allora, per 365 giorni all’anno, sono a diretto contatto con persone che erano come me (come voi) ed oggi sono come esse sono… ed è terribile constatare cosa può accadere ad ognugno di noi, senza preavviso, senza possiblità di risoluzione… senza che, da parte delle istituzioni, vi sia alcun sostegno… materiale/concreto o psicologico…
anni fa scrissi qualcosa in merito… lo cercherò…
oggi, tra le altre cose, è il mio compleanno, che festeggerò tra queste persone… come sempre accade dal 2004…
[Replica]
Arcangela
Reply:
Novembre 12th, 2008 at 1:16 am
@Raffaella, ti capisco …
[Replica]
Buon compleanno Raffaella e, scusami se mi permetto, una carezza per tua madre.
[Replica]
La mela verde
cade e poi marcisce:
non era acerba.
[Replica]
Non posso che appoggiare e sperare in queste iniziative.. anche io nel mio piccolo ho donato una parte dei libricini di poesia. Mio nonno è stata vittima di questo brutto uragano che porta via la memoria.. e io penso che si possa fare molto con la ricerca e soprattutto far conoscere quel mondo spesso dimenticato o messo da parte..
Lascio qui una mia poesia.. dedicata ai ricordi di chi ci è vicino anche avendoci lasciato.
PIUME
Mio stupendo angelo bianco,
d’argento è il tuo mantello di stelle.
Tu solo:
infrangibile desiderio di un sogno perfetto;
cammini leggero sul mio cuore,
i tuoi passi accompagnano la mia notte.
Dolci pensieri, sorridenti,
mi cullano nel sonno.
(tratta da “Piccola Penna Blue”)
[Replica]
vorrei anche lasciare un link utile anche per la donazione alla RICERCA:
http://www.infoalzheimer.it/sostienici.asp
[Replica]
Hai colto l’attimo cara Nicla e ce lo hai detto con l’armonia che ti anima sempre. Molto bello. Dorella
[Replica]
Grazie alla gentilissima segnalazione di Robert, eccomi qui a partecipare con una poesia scritta proprio qualche giorno fa… Il sito linkato non è ancora attivo, ma essendo l’altro mio blog uno spazio assolutamente privato, preferisco comparire con questo link. Grazie!
LA FINE DELL’ESTATE
Non so ancora dove ci porterà tutto questo:
Non so ancora.
Viviamo lunghi e distanti come alberi
da una parte all’altra del Pianeta -
distanti in momenti concitati come sogni,
svaniti come Nulla e svanenti ed io
Non so ancora.
Ma allora
se tutto questo sarà appena un ricordo
o una guancia morsa che sanguina appena,
io tornerò a percorrere queste strade fredde -
qui, dove l’autunno
ha già camminato ancor prima di arrivare.
Forse mi sentirai scalpicciare ed io
canterò - mi è sempre piaciuto cantare -
ma forse non sarai attento e ti sembrerò solo
una foglia che cade:
questa eventualità mi mette addosso
la tristezza del Natale passato.
Non so ancora, allora,
che forma avranno le onde del mare
o se saranno i miei capelli ad intrecciarsi sereni
nella corda azzurra del tristo impiccato.
Non so ancora
se la vita avrà questa o quella sfumatura,
se la luna continuerà a suonare il vecchio clavicembalo
e se l’Orsa mi strizzerà l’occhio sulla porta a Montebamboli.
Mi siederò serena a guardare?
Insegnerò ai pesci a volare?
Non so ancora:
ma in fondo quel che conta è aspettare.
(Milano, 18 settembre 2008)
[Replica]
Splendida iniziativa…
poesia, anima, vita….tanti granelli di sabbia creeranno nel blog una immensa spiaggia di fine estate colma di rifelssioni e d’amore.
Questo fuoco
…questo fuoco che velocemente riappare
si fa strada sulla pelle come sudore
corre come un brivido…
questo fuoco che divampa
che ci appartiene
che ritorna e danza
questo fuoco che esplode nel corpo
che ci trascina e ci rende irreali
ma vivi piu’ che mai…….
questo fuoco
che e’….
nostro
elena
[Replica]
Cuore di rosa
Vita immersa nella fresca rugiada albina
Raccolta per me da una mano bugiarda
Lasciata troppo presto dimentica sul mio cuscino
Ti scruto con gli occhi socchiusi
Assaporo nell’aria il tuo profumo ormai evanescente
Eterea figura che m’accompagna al risveglio del mattino
E che sarai fantasma ormai la sera
Tu che esisti per un giorno ti odoro e t’ammiro
Ma senza poter evitare le tue spine acuminate
Che mi han graffiato il cuore
Tu, che sei una magia, ma come per incanto ti nascondi su te stessa
La tua vita è finita tra le pagine di un album di foto
Che non voglio più riaprire.
[Replica]
Nel poco
trova spazio il puro.
Dove nella ricchezza un diamante
si confonde con un bottone,
nella pochezza,
l’ottone brilla.
Poichè tutto stà
nell’intento di cercare,
nel poco lo si trova.
Poichè tutto stà
nell’intento di cercare,
nel tanto ci si perde.
[Replica]
Alzheimer
Come tela di ragno,
avvolge lentamente,
e inesorabile preme
meschina, per la resa
dell’indifesa vittima e tutto annulla,
e toglie anche il decoro.
E la mente ricopre
di impalpabile nebbia
che addensa pian piano e ne fa muro,
e quello che v’è inciso lo cancella.
E avida scava intorno una trincea
per la lunga prigionia
che sfianca e svuota e rende, inconsapevole,
pronto il corpo - ormai dimenticato -
ad impietosa e solitaria agonia.
……………………………………………
Nel tuo deserto senza orizzonti,
senza, ormai, storia,
va alla deriva senza un’emozione
quel tuo bel navigar, senza più approdo.
Armando Bettozzi
13 Giugno 2007
[Replica]
(Iniziativa degna di un’artista vera!)
Mai cosa mortale…
“..E poi che dire
Di questa mia isola
Del respiro
Che vulcanizza l’aria
fino al cielo
Del fuoco che vi arde
Della luce che s’infrange
Dell’idea che muore
O il vento sperde
Ma oggi e ieri
In noi
Segretamente arde
L’immensità
Profonda ed immutata
Come sotto la cenere
Il fuoco
Furtivamente cova
E’ la storia unica
Invisibile
Della continuità
Coi suoi imenei d’ombra
Luce e vento
Che i giorni
Ne cadenzano le notti
E mai cosa mortale
Resterà mortale”
[Replica]
ISPIRAZIONE
In rapide ombre
il sole
e scampoli d’azzurro.
Tu,
la mia fantasia,
la mia ispirazione
in un luglio
che sa d’eterno.
[Replica]
Un altra splendida iniziativa alla quale aderisco volentieri un abbraccio forte a voi tutti!
Nel tempo..
“Se udire il tuo tocco argenteo sapro’ ancora
di primavere vestirò la vita
gli stessi occhi ornati di grinze a perdersi in pozzanghere di cielo.
Pelli ruvide
non piu’ fresche e candide
danze di mani levigate dal tempo
cuori tenaci risplendono e danzano al suono del vento.”
Sonia
[Replica]
Tu soffristi una vita di stenti,
di guerra,
d’amore e dolore alla pari.
Tu amasti con ardore la donna,
rispettandone la bellezza che t’ammaliava,
custodendo l’innocenza
e l’ingiustizia combattendo.
Tu soldato e malato,
tu lasciato e ricercato,
hai vinto l’ignoranza con domande sapienti,
hai accolto il mistero chinando il capo,
ma non l’ipocrisia …
mai ti ha avvinto.
Il solco del legno
sulla tua spalla,
tua croce e lavoro umile:
non ti riconobbi lungo la via
eppure non dimentico ora il tuo affanno.
Vincitore di more tra i rovi
e fichi viola al Lido,
pescavi in laguna giocando,
m’offrivi un palloncino-reclame
o un arcobaleno inafferrabile.
Tu giovane odoroso di talco
dai ramati capelli sul sagrato,
benvisto e onorato, di speranze vivesti.
Tu giovane sempre …
[Replica]
“Autunni diversi”
Ci sono volte in cui non penso
al gioco dell’autunno,
alle sue foglie rosse o gialle,
ai rami spogli.
Ci sono giorni in cui la terra
dura di campagna
non ritorna nei ricordi,
quella striscia di nebbia sottile,
un mezzo metro di gelo sognante
appena sopra le zolle scure;
poche bici per il centro
e il fiato grosso delle donne
coi sacchetti per la spesa
infilati sul manubrio.
Ci sono giorni, tanti giorni
in cui non vedo
i segni dell’autunno.
La vita comincia all’alba
qui in città, come altrove
e mi alzo al suono della sveglia
e faccio cose che fan tutti
e vedo auto luccicare
sull’asfalto grigio-nero,
e dentro bocche bestemmiare
senza un cielo
da osservare.
(Poesia vincitrice del 1° premio del Concorso nazionale Città di Broni (PV) “Premio Lasaràt” - 2008 sezione: Lingua Italiana)
[Replica]
Preludio autunnale
(vento di Ferragosto)
Là, dietro lo scuro telone
s’è andato a nascondere il sole,
e il vento che ormai è padrone
fa quel che gli piace e che vuole.
E sbatte furioso ogn’imposta
e fischia pei spenti camini;
volteggia qual furia scomposta
su siti lontani e vicini.
E soffia e sballotta ogni cosa
ed anche i pensier che carpisce
e neanche un momento riposa
e gli alberi scuote e ferisce.
E spazza le strade e i giardini,
e petali e foglie ammatassa,
e piovono gli aghi dai pini,
e il fulmine il cielo sconquassa.
Trasporta il lamento del mare
finché si disperde lontano
e poi incomincia a ululare
nell’aria ch’è densa, e fa strano !
Scarrozza roteando ogni dove
eppur – più di sempre – la vita
par ferma a aspettar…ma non piove,
e fuori una gatta è impaurita.
Armando Bettozzi
16 Agosto 2008
[Replica]
Rosa-linda
Reply:
Settembre 30th, 2008 at 4:14 pm
@armando bettozzi,
stupenda fotografia.. complimenti..
[Replica]
L’Alzheimer è un’entropia neuronica.
Questi miei versi in merito dono:
Jarabub
Generoso resistere di ricordi,
in oasi di memoria,
all’entropia che irrefrenabile
li assale,sabbia del deserto
spinta dal Simùn.
Non doni pretium sed poetae accipe curam (non del dono il valore ma del poeta accetta il riguardo).
[Replica]
21\8\2008 Notte di San Rocco a Scilla
Fuochi artificiosi e tuonanti…
coreografie
di rara bellezza…
poi la scarica finale
e il silenzio all’improvviso…
La nostra storia…un crescendo
un boato e poi la notte,
il sole risorge sempre
ma l’alba del nuovo giorno
è un enigma per tutti
[Replica]
Fuochi
(tramonto d’amore sulla spiaggia)
dedicata a Lisa
Spira un’aria gioconda
e la vela sull’increspata onda
scivola leggera
sul far della sera.
S’ acquieta poi, pian piano
il mare, e di lontano
si fa rosato il cielo
e scende come un velo
giù, giù fino a bagnarsi.
Amarsi !
Or che l’orizzonte prende fuoco
e il cuore, pure, a poco a poco
si scalda, s’incendia, divampa e preme
sul tuo che, anche, sta bruciando e freme.
L’aria si ferma e si fa seriosa
e l’acqua si fa muta e sciabordar non osa
sulla battigia più, e il sole
s’è quasi inabissato, come suole.
Ascolta !
Come fosse l’ultima volta,
galoppano rapiti i nostri cuori
sulla magica scia dei nostri ardori.
Silenzio…Ora il silenzio regna
e un inizio di notte spegne i fuochi:
resta l’aria immobile e pregna
dei passati giochi.
Armando Bettozzi
14 Febbraio 2008
[Replica]
Tempo !
Chi cià tempo nun aspetti tempo.
Er tempo ‘n cià più er tempo
de perdese artro tempo.
Mo è tempo de inizzià le cose in tempo,
de falle bbene e de finille in tempo
e no ! seconno come gira er tempo.
E aivoja a dì che aritornamo ar tempo
de quanno se marciava tutt’er tempo…!
Sò cose che oramai sò fori tempo,
ch’ er monno s’è cammiato da quer tempo !
La vita dura tanto poco tempo
che - come quanno sòni e vai a tempo -
nun se dovrebbe annà mai fori tempo.
E ar giorno d’oggi ancora stamo in tempo
per auguraje ar monno un mijor tempo
vivenno tutti in pace tutt’er tempo,
che è quer che l’omo spera in ogni tempo.
E in caso che avanzasse un po’de tempo
e senza stà a ‘spetta che scade er tempo
bisognerebbe dà ‘na mano in tempo
a chi cià fame e ‘n po’ aspettà più tempo.
E quann’er tempo è poco e nun c’è tempo,
bisogna sfruttà bbene er poco tempo
e no stà a piagne che nun ce sta tempo.
E tòcca aricordà che in ogni tempo
è valido quer detto che der tempo
ce dice: “Chi cià tempo
nun deve aspettà tempo”.
E arfine pe noi tutti verà er tempo
de véde tutti i treni arivà in tempo.
E quanno un giorno ariverà quer tempo…
speramo che ciavverteno pe tempo
così potremo avecce tutto er tempo
pe un giusto pentimento fatto in tempo.
E come ar tempo quanno che era er tempo
dei vàrzere o mazzurche o artro ber tempo,
comincio a batte er tempo
e m’auguro che ognuno abbi più tempo
pe amori e balli finacché è ber tempo.
Armando Bettozzi
28 maggio 2008
[Replica]
Emilia Iannone
Di oscuro male
Assale il pensiero
e s’aggroviglia a pensieri.
La mente corre confini
mentre soccombe al dolor
l’animo triso di malinconica attesa,
più del mal, che muto,
non si volta a guardare
e viaggia spedito,
inesorabile..
Altalena incolore di contrite giornate di sole,
nate col sole,
private del sole,
ed abissi notturni
con sembianze di eterno.
Sorrido:
son tra mille e son solo.
Sorrido:
aspetto la fine,
ma è d’inizio l’attesa più grande!
[Replica]
OCCASO
nuvole viola orlate di luce
sparse a raggiera
nel cielo dorato dal sole
che rosso cala la sera.
Frecce di rondini e sciami
di moscerini nell’aria bruna.
In controluce cupe le case;
uomini stanchi, letti di lana,
mamme e bambini,
dietro finestre accese.
Sul davanzale
il frullar d’ali dell’uccellino
chiede riposo
e il profumo del gelsomino
sale sul finir del giorno.
Sento improvviso
sul volto scarno
il tenero bacio
che mi commuove
di chi ormai
è giunto all’occaso!
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:25 pm
@Dorella,
una bellissima poesia, dalle tinte dei colori più belli dell’arcobaleno.
Una poesia con pennellate dolci di parole sul web come solo un vero pittore può farlo sulla tela.
Nicla Morletti
[Replica]
nonnamery
Reply:
Settembre 28th, 2008 at 12:00 am
@Dorella, dolcissima poesia …nuvole viola che si intrecciano con sciami di rondini e moscerini, con il frullar degli uccellini e il profumo del gelsomino. E come dice Nicla …una poesia con pennellate dolci di parole come una vera pittrice può fare sulla tela. Un caro saluto
marinella(n0nnamery)
[Replica]
a Michael
Non per sua colpa,non solo per sua colpa
comincia il giorno,
ma cosa vuoi che contino smentite
uomini materiali brucianti
se fin da piccola scattavi
al cielo adrenalina,
prendevi scosse-
sia disadorno libro
sia tua scelta il colore-
né amante né attesa,
hai tagliato un pezzo di cielo eretico,
ala dissidente-
quindi vivrai di nuovi cieli,colta al volo.
[Replica]
Giulia
Il sole d’estate illuminava i tuoi occhi neri
rendendo viva la luce di vita
che tramutavi in sorrisi di gioia
in calore di abbracci
in parole del cuore
Ora il raggio di sole si è spento
e sui tuoi occhi è calata la nebbia
che avvolge senza pause di scuse
ogni tuo gesto sospinto nel vento.
Ora il raggio di sole si è spento
e non riconosci le sillabe aperte
sul tuo nome soave
non riconosci tuo figlio
non riconosci la vita.
Solo un fremito è rimasto nel cuore
e lo avverto quando ti accolgo
bimba innocente
tra le mie braccia
[Replica]
Breve racconto ispirato a una storia vera, per ricordare quanto sia devastante l’Alzheimer.
“Mi vestii di bianco… sola, perchè sola volevo stare. Dallo stereo un rilassante sottofondo di arpe celtiche e il bouquet di calle viola in mano. I parenti, li sentivo parlare piano, mi aspettavano per accompagnarmi alla chiesa e nel frattempo stavano in camera dei miei a fare visita a mio padre: mio padre che quasi non si muoveva, mio padre che poteva parlare solo con i suoi occhi appannati dalla malattia, mio padre con quel tubicino che s’insinuava tra la camicia a nutrire il suo corpicino rattrappito. Respirai profondamente e a lungo, poi entrai decisa nella stanza dei miei: tutti si girarono sorridenti a dirmi quant’ero bella, tutti tranne il mio papà. Mi avvicinai io a lui: “Papà, vado a sposarmi”, lo baciai in fronte sorridendo come una perfetta attrice, evitando di guardarlo negli occhi - sciocca - e mi avviai verso la porta d’uscita. Non voglio parlare della cerimonia, più che altro non me la ricordo bene; so solo che colui che oggi è mio marito m’attendeva all’altare emozionato e preoccupato insieme, mentre io percorrevo sola il centro della navata con quella lacrima appesa all’occhio, la più salata e la più dolce che io abbia mai versato in tutta la vita.
Sono trascorsi venticinque anni da quel giorno e mio padre è sepolto da tempo; forse è meglio che i miei figli non l’abbiano conosciuto proprio in quegli anni che furono l’anticamera della sua morte e della fine delle sue sofferenze.
Sono trascorsi venticinque anni da quel giorno e oggi mia madre, chissà perchè, ha voluto parlarmi di quell’attimo in cui voltavo le spalle alla carrozzina su cui sedeva papà e i parenti tutti dietro a ripetere quant’ero bella. Non solo lei se n’era accorta, ma tutti hanno preferito tacere… mentre varcavo la soglia della stanza dei miei il volto di mio padre mi seguiva con la sua solita espressione assente. E quando lui sentì il rumore dell’auto che mi avrebbe portato in chiesa, versò silenziosamente un’unica lacrima, credo la più dolce e la più salata di tutte le nostre vite.”
[Replica]
dora forino
Reply:
Ottobre 16th, 2008 at 8:16 pm
@IrinaP,
Una pagina commovente, per narrare il ricordo del papà affetto da
questa malattia devastante che si chiama l’Alzheimer.
L’autrice ricorda con commozione quel giorno che andava a sposarsi. Lui, dallo sguardo smarrito, nel momento che sentì il rumore dell’auto che portava la sua figlia in chiesa, versò un’unica lacrima, credo la più dolce che l’autrice ricorderà sempre.
Bellissima! Dora
[Replica]
Arcangela
Reply:
Novembre 12th, 2008 at 1:22 am
@IrinaP, straziante ma bellissimo ricordo …
[Replica]
Un pensiero per l’estate appena trascorsa e per l’autunno che s’avvicina
Un’estate, una transizione.
Quale sollievo
dal mobbing quotidiano
dall’alienazione
dalla paranoia
dal pianto di me,
di me che mi sentivo
incapace di volare.
Solo l’Amore.
Tra colli e biancane
e morbida neve
nascosta in calde vasche
di travertino bianco.
Solo l’Amore.
Tra colli e acqua dolce
ville e buganville
e l’anima di D’annunzio
incastonata nella terra
ad osservare il Benaco.
Solo l’Amore.
Ritornando a casa
non potevo sapere
che un nuovo mondo
m’avrebbe atteso.
Ed oggi vedo nell’autunno
la mia rinascita.
Lo sento.
Sto spiccando il volo.
Accanto a me
ancora l’Amore.
PS: spero che i miei commenti non siano d’intralcio per la moderazione, in tal caso non esitate a cancellarli. Abbraccio forte Nicla e Robert, è da tanto che non passo il mio tempo nella blogosfera, ma sono tornata. Splendida iniziativa come sempre!
[Replica]
@IrinaP
Ben tornata. Grazie di cuore per i tuoi contributi, davvero molto belli.
Soprattutto il tuo racconto, mette il mare negli occhi.
[Replica]
VECCHIO PESCATORE
Ritorna opaco alla memoria il pensiero di te.
Ricordo i tuoi occhi bruciati al sole,
e l’odore dolce della salsedine che avevi addosso,
la livida corrente che ti trascinava lontano,
e la schiuma indicibile erompere l’azzurro mare.
Ricordo quella notte di fine estate, la tua carezza,
l’ultimo brivido che mi arrivò al filo della schiena,
l’ultimo attimo di vita che ci ha uniti.
Scoprire alla mattina, tracce d’onda sulla sabbia,
come un passo d’uomo che è passato:
ho sempre creduto che fossi tu,
e non certo un relitto abbandonato.
Padre, ancora oggi, paziente t’attendo,
come la sabbia attende la sua onda,
come i gabbiani attendono il loro continuo migrare,
la mia vita pare spegnersi là dove comincia
il quieto respiro del mare.
E mi basta vederlo tra le persiane appena
schiuse, mi basta sentire la sua voce, ascoltare
le sue parole, e nell’attraversare la sua riva,
ritornare bambina, lasciandomi meravigliare
la mente, da una conchiglia marina,
con dentro la sua canzone.
[Replica]
Rosa-linda
Reply:
Settembre 30th, 2008 at 4:28 pm
@Lux,
Non c’è che altro aggiungere ad un sentimento che trasuda amor sincero e tante verità ..pensieri vivi si colgono con mano,
contornati da immagini che entrano nel petto sconquassando l’anima rammentando affetti scivolati via oltre il confine del mare…
complimenti ..davvero molto bella..
[Replica]
Il vero amore.
Dal bus ho scorto quel signore che correva trafelato, lo conoscevo sta nel mio rione , l’autista gentilmente ha riaperto la porta e io le ho dato il mio posto a sedere.
Dove corre così ? le ho domandato
Devo andare da mia moglie che si trova in casa di cura e fare colazione con lei come tutte le mattine.
Mi ha raccontato che sua moglie soffre di Alzheimer, e che da 3 anni non lo riconosce più.
Sono rimasta perplessa, e con gentilezza le ho detto:
E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa che è lei?
Lui mi ha sorriso e mi ha detto:
Mia moglie non sa chi sono io, ma io so ancora perfettamente chi è lei.
Allora ho capito il vero amore.
Il vero amore è l’accettare tutto quello che succede nel passato nel presente e nel futuro.
Nella vita ci sono le gioie e le tempeste.
Poi ci sono le lacrime, ma solo quando piove si può piangere a testa alta, senza che nessuno ci veda, perchè le lacrime
si confondono con la pioggia…
Maria Luisa Seghi
[Replica]
lenio vallati
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 6:30 pm
@Maria Luisa Seghi,
Bravissima, lei non sa chi sono io ma io so chi é lei. Gli occhi dell’amore sanno vedere oltre la nebbia del male, lo sai che le tue parole mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi? Non potevi fare ingresso migliore nel ‘Manuale’! Ciao, Angelo, Lenio.
[Replica]
Maria Luisa Seghi
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 8:07 pm
@lenio vallati,
Ciao Lenio,
Sono felice che le mie parole siano arrivate al tuo cuore,
Tu scrivi cose bellissime, e io sono onorata di questi commenti così belli che mi fai.
Ti ringrazio anche della frase * non potevi fare ingresso migliore nel Manuale*
Sai le mie ali virtuali di Angelo delle parole volano insieme alle mie parole..
Troverò la tua poesia e la commenterò.
Sei una persona fantastica e se io mi sono iscritta al Manuale lo devo esclusivamente a te che mi hai incoraggiato.
Volevo avvertirti che l’ala è guarita, ora volo ancora più in alto e vado a raggiungere l’arcobaleno
un caro saluto ad un eccellente scrittore
Maria Luisa Seghi
[Replica]
“Mia moglie non sa chi sono io, ma io so ancora perfettamente chi è lei.”
Bellissimo Maria Luisa.
[Replica]
Maria Luisa Seghi
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:54 pm
@Robert,
Grazie Robert
La ringrazio per le sue parole,
Penso che le persone che hanno un familiare con questa terribile malattia, che si sentono soli proprio perchè non vengono riconosciuti dai loro cari, quando piove possono piangere tranquillamente il loro dolore tanto le lacrime si confondono con l’acqua che cade, e nessuno si accorgerà di niente.
Complimenti Robert e Nicla, per questa iniziativa, sono commossa dai messaggi che in poche ore hanno riempito le pagine di questo sito, lasciando poesie racconti sensazioni che sanno arrivare al cuore.
E con il cuore io le porgo cari saluti
Maria Luisa Seghi
[Replica]
Lettera mai scritta.
Non nominare mai il mio nome. Sorridimi. Perché quando sorridi tu mi chiami per nome. E non mi hai chiamato mai in modo così dolce. Forse non mi riconosci. Forse sono io a non riconoscerti. E tu che mi hai tenuto per mano, per non farmi perdere l’equilibrio, quando ho comiciato a camminare, ora mi sorridi per chissà quale motivo.
Ma è dolce il tuo sorriso, così dolce che non lo dimenticherò mai.
[Replica]
Monia
Reply:
Settembre 24th, 2008 at 9:44 am
@Robert,
assolutamente senza parole e infinitamente commossa.
grazie
Monia
[Replica]
Maria Luisa Seghi
Reply:
Settembre 24th, 2008 at 6:49 pm
@Robert,
Molte volte nella vita non abbiamo o il coraggio o il pudore di esternare i nostri sentimenti, e non ci accorgiamo che dopo potrebbe essere tardi.
Sono proprio le piccole cose che fanno grande la vita, ma solo voltandoci indietro ci accorgiamo che erano grandi.
Ma colui che l’ha presa per mano per guidarla sui primi passi della strada da percorrere, ora le sorrride senza motivo.
Ma è proprio quel sorriso che lei non dimenticherà mai.
Bellissima Robert
Maria Luisa Seghi
[Replica]
Maremma:
baciata dall’amore.
Vivere la Maremma
circondata dai monti,
baciata dal vento,
che arriva dal mare,
e porta l’amore
ed i ricordi di ieri,
e l’amore dell’uomo,
che ha reso dorata,
l’infinita pianura.
Un romantico tramonto,
colora la vita,
l’amicizia e l’amore.
Colora la macchia
e le chiome
di maestose querce
e di romantici cipressi,
allungati nel cielo.
sergio doretti
[Replica]
ESTATE A PIENZA
di Loredana Simonetti
Colline stanche
adagiate
su terra assetata.
Cicale
sospendono
il silenzio
tra due ali di nuvole.
Oro
la luce
attraversata
dal vento caldo.
Pace
la brina
fresco mistero
della sera
per il riposo del buio.
[Replica]
NON PIANGERE PIU’
Lontano, vedo l’orizzonte,
nel tramonto della sera,
ancora luccicante.
Resta così, non sparire
nel profondo del cielo.
Vorrei eliminare
ogni notte oscura
ed accendere,
con la luce del vostro amore,
miliardi di lune e di stelle
che portino fra gli umili
una luce di speranza
ed una luce di solidarietà,
fra tutte le genti.
Vorrei donarvi,
con la mia anima
un amore grande,
che cancelli,
le tenebre della
vostra vita.
Vorrei essere una nube,
e riversare sui vostri cuori,
una pioggia di amore
e di felicità.
sergio doretti
[Replica]
sergio doretti
Reply:
Settembre 26th, 2008 at 1:44 pm
@sergio doretti, Vorrei qui precisare il contenuto della mia poesia “Non piangere”
“SU IL SIPARIO” (bambini ricoverati allìOspedale Mayer di Firenze).
Un ospedale da favola
PROGRAMMA 2008 - 21/2 - 12/6
Alcuni artisti che hanno aderito al progetto “Amici del Meyer”si sono impegnati all’interno del nuovo ospedalino Meyer con alcuni programmi adatti ai bambini ed anche ai più grandi per un totale di 17 spettacoli pomeridiani (ogni Giovedì alle ore 15) Ingresso gratuito.
APRILE
3 - LUDOTECA - QUARTETTO EUFORIA
10 - SOCCORSO CLOWN –
DOV’E’ ARLECCHINO?
17 - COMPAGNIA PUPI DI STAC - IL GIARDINO
24 - TIRITERI - LA LUNA E IL TOPOLINO
DEL RE.
30 - TEATRO AGRICOLO DI LIVORNO -
LA SCUOLA DEI LUPI CATTIVI.
MAGGIO
8 - IL GALLO, IL PULCINO E TUTTO QUEL
CHE SEGUE.
15 - GENESI - LA CREAZIONE DEL MONDO
22 - COMPAGNIA PUPI DI STAC - L’ISOLA DEI
PIRATI.
29 - SPAZIO GIOCHI - GIOVANNIN SENZA
PAURA.
PROGETTO REALIZZATO CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI GABRIELLA GANDON.
Ulteriori notizie si possono trovare su:
w.w.w. fondazione.meyer.it
Per comunicazioni:fondazione@meyer.it -
tel. : 055/566231
Fra i bambini che ci hanno fatto soffrire vi sono alcuni bambini libici ammalati che sono stati ricoverati all’ospedale Mayer
Sono 60 i bambini e ragazzi libici affidati alle cure dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Hanno un’età compresa fra gli 8 anni e i 16 anni e sono accompagnati da loro familiari. Sono seguiti dal punto di vista sanitario dagli specialisti del Meyer guidati dalla Professoressa Luisa Galli, responsabile dell’unità operativa di malattie infettive e da tre medici libici che li hanno seguiti in Italia e che continueranno a seguirli al ritorno in Libia.
La poesia “non piangere” si riferiva appunto a questi bambini.L’ho scritto perchè è rimasta nel cuore ad alcuni nostri volontari.
Molti medici, per farli ridere, si sono travestiti da pagliacci.
Ecco perché nella vita non c’è solo l’estate, ma purtroppo c’è anche l’inverno dell’infanzia.
Sergio doretti
[Replica]
L’ULTIMA NOTTE D’ESTATE
Non c’è canto
ch’io possa cantare
l’ultima notte d’estate,
che sfiora di brezza leggera
- e già fredda -
le ali piegate del giorno.
Non c’è sogno
ch’io possa sognare
l’ultima notte d’estate,
quando il tempo scolora
- e rimane sospeso -
fra le braccia pietose del buio.
Non c’è poesia
ch’io possa scrivere
l’ultima notte d’estate,
che mi esplode nell’anima
- sfuggente illusione -
dall’aurora del tempo.
È grandissima e fragile
come quando la vita
era solo pensata,
quasi un tulle da sposa
adagiato sul mare.
È di vento e di sale,
come un’onda che danza,
di celeste vestita
- tra il pensiero e il respiro -
ma di fuoco creata.
Ora è persa per sempre
nelle notti d’estate,
viaggia insieme alle stelle
senza fare rumore.
Grazie per questa bellissima iniziativa!
*danj
[Replica]
(4) - Immagini d’estate
Dov’è finito il turchese di ieri?
Oggi è tutto ricoperto di grigio.
Le nuvole vanno, tornano, restano.
E piove.
Piccole gocce sparse.
Vele all’orizzonte
e silenzio nell’anima.
.. e pace..
mentre ti soffio sul cuore
Ars
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:23 pm
@Arsomnia,
bella poesia. “Mentre ti soffio sul cuore…”
Nicla Morletti
[Replica]
Quell’ultima goccia…
Ricordo… sai!
Quando -
a fine orario di lavoro,
nel posto… ove anche tu
per anni, eri stato presente;
nelle giornate piovose
estive o invernali che fossero,
attendevi composto, fremente
il mio arrivo
dopo una giornata lavorativa.
Appena uscivo dalla fabbrica
se… pioveva
già sapevo che saresti stato li
ad attendere…
accelerando il passo
ti venivo incontro,
fino a scorgere laggiù… la tua sagoma
immobile nella scomoda attesa.
Adesso lo capisco, ho figli anch’io
lo facevi con piacere, con orgoglio…
apprezzavo tutto quello…
oggi ancor più…
Tranquillo… mi guardavi
porgendomi l’ombrello,
io sorridevo, in segno di gradimento…
Molte volte, insieme tornavamo…
felici d’aver beffato il tempo
asciutti di quella pioggia.
Adesso…
anche una semplice goccia…
ferisce, lasciando un solco…
travolge, come un fiume in piena,
impetuosa scorre sul… volto
fin arrivar al mio cuore,
in una lacrima, del ricordo…
[Replica]
Arcangela
Reply:
Novembre 12th, 2008 at 1:35 am
@Mauro, bellissima … grazie!
[Replica]
…pensando a mio padre che sta perdendo i suoi di Ricordi…..
I Ricordi
Maledetti e adorati
da un lato ruvidi,
da un lato morbidi
Ti ci rotoli
ti ci inzuppi
te li sgrulli di dosso e ti restano attaccati
Li rincorro e mi sfuggono
Sgusciano quando credo di averli presi
e li ritrovo quando credo di averli persi
Li voglio o non li voglio
e come un cane randagio… annuso gli odori
li cerco nei sapori ..
.. è il bagaglio del mio cuore
e faro per la mia mente
e non mi perdo .. mai …
Memy
[Replica]
Ho letto, oltre a carezzevoli liriche, le esperienze di alcuni…
Vi sono molte di queste malattie, affatto rare e, purtroppo, spesso lo stato “abbandona” questi cittadini e i loro famigliari, senza dare un appoggio nè economico, nè psicologico, nè d’aiuto materiale vero e proprio… eppure hanno lavorato per questo Paese fino a ieri…
ecco cosa mi amareggia di questo Paese che ama definirsi “all’avanguardia”… Per contro esiste una rete di volontariato che spesso opera in condizioni davvero difficoltose, cercando come può di essere presente laddove una struttura sanitaria estesa ed attrezzata non arriva…
Auguri a tutti, specialmente a coloro che ne hanno bisogno
Con affetto
Ars
[Replica]
“…pensando a mio padre che sta perdendo i suoi di Ricordi…” scrive memy55…
Come non essere d’accordo con Arsomnia? Già in questi interventi abbiamo scoperto che questa malattia ha segnato molti tra i nostri cari.
Desidero ringraziare tutti gli intervenuti fino a questo momento per le poesie e i brani bellissimi che ho letto.
Fantastici. Tutti. Grazie di cuore.
[Replica]
I miei colori hanno le ali del vento,
è rosa il mattino tra le pieghe
di un abito leggero;
verde è il suono di un pomeriggio
nel bianco riflesso
dei fiori d’oleandro antico;
oro, il viso
di mia madre mentre
spoglia il nudo corpo
dell’ultima lacrima,
per la sua nera terra;
polvere di luna tra i miei passi
di amara zingara solare,
vera, come il ricordo
sfumato di una danza magica,
nel cielo di questa notte
a cui autunno rivolge incerto
il suo passo di nobile virtù.
Con affetto
Antonella
[Replica]
RADICE DURA
Come se in quell’attesa tutto fosse stabilito, al di là di essa, oltre il tuo cuore palpitante, oltre l’anima in pena, come se il corpo ripudiato, adagiato sul leggero lenzuolo di fresco, timido decoro bianco, non avesse più peso, hai staccato il filo delicato che all’attesa stessa ti legava senza speranza, e hai strizzato nel vuoto il cuore rosso spesso di sangue e palpiti sospesi nell’aria ferma. Appena svuotato esso ha smesso l’indugio.
Allora sei scesa nella strada, ombre di muschio nero arrampicate sulle scale a ostacolare il varco. Radice dura, quella nel cuore, non si estirpa correndo nella notte e tu, affannata farfalla di solida carne, la senti scendere allo stomaco e poi venire fuori urgente ad intrecciarsi al passo che un’ora prima era fiero sui tacchi esili rossi ed ora, incerto, inciampa nel dolore fresco di minuti dolenti.
(dedico questa breve istantanea ad una donna colpita precocemente dall’Alzheimer)
[Replica]
Robert
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 7:48 pm
@francesca bertoldi,
Grazie Francesca. Bellissimo brano.
[Replica]
francesca bertoldi
Reply:
Settembre 23rd, 2008 at 7:34 pm
@Robert, GRAZIE A TE!
[Replica]
francesca bertoldi
Reply:
Settembre 23rd, 2008 at 8:54 pm
@francesca bertoldi, SUL MIO BLOG IL LINK A “SCATTI D’IMMENSO”
Ricordo d’estate a Potenza
Luoghi di questo tempo,
in un abbraccio vissuti da sempre;
luoghi di una memoria fresca,
negli occhi di un bambino
e di un uomo
curiosi
di se stessi e del Mondo,
in una cornice di mura antiche
da cui aquile e aquiloni
corrono in volo
la propria libertà.
Potenza, magica
nel coraggio di un vescovo
che la sua difesa
benedì elevandone il nome
ben oltre il suono a cui
storia e leggenda
concedono dignità e onore.
Percorre il tuo fiume
la sua strada,
ma non ebbe nome
l’errante cavaliere
che le armi affidò
all’acque tremule
per un bacio di dama!
Piccolo uomo,
nascosto tra
le rive umide nel silenzio
della sera,
quando,
spenti i lampioni
s’ode un vecchio
che canta e inganna
la città solenne,
alta quasi… a sfiorare
il Cielo!
[Replica]
GRIDA
Sono i rondoni
a lanciare gridi sordi
nel vuoto azzurro ?
- Un ‘intera tribù
sul leccio alto -
E tu
rumorosa cicala !
Smetti il tuo cicaleccio :
l’estate è finita.
[Replica]
Introspezione
Oggi sono io … l’uomo
Oggi sono io
l’uomo ch’affronta
la propria anima
rigenerando attimi vitali
Oggi sono io
l’uomo raffermo
nel proprio respiro
rigonfio di sperperate ansie
Oggi sono io
l’uomo prostrato
nel declino di anni
passati a versar lacrime
Oggi sono io
l’uomo che depura
le ferite con il proprio sale
gemendo al dolore
Oggi sono io
l’uomo che rincorre
il futuro del passato
del bambino ormai uomo.
Guido Passini
[Replica]
Leggo parole bellissime. Frasi dettate dal cuore. E penso che tutto questo è AMORE.
Un caro saluto a tutti.
Nicla Morletti
[Replica]
Anch’io, cara Nicla e caro Robert, voglio partecipare a questa iniziativa di sensibilità e amore verso coloro che sono più sfortunati di noi. Mio padre ha il morbo di Parkinson e per aiutarlo non c’é cosa migliore da parte mia che stargli vicino. Ecco alcune poesie alcune delle quali parlano di solidarietà:
Padre
E ti rivedo, padre,
sicuro e dritto sull’impalcatura,
la mestola in mano,
sporche le vesti di calcina, o nei campi,
intento alla zappa o alla vanga
secondo le stagioni.
Adesso, padre,
c’è nebbia nei tuoi occhi
e melagrana amara a sgranare
é l’amarezza dei tuoi giorni a venire.
Un terribile morbo ti fiacca l’anima.
Ben lo sapevi, padre che non c’è premio al fine
in questa nostra umana avventura
e solo vecchiaia e morte saran la ricompensa.
E’ nel sogno l’unico senso della vita,
l’unica gioia che ci è data, quando la mente pensa
e la mano esegue il suo progetto, incurante della stanchezza.
Di te, padre, mi rimarrà il ricordo
di uomo forte e buono che realizzò molti sogni.
Di te parleranno le tue opere di mattoni e pietre.
C’è una crepa nel muro da riprendere, sai
e nell’orto l’ortica di nuovo insidia il solco.
Ma altre mani eseguiranno, padre,
ciò che la tua mente
ancora confusamente insegue.
Riposa adesso, e attendi
il meritato riposo fra le stelle.
[Replica]
nonnamery
Reply:
Settembre 28th, 2008 at 12:16 am
@lenio vallati, non stupirti, è luce. Tutto ciò che scrivi ha un senso, una logica… come il volo dei gabbiani che seguono la rotta prefissa. Se oggi sono qui a leggerti, a commentarti, lo devo a te. Con delicatezza, quando ancora non facevo parte della grande famiglia, mi scrivesti “Sei sicura d’essere arrivata al traguardo?” Riflettendoci ho riletto le tue poesie e poi altre e altre ancora, ho capito che ero solo al primo volo. Grazie di cuore Lenio, non si finisce mai d’imparare!
con affetto marinella (nonnamery)
[Replica]
Maria Luisa Seghi
Reply:
Settembre 28th, 2008 at 6:30 pm
@lenio vallati,
Ciao Lenio,
questi versi che hai scritto dedicati ad un padre sono bellissimi, mi piace molto la frase *c’è una crepa nel muro da riprendere dove si insidia l’ortica *
Vedi queste parole fanno pensare ad una cosa rimasta incompiuta, che altri mani dovranno fare.. E’ questa la tristezza.
Nella vita, quante persone per vari motivi sono costrette a lasciare le cose incompiute, non per colpa loro, ma per le curve che vengono incontro sul cammino della strada da percorrere.
Cari saluti
Maria Luisa Seghi
Ciao
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 29th, 2008 at 2:36 pm
@lenio vallati,
grazie per questi versi che mi hanno fatto commuovere.
Grazie per la tua partecipazione.
Nicla Morletti
[Replica]
Complimenti Nicla, per le sue iniziative brillanti!! L’alzhaimer fa paura, perchè toglie ogni facoltà, annullando la propria dignità, a chi ne è affetto. Rinvierò il post:”Malinconia di fine estate”, per partecipare a questa iniziativa. Cordiali saluti
Rosanna
[Replica]
L’estate, per me, è mare e crogiolarsi al sole pigramente come una lucertola. Ẻ la tavolozza degli azzurri, più o meno intensi, dei verdi riflessi delle alghe, del dorato della sabbia, del veleggiare delle barche e dei surf, del dondolio della canoa. L’estate è gridar di bambini che giocano a schizzarsi, risate di genitori che diventano bambini, piacevole spossatezza delle membra indolenti, colare di maxi-coni di gelato artigianale e panna, bibite ghiacciate che non riescono mai a dissetare fino in fondo. Perché non basta l’intera estate a dissetare l’animo inaridito dalla routine competitiva, impaurito dal nemico sempre in agguato e stanco degli inverni che si porta dentro. Ma… è trascorsa un’altra estate e ho ancora la pelle bruciata dal sole che pizzica, la salsedine tra i capelli, il sapore dei tuoi baci sulla spiaggia, nell’acqua e la canzone di Jovanotti nelle orecchie che cantava il nostro grande amore, un amore grande. Aspetterò che estate e mare tornino ancora e ingannerò il tempo gettandomi nella mischia, rinvigorita. Mi ritemprerò, se mai sarò stanca e sfiduciata, nel ricordo di quella appena trascorsa, riguardando le foto scattate, sacrari della nostra felicità, tappe del nostro cammino insieme nell’alternarsi delle stagioni.
P.s. Avevo proprio bisogno di esternare a qualcuno questo mio stato d’animo. Scatti d’immagine é giunto al momento giusto e auguriamoci di preservare nitide per sempre queste immagini nella memoria.
Lucia Sallustio
[Replica]
L’estate sta facendo le valigie
ripone sabbia tiepida e conchiglie vuote
i pomeriggi liberi, i libri da rileggere,
le lunghe notti tiepide, le onde da rincorrere,
e l’acqua che rinfresca e che disseta,
il caldo che tormenta poi s’acquieta,
un braccialetto magico di margherite,
le mie vacanze sono già finite
[Replica]
Rondine
per fuggire
il rigore dell’inverno
l’estate ardente
Partenze, ritorni, nidi
Ma sono sempre io
fuggitiva e fedele
imprendibile e certa
Non cambia la grondaia del ritorno
[Replica]
Claudia Piccini
Reply:
Settembre 23rd, 2008 at 10:30 am
@Luisa Pecchi,
Ciao ben ritrovata
Bellissima la tua Rondine
Tutti noi un pò lo siamo
Non credi?
Un abbraccio Claudia PIccini
[Replica]
Luisa Pecchi
Reply:
Ottobre 1st, 2008 at 7:13 am
@Claudia Piccini, questo spazio è un giardinetto di città, con alberi, panchine, passeri che becchettano le briciole, amici che si ri incontrano e si raccontano le ultime novità o la vita intera. Ben trovata
[Replica]
I RAMARRI ESISTONO ANCORA
Era mattino inoltrato mentre guidavo la mia auto lungo quel litorale a me così familiare. Da giovane l’avevo percorso innumerevoli volte, prima che la vita mi conducesse in altri luoghi, diversi e lontani.
Ora invece ero vicino alla spiaggia della mia giovinezza, non era stato difficile ritrovarla. Sceso dall’auto, m’incamminai per uno stretto passaggio che conduceva al mare, e vidi che il vecchio stabilimento era ancora lì, anche se era cambiato.
In peggio.
Lo guardai dall’area libera confinante, ricordando che era vietato fermarsi su quella spiaggia riservata ed era mal tollerato anche il semplice passaggio lungo il bagnasciuga. Notai che la costa sabbiosa era arretrata di parecchi metri rispetto alla sua estensione di una volta: era stata divorata da un mare sempre avido e da uomini che non avevano saputo difenderla.
La suddivisione delle cabine era rimasta del tutto identica: una lunga fila senza docce per i gradi più bassi e, su una piattaforma sopraelevata, una fila di cabine con letto e doccia per i gradi superiori.
Da un lato c’era sempre il bar–ristorante, con dei tavolini sotto una tettoia che ormai lasciava intravedere i segni del tempo. Ricordai quante volte avevo pranzato lì con i miei genitori, ora invece non avrei potuto nemmeno prendere un caffè al bar, anche quello interdetto agli estranei.
A quel tempo la stagione delle vacanze durava da giugno, quando finivano le scuole, fino a settembre, quando a volte si dovevano sostenere gli esami di riparazione e poi tornare a scuola: iniziava il nuovo anno, e a noi ragazzi restava solo un po’ di tintarella sulla pelle assieme ai ricordi del mare e dei “filarini” dell’estate.
Cercai istintivamente con lo sguardo la terza cabina di sinistra sulla piattaforma, ricordandomi dei baci che avevo scambiato proprio lì dentro con la figlia di un collega di mio padre, una ragazza dai capelli biondi come l’oro e gli occhi azzurri come il mare. Onestamente, più dei baci e di qualche carezza eccitante non si poteva combinare: a quell’epoca pareva che i nostri genitori fossero stati istruiti dai Carabinieri su come sorvegliare i loro figli…
A tale proposito, guardando lo spazio sotto la tettoia del bar, mi ricordai di quella festa che una sera organizzammo proprio lì e di quando, mentre ballavamo un lento, a qualcuno venne in mente di spegnere le luci, suscitando l’immediata reazione “Luce, ragazzi !” da parte di una madre lì presente, in servizio di guardia. Per contro, capitava talvolta che alcuni inquilini delle cabine importanti (quelle con letto e doccia, per intenderci) arrivassero accompagnati da cugine o nipoti, o almeno signorine presentate come tali.
Erano tempi, quelli…
Il destino aveva poi scelto per noi ragazzi strade diverse, e dagli anni dell’università non c’incontrammo più su quella spiaggia per parlare dell’amore e del lavoro, delle nostre aspirazioni, dei pochi successi e dei molti fallimenti…
Mi chiesi che fine avessero fatto la ragazza dai capelli biondi e i miei compagni di giochi, o quel mio amico così studioso che a scuola prendeva sempre 8 mentre io prendevo sì e no un 6 (se non era un bel 4…).
In compagnia di questi pensieri mi allontanai dal bagnasciuga, dirigendomi verso una macchia di cespugli bassi, tipici delle spiagge mediterranee, che avevo sempre visto lì fin da bambino.
Fu in quell’istante che notai un movimento in uno dei cespugli di fronte a me.
Un fruscio leggero tra le foglie e uscì, splendido a vedersi.
Era un ramarro dai colori abbaglianti. Lungo quasi mezzo metro, il suo verde acceso si stagliava sulla sabbia, esaltando l’azzurro splendente della gola. La testa sollevata, mi squadrò con le puntine nere dei suoi occhi, come per chiedermi cosa stessi facendo lì. Dovevo aver invaso il suo territorio, e mi venne di chiedergli scusa.
Credevo di non ricordare da quanto tempo non vedevo un ramarro, ma subito realizzai che non avveniva proprio da quelle estati che erano nella mia memoria: da ragazzo ne avevo visti tanti con mio padre nella vicina pineta …
Rimanemmo a guardarci fino a quando non decisi di prendere la via del ritorno e mi allontanai, mentre lui restava immobile ad accertarsi che io lasciassi il suo territorio.
Mantenendo negli occhi l’immagine di quel ramarro, meditai che in quel luogo della mia giovinezza erano passati gli anni, si erano dispersi gli amici ma lui esisteva ancora, e mi apparve come una stupenda espressione della natura eterna, che ogni giorno continua a rinnovarsi al di là delle vite e delle nostre vicende umane.
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:32 pm
@Timur Lenk,
bello questo ricordo della giovinezza, del tempo che passa. Immagini vive nelal memoria. Dolce malinconia che si muove lenta tra le righe in un mescolarsi di visioni e sensazioni.
Un caro saluto
Nicla morletti
[Replica]
Passi
Inumiditi da frammenti
e ricordi
persi e sparsi come ombre fra mille ricordi
come ombre alate di sospiri
Non c è più vecchioprofumo come fiume in tempesta
che s’innalza nel tempo
..o come batter di ciglio sugli schizzi di luce
che oggi..a fatica riemergono
Che raggio distratto!
Giocondo..eppur triste
per perso nel viaggio
il suo lieve candore
[Replica]
Un’interpretazione poetica, di stagioni ed amore passati…all’ombra di una betulla, ricordi che raffiorano nella mente e le foglie, cadute, sospinte dall’ultimo vento d’estate.
Eternal Season (poesia in metrica tanka)
Paiono petali
come mille lacrime
sparse dal vento
poi cadute sul cuore
di una donna lontana.
Foglie d’autunno
sull’abito disperse
con lieve volo
rinasceranno ancora
riscaldate dal sole
Così è l’amore
che si nutre di luce
alba d’autunno
di un’eterna stagione
ad un passo dai sogni
EufemiaG
[Replica]
Lo aiutò ad alzarsi e a passi minuscoli, lenti da spaccare le gambe, lo portò in bagno e poi a dormire. Si stese accanto a lui, tenendogli la mano finché non udì il suo respiro farsi lento e pesante, mutare nel brontolio di un vecchio animale sopito.
In quel lettone, adesso offeso dalle traverse di cotone spesso, avevano concepito una figlia e stupidi sogni di gloria e immortalità; si erano giurati bene infinito, capriolando come giovani bestiole. Lo guardò: l’amava. Difendeva quel poco che ancora restava di lui; i ricordi avrebbero fronteggiato il resto, la disfatta definitiva. Doveva essere così.
I ricordi.
I loro?
I suoi.
Ma erano gli stessi?
Non aveva più importanza; lui non rammentava che a sprazzi confusi, come il disegno astratto di un bambino. A volte comparivano facce, avvenimenti, sgocciolii di quotidianità, gente morta da decenni: brani di vita impasticciata, esitante tra presente e passato, senza futuro.
Si alzò, lasciando con cautela la mano inerte di suo marito, anche l’estate volgeva al termine.
[Replica]
Ti Ascolto
Nenia che distratta attraversi il mio volto
hai un nome che graffia ed una frescura che coce
Su di me ti sciogli..come miele appena fuso
..e non taci
Sei come onda di mare che non s’arrende al suo finire
..ti apri..
e ti scomponi incendiantoti di irti lampi fuggiaschi
scagliandoti sulla pelle … diventandone unica melodia
Sei sottile…ma se ti prendo fra le mani..pulsi di vita
come un torrente che sfugge dalla piena di un Anima che si schiude
.. e Chiudo gli occhi
mentre fra le labbra ti trattengo per non farti scivolare dentro
ed ora che tocchi lo sfregare del fiato
dondoli attenta fra l’argento del tempo
[Replica]
a Francesco
Pensarti felice
in mattini che tengono salda la luce
al riso azzurro dell’ortensia, ai ricci
rossi delle betulle e attorno tutto
un cielo leggero, astri danzanti
nelle sere.
Preservarti incolume
- faccino delle meraviglie-
nel tiepido di un paesaggio
che ogni ombra scacci
con il sorriso di prati e di viali.
Per te
l’Inno alla gioia di Beethoven
le ciliegie sui rami
la morbida luce di stanze
dove anche le pareti
sussurrano amore
[Replica]
Vorrei avere la pazienza di piantare un seme,
e restare ad aspettare finché non cresce un fiore.
Vorrei essere migliore,
ma non bastano le parole, non basta il pensiero:
serve la forza, serve il coraggio…
e fuori è quasi inverno.
Vorrei avere la pazienza di amare,
e restare ad aspettare finché non ritorna amore.
[Replica]
Gentilissima Nicla,
ho udito il suo ascolto. Partecipo volentieri alla nuova iniziativa con il mio:
BACCA PURPUREA
Quando l’autunno mi parla
pronunciando parole diverse
da quelle ordinarie
sono voci di foglie
bisbigli di luce di un Sole
che quasi in preghiera s’inarca
sui confini del tempo.
E’ questo,
questo nuovo ed atteso ritorno
che investe i miei sensi
e poi li oltrepassa,
questo volo di nebbie
che come un sipario s’innalza
e libera azzurri,
tutto l’ascolto
che, ora, tacendo,mi chiede l’autunno,
adesso che sento il mio cuore
una dolce bacca purpurea
nel folto del bosco.
Sandro Angelucci
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:21 pm
@Sandro Angelucci, bello è quest’autunno che parla tra bacche porpuree nel magico folto del bosco…
Nicla morletti
[Replica]
Giuseppina Mira
Reply:
Novembre 24th, 2008 at 1:34 pm
@Sandro Angelucci,
Caro Sandro, splendida questa poesia che mette in risalto il nuovo linguaggio dell’autunno, il volo delle nebbie che apre le ali delle nostre speranze per farci vedere orizzonti di amore. Armonici i versi che distillano una dolce musica nei nostri cuori. Complimenti!
[Replica]
Daniela Quieti
Reply:
Gennaio 18th, 2009 at 10:56 pm
@Sandro Angelucci,
Gentile Sandro,
Complimenti vivissimi per questa bellissima poesia e grazie infinite per il prezioso commento lasciato alla mia.
Cari saluti
Daniela Quieti
[Replica]
Trogir
Navi alla fonda
alla banchina di trogir
i galeoni Croati
di nere bandiere.
Camerieri distinti
collane di paura
mausolei di una guerra
su pietre smunte
La vecchia sorride
non sa nemmeno perchè
tra turisti distratti
e un gatto che beve del the
Mentre il ghigno
dell’altzaimer
sporca un cefalo
nel mare
[Replica]
Nostalgia d’autunno
Nostalgico autunno,
ricordi lontani,
si leva uno stormo di rondini, in volo;
ha già la sua meta,
un grido nell’aria,
acuto e corvino,
confonde, nel cielo celeste
sfumato di rosa e rubino,
le nuvole bianche, laggiù, all’orizzonte.
Da un ramo, una foglia,
pin piano, si stacca,
saluta lo stormo ed a terra, si adagia;
il vento la rialza,
per un attimo è viva;
il magone l’assale,
la stagione l’è ria.
Un anelito sale,
e, nei campi rossicci,
già imbruniti dal sole,
volteggiando leggera,
accompagna la sera.
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:20 pm
@li_mas, un nostalgico autunno di ricordi lontani e… uno stormo di rondini è in volo… Immagini che catturano il cuore.
Nicla Morletti
[Replica]
Verso il buio
Nebbia scende
oscurando i raggi della ragione.
Fuga fuori dal tempo
e da ogni spazio costruito
verso liberi cieli senza confini.
Mani lasciano
la presa sulle ali
di vento freddo
che nessun dio fermerà,
solo la mano di
una donna dal manto nero
la vita reciderà.
[Replica]
Autunno
Orgogli di vita vissuta,
colori carichi
ci cantano echi
di frutti gustati,
di fiori odorati.
Vestito a festa
avvicini porte
che uccidono,
ma non ne muori ancora.
Lentamente scendi la terra nera,
oscura speranza di primavera.
[Replica]
Bellissime le poesie e non sono da meno i brevi racconti!
Un menzione particolare meritano i brani da poco postati di Timur Lenk
e di Cinzia Pierangelini. Però, non è facile esprimere preferenze, sono davvero tutte opere molto belle. Mi complimento con tutti gli intervenuti. Siete meravigliosi.
[Replica]
Forse un dì l’Alzheimer…
E mi illudo
di conservare spicchi di luna,
come pani da moltiplicare
quando raggi di sole,
troveranno porte strette di memoria
e il vuoto ricordare diverrà l’appiglio lubrico
dell’ansito dell’io…
quando steli ancora verdi sosterranno fiori spenti…
…quando sogni scheletriti si perderanno nel buio della sera…
e quando, spersa anche l’eco dell’ultima preghiera,
la ruggine si depositerà
sui gradini a scendere dell’anima:
ombra, anch’essa,
di un gioco che forse, muore a poco a poco.
Tanino Platania
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:29 pm
@Tanino Platania, una bella poesia che trattiene dolcemente nei suoi versi spicchi di luna…
Un cordiale saluto
Nicla morletti
[Replica]
Fiori di granito
Coltivo fiori di granito
nel mio giardino pensile
e sento la voce flebile
di Whitman a Long Island
che mi parla di catene
e di Tom Paine
A volte mi soffermo
a ricordare i giorni
delle corse dei conigli
nel parco delle illusioni
ma sono momenti
che trascuro mentre la tosse
mi divora l’anima
Coltivo fiori di granito
e le luci di New York
offuscano le stelle
che bucano il mio cielo
di cartone ondulato
e le mie orchidee
perdono polvere
nella notte
leggendo Song of Myself
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:42 pm
@Giuseppe Diodati, molto bella questa poesia dai fiori di granito, mentre le luci di New York offuscano le stelle e… le tue orchidee perdono polvere nella notte leggendo Song of Myself.
Molto originale
Nicla Morletti
[Replica]
Mi sveglio
Ho aperto la finestra
e fuori attaccata a un chiodo
c’è una gabbietta arrugginita
che ospita un merlo
ho aperto la gabbia
ed è volato via
ho dato acqua alle piante
ho scavalcato il davanzale
un lungo respiro…
mi sveglio
[Replica]
“Pronto, Francesca. Sono mamma. Dimmi un po’, si mette l’aglio o la cipolla con il ciambotto*? Ho avuto una piccola amnesia. Sai, sono un po’ preoccupata per tuo fratello e l’ansia mi sta giocando questi brutti scherzi, ultimamente”
” L’aglio, mamma, con il pesce. Come, me lo hai insegnato tu!”
E’ stata la prima di una lunga serie di amnesie. Non era l’ansia. Mia madre ha continuato a bersagliarmi di telefonate, ha tentato di appigliarsi al ricordo che, man mano si affievoliva, ha forzato i cassetti della memoria che stentavano ad aprirsi, mentre noi assistevamo impotenti allo scempio, all’umiliazione della malattia, senza poterla sollevare dalle sabbie mobili del buio nel quale affondava. Mia madre. La cuoca perfetta, la madre esemplare, l’organizzatrice di eventi di successo, la poetessa della vita e della rimembranza, la bellezza dell’animo. L’abbiamo vista estraniarsi sempre più, finché sono cessate quelle telefonate, richieste d’aiuto per agganciarsi ad un’autonomia ormai impossibile ed io non sono stata più nemmeno un numero di telefono, un nome, la dolcezza di un affetto per lei. Ma io non voglio che la malattia si beffi di lei, le voglio preservare quella bellezza che ha saputo incantare il mondo, e, ogni mattina, passo un velo di cipria sul suo viso impassibile e un filo di rossetto sulle sue labbra sempre più smunte.
“Signorina, usi il rossetto più chiaro, il rosso é volgare”
Chissà per quanto tempo ancora mia madre avrà queste impennate di orgoglio che la riportano alla donna di carattere e raffinata che fu.
Lucia Sallustio
*é la zuppa di pesce, dalle mie parti.
[Replica]
Daniela Quieti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:58 am
@LUCIANA,
mi sono commossa, Luciana carissima, leggendo il tuo racconto, così vero, così sofferto. Non so quali dialoghi del cuore vengano percepiti da chi vive nel silenzio, ma se anche una sola scintilla riesce ad arrivare nei più reconditi nascondigli della mente, porta con sè amore e preserva la bellezza.
Ti abbraccio forte
Daniela Quieti
[Replica]
nonnamery
Reply:
Settembre 27th, 2008 at 7:50 pm
@LUCIANA, ho letto il suo racconto,vero vissuto con l’intensità che solo una figlia può fare.Aiutare la mamma che lentamente scivola nel baratro della malattia e non arrendersi. Tenera visione d’amore. Mi ha commosso. Con affetto marinella (nonnameri)
[Replica]
LUCIANA
Reply:
Ottobre 4th, 2008 at 10:08 pm
@nonnamery,
grazie dell’attenzione al mio testo e dell’affetto sincero con cui commenti le nostre opere.
Lucia Sallustio
[Replica]
La Montagna
Scorrono in me
percorsi d’acqua
vene limpide nascoste
e il cuore di lago
le raccoglie.
Tu vedi solo
un’alterigia di rocce.
[Replica]
Beatrice Bausi Busi
Reply:
Dicembre 2nd, 2008 at 8:00 pm
@Lidia Viviani, cuore di lago CRISTALLINO, limpidezza ghiacciata senza inquinamenti, freschezza e garanzia di un liquido vitale puro da bere…Lidia, più ti conosco e più mi ritrovo a pensare che sei davvero questo per me. E fregatene di chi si ferma all’apparenza: è prorio giusto che ci sbatta BEN BENE il naso su quelle rocce che sono invece l’unico possibile baluardo a difesa di personalità ed INTEGRITA. O no?. Baci!!! Beatrice B B
[Replica]
La morte
Come è triste doverti guardare,
come è triste doverti aspettare.
Ma non mi rimane altro da fare,
che mettermi in fila e aspettare
Franco Carlis
[Replica]
Dorella
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 6:05 pm
@franco carlis, parole che abbracciano il cuore di tutta l’umanità.
[Replica]
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Buon proseguimento.
[Replica]
E se domani la mia testa scoppiasse
il mio corpo si piegasse
ti affido la mia anima.
E’ una piccola cosa
sta in un palmo di mano
non si ciba
non si annaffia.
Vuole solo ogni tanto una carezza
una carezza d’amore.
E quando sarai stanca di tenerla nel palmo,
ponila sulla mensola del tempo.
Lei ti guarderà.
Lei ti guiderà.
[Replica]
nicla morletti
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 6:05 pm
@Arcangela, l’anima… Aria leggera nel palmo delle mano, essenza che spazia in tutti i luoghi del mondo. L’anima, dolce, tenera, divina realtà che vuole ogni tanto una carezza, una carezza d’amore.
Concetto molto bello.
Nicla Morletti
[Replica]
Arcangela
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 6:58 pm
Grazie
[Replica]
sari
Reply:
Novembre 11th, 2008 at 9:32 pm
@Arcangela, mi sono commossa leggendoti. Che bel pensiero c’è dietro le tue parole.
sari
Terry
Reply:
Novembre 11th, 2008 at 9:55 pm
@Arcangela, è bellissima e dolce..concetto di amore..espresso con una carezza!..mi sono commossa tantissimo.
Terry
[Replica]
UN ROMANTICO RICORDO
Nel silenzio della vita,
in quel romantico tramonto,
rispecchiato nei tuoi occhi,
la notte si affacciava,
grande e misteriosa,
in uno spazio immenso.
illuminato dalla luce
di un amore,grande
ed infinito,
e vicino lo sentivo,
nella luce dei ricordi.
Solo quella stella,
ci guardava da lassù.
Ora mi specchio nel tuo mare,
e il calore del tuo amore,
mi arriva da lontano..
.
Sergio Doretti.
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:12 pm
@sergio doretti, grazie per questo romantico ricordo.
Affettuosamente
Nicla Morletti
[Replica]
Sirena malata
nel cupo mono-locale
pallido splendore
infetto
cala la notte
sfuma il mondo
acqua sugli occhi
oceano, nostalgia
il cuore batte
ultimi rintocchi.
[Replica]
Carissima Nicla e carissimo Robert iniziativa non bella: stupenda! Io partecipo con gli auguri che ho scritto ad una persona a me molto cara e purtroppo “diversamente abile”, è un artista che crea quadri di una bellezza stupefacente, può muovere solo le braccia e le mani ma la sua mente, la sua intelligenza, la sua dolcezza mi hanno insegnato e mi insegnano ad amare la vita.
PER DARIO
Vivrai questo giorno
guardando foto in bianco e nero
senza tristezza - ripensandoci -
Non varcherò i tuoi confini a difesa,
per dirti ” auguri ” : non vorresti.
Le mie parole rimarranno sospese
tra i rami del profumato gelsomino
che scindono il rumore dalla tua solitudine,
cercata , voluta e tanto amata,
incomprensibile per chi rincorre l’ovvietà.
Penserò alle tue mani, stupefacenti e forti
capaci di creare meraviglie assolute,
al tuo riscatto esultante tra forme e colori.
Vivrai questo giorno come altri,
nascondendoti, forse, nella tana che sai,
lupo solitario che gode, nonostante tutto,
ancora la sua vita.
[Replica]
nicla morletti
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 7:06 pm
@mariarosa lancini costantini, un abbraccio a te e a Dario, che dipinge meraviglie, mentre le tue belle parole per lui scivolano morbide tra i rami del profumato gelsomino…
Affettuosamente
Nicla Morletti
[Replica]
Non c’è posto nel tuo silenzio…
Due occhi, contornati dalle pieghe del tempo, interrogano l’ignoto pur non pretendendo alcuna risposta se non il silenzio .
Dove vaga il tuo pensiero ?
Hai alzato la vela della tua anima e sei partita per luoghi sconosciuti .
Mi domando se stai bene dove ti trovi, nei tuoi frammenti vivi i ricordi o nuove realtà?
Quante domande desidererei farti nonna, ma il tuo sguardo mi pone un limite al quale non so trovare soluzione se non quella di accarezzare i tuoi bianchi capelli.
Una lacrima scende lenta rigandoti il viso.
Se puoi ascoltarmi sappi che ti voglio bene, nonna.
[Replica]
L’aria del tempo
Tu non sai quanti fiori
muoiono nell’isola del tempo
tutto si muove nel vento
nelle onde della memoria
rimangono solo fotogrammi
appassiti.
Tu non sai quanti prati
fioriscono nell’oasi del cuore
solo il cemento distrugge
i fiori del bene.
Tu non sai quante stelle
illuminano la notte
quanti sono gli uccelli cantano
nel silenzio.
Tu lo sai che i gabbiani
volano sulle onde dell’animo
sillabando un cantando
di amore che non muore
nell’ombra del sole e della luna
troverai un alito di vento che soffia
sempre
la libertà.
[Replica]
Maria Allo
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 7:36 pm
@ittoilg,
“…nell’ombra del sole e della luna
troverai sempre un alito di zefiro che soffia
nella libertà.”
Chiusa magistrale di grande efficacia espressiva!
Maria Allo
[Replica]
Vorrei dare , per quanto possibile, un contributo alla bellissima iniziativa con una poesia sulla sofferenza:
La pace dentro
Ci saranno ancora
Quei piccoli posti segreti
Raccolti
Come tabernacoli o chiostri
Dove le anime possano meditare
E decidere se evitare o meno
La tribolazione?
Nessuna sa
Da dove vengono i pericoli
Che portano al tormento le coscienze:
Certamente però
Non amano il silenzio
La straordinaria capacità
Che ha la pace nel cuore
Di trasformare in luce
Anche la sofferenza
[Replica]
Per esorcizzare la tristezza e il dolore che provocano tutte le malattie invalidanti come lo è l’Alzheimer, propongo questo mio pensiero che per un attimo darà uno spruzzo di colori che ho preso in prestito all’arcobaleno.
* IL SOGNO NEL DESERTO *
Ho ancora nella memoria
la dolce musica orientale
Tu..ballavi
intorno tutto è sparito
ho avuto la sensazione
di essere in mezzo al deserto
vicino a te, un uomo faceva
dei giochi con il fuoco che
sembravano irreali.
Il cielo blù ascoltava la musica
le stelle nel suo meraviglioso silenzio
ammiravano la tua danza
I tuoi veli volteggiavano nell’aria
evocando i suoni della natura
e dei sentimenti umani.
Maria Luisa Seghi
[Replica]
Grazie Nicla per questa iniziativa, nessuno più di me può capire la brutalità di questo male che ha ucciso mia madre; posterò uno stralcio di una mia vecchia poesia a lei dedicata.
Madre
…improvviso il fulgore si spegne
la voce s’incrina, flebili respiri
(morbo violento…)
si svuota la mente
come spada attraversa
sparpaglia a pezzi l’interno
arrendo gli occhi alla grande
partenza.
Incisa sulla fronte la mano
attimi bui
…una carezza mi sfiora.
emma
[Replica]
I vostri versi scaldano l’anima e il cuore. Grazie per questo vostro dono della parola, quando essa si fa più dolce.
Un augurio e un minuto di raccoglimento affinché il bene possa estinguere sempre il male e che anche il Morbo di Alzheimer possa divenire in un futuro immenente, solo un ricordo. Solo un ricordo.
Una carezza a tutti coloro che soffrono di questa malattia e soprattutto ai loro familiari che si domandano: perché? E si aspettano da essi un sorriso e l’atteggiamento di un tempo.
Carezze come preghiere.
Un saluto a tutti
Nicla Morletti
[Replica]
IN QUESTA ULTIMA STAGIONE
Cammineremo ancora
lo stesso esistere possibile
avvolto nel silenzio
E giorni di pietra e foglie rosse
filano senza traccia di sole,
tutti lungo una lista completa di ore
che oggi passa di qui,
verso l’ombra, verso un muto declino.
Venite, scenderemo a picco
sulle rive (con calma suprema).
È qui che si comincia la sera
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 24th, 2008 at 1:31 pm
@carmela marino mannarino,
bella poesia di giorni di pietra e foglie rosse… dove incomincia la sera.
Belle le parole.
Nicla morletti
[Replica]
carmela marino mannarino
Reply:
Settembre 25th, 2008 at 8:43 pm
@Nicla Morletti, grazie per questo commento con cui hai espresso apprezzamento e attenzione. Per me è stato avviato un dialogo speciale, che spero di poter continuare qui dentro sempre così, come tra tanti amici. Un caro saluto, Carmen
[Replica]
Nel corridoio della Casa di Riposo che immette alla camera dove Maria vive, è un odore acre di medicinali. Mi fermo un istante vicino all’ampia vetrata di fronte alla porta, come per annunciarmi. Vedo un tratto di cielo coperto da nubi che annunciano l’autunno. Attorno è una cupezza di mistero. Maria é stata giovane, madre esemplare: ora non ricorda più i nomi dei figli, non ricorda di avere avuto figli.
Racconta storie della giovinezza, racconta la sua estate. Realtà? Fantasie? L’ascolto e lei, con gli occhi lucidi, sorride.
[Replica]
Ti prenderò la mano,
nel silenzio sarò con te,
ascolterò il tuo cuore,
oltre il dolore,
poi ti racconterò
il mare d’estate.
Complimenti per questa bellissima iniziativa. Con i più cari saluti
Daniela Quieti
[Replica]
LUCIANA
Reply:
Settembre 21st, 2008 at 10:24 pm
@Daniela Quieti,
bella e incisiva questa poesia,come un soffio che attraversandoti la strada ti accarezza lieve. Magistrale la fusione tra i due temi lanciati dalla redazione, il ricordo dell’estate perpetrata nel racconto “poi ti racconterò”e la perdita del ricordo a causa della malattia oggi celebrata. Prendi per mano anche noi, Daniela, quando metti in versi le tue emozioni.
Un abbraccio
Lucia Sallustio
[Replica]
Daniela Quieti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 2:19 pm
@LUCIANA,
grazie per le tue belle parole. E grazie alla iniziativa del Portale di dare voce, in un’atmosfera d’amore e d’attesa, a chi soffre nella solitudine. Con affetto
Daniela Quieti
[Replica]
Monia
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 10:55 am
@Daniela Quieti,
Bellissima…è davvero raro che con poche parole si riesca ad esprimere qualcosa di così intenso …Complimenti e soprattutto…insegnami come…ad una prolissa come me!
Monia
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 9:16 pm
@Daniela Quieti, molto bella questa poesia. “Ascolterò il tuo cuore oltre il dolore e poi ti racconterò il mare d’estate.”
In poche righe il tutto.
Nicla Morletti
[Replica]
Daniela Quieti
Reply:
Settembre 28th, 2008 at 2:15 pm
@Nicla Morletti,
grazie, gentilissima Nicla, per il bel commento. Mi sento immersa nei suggestivi versi che invitano a chiudere la finestra sulla confusione per stringerci, tutti insieme, in un luogo di autentica umanità, con il tempo scandito dall’affetto, dall’amicizia, dalla solidarietà, per schiudere un cammino di speranza all’uomo ferito.
Con sincera cordialità
Daniela Quieti
[Replica]
nonnamery
Reply:
Settembre 27th, 2008 at 8:11 pm
@Daniela Quieti, con delicatezza hai solcato il cuore, con tenerezza hai ormeggiato le parole sulla mia anima.Grazie.
Con affetto
marinella(nonnamery)
[Replica]
Lascio fuggire un sogno
( nelle stanze della notte )
lascio che tutto si scolori
chiusa dentro la notte
delle tue braccia
questo buio che rendendoci
uniformi ci cancella
è il tuo amore
affondo l’affanno dentro il viso
cado nell’erba dopo la corsa
rido nell’averti
nei minuti che consumo
aspirando forte il tuo silenzio
( stringo il rumore del cuore
toccando la vena sul collo )
e mentre il sonno mi allontana
agitandomi i capelli ( senza svegliarmi )
io sfuggo al dopo ( al tuo alzarti )
al rumore che fa un lenzuolo
quando cade …
e mi nascondo nel tramonto della luna
( f )
[Replica]
Gentilissima Nicla,
In tutti questi commenti ci sono delle bellissime parole, i pensieri sono così profondi che devono essere passati prima dal cuore e poi si sono appoggiati dolcemente sull’anima come il petalo di un fiore.
Questa iniziativa è stata veramente una carezza unita ad una grande preghiera.
Cari saluti
Maria Luisa Seghi
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:35 pm
@Maria Luisa Seghi, questa iniziativa è stupenda. E voi tutti siete meravigliosi.
Nicla Morletti
[Replica]
L’esilio
È passato un anno da quando te ne sei andata,
da quando per l’esilio sei partita.
Oramai le tue tracce sono andate perdute,
smarrite tra la grigia, bollente sabbia,
e pare che anche le onde siano rimaste ad osservare, mute,
come il vento le copriva con la sua cruenta rabbia.
Ti hanno cercata ovunque tu sia passata,
non solo su monti, parchi e colline.
Hanno provato persino sul viso un tempo felice
di quanti ti hanno osservata, così dolce, fine,
di tutti coloro che ti hanno ammirata,
intenti senza sosta ad ascoltare la tua candida voce.
Alcuni ora pensano che era destino,
che c’erano forse troppi sassi sul tuo lungo cammino …
Io non gli credo, non credo alle loro parole vuote!
Non credo che eri rimasta sola, nella foresta, smarrita,
e qualcuno ti abbia salvata prima che morissi di sete.
Tu quella sete non l’hai mai avuta!
Non hai avuto mai nemmeno paura,
né del buio mesto,
né dell’oscurità più pura.
Ormai è un anno che sono qui ad osservarti,
e ho deciso che resterò in questo posto
passando altre ed altre ore a pensarti.
Non so più nemmeno su cosa riflettere
or che la tenebra del ricordo mi assale.
Magari fossi qui oggi che è Santa Anna, al mare,
magari fossi qui con noi a festeggiare!
Purtroppo questo mio bruciore agli occhi non è sale …
Purtroppo, Anna, è un’altra lacrima che sto per versare.
***
Posto questa poesia, scritta tempo addietro, in ricordo di una mia carissima amica, purtroppo scomparsa a causa di un tumore ad una gamba.
Buona serata!
Mario De Rosa
[Replica]
Daniela Quieti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 1:31 pm
@Mario De Rosa,
è una preziosa lacrima empatica che racchiude tutte le emozioni e i sentimenti provati. Con affetto
Daniela Quieti
[Replica]
Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:37 pm
@Mario De Rosa, in questa lacrima c’ è tutto l’amore del mondo.
Un saluto affettuoso
E ricorda che torna sempre la primavera a far rifiorire le rose
Nicla Morletti
[Replica]
Le Alpi
E compresi tutte le nubi
tanto che nacqui bosco
per un sapore di faggio.
Abbondavo di sogni
dipingendo col sole
quei fiori distanti d’aprile
chiari, possibili e bianchi.
Poi care come le madri
aquile di attesa e luce
separarono il maggio caldo.
Parlai nella vita dei tigli
con la serpe rapace e lanosa
sulle greggi coperte dal sole
cadendo nero di neve
come il cielo che tace
nel ruvido freddo di pioggia.
Pomarolo, 21 settembre 2008
[Replica]
Cicale
Le nuvole, il mare,
le parole, la musica
cosa resta di te ora
sull’asfalto bruciato
dalla polvere lucida
di un’estate sabbiosa
come il treno intuito
nelle case calabresi
sui quieti arbusti arsi
da una fede mariana
o da un’inquieta viola
sulla gavotta di città
e il grido delle cicale.
Pomarolo, 22 settembre 2008
[Replica]
L’estate radiosa scalda i cuori a iosa che uniscono le loro fiammelle formando un grande fuoco d’amore finchè purtroppo, farà spazio al tiepido autunno che farà scemare quella voglia matta d’amare e soltanto chi saprà resistere sul piedistallo vivrà ancora un’amore da sballo.
[Replica]
IL SOGNO
La notte è ormai calata
come un manto nero
sul triste e cupo mondo,
dove si capisce il vero senso
della vita solamente
in un sogno.
Io ho sognato il freddo cuore
degli uomini , che fanno di tutto
per distruggere se stessi e gli altri.
Io ho sognato le lotte del mondo
per ottenere uno spiazzo di territorio.
Io ho sognato le silenziose lacrime
che scorrono furtive e confuse
sui volti della gente.
Io ho sognato gli uomini
che si fanno guerra solo per
il colore della loro pelle.
Io ho sognato la voglia di fermare
le guerre che assalgono i paesi
e stravolgono la vita delle persone
più innocenti.
Ho sognato… e continuerò a sognare
finchè il mondo non si oscurerà
dell’odio più cupo e terribile.
Ho sognato…
Il sole riaffiora dalle acque del mare
ridondando di caldi raggi
tutti gli uomini senza differenza di razza.
Ho sognato… e continuerò a sognare.
Fino alla fine.
[Replica]
PRENDIMI PER MANO
NOTTE
E’ notte fonda, amore mio. Non so che cosa mi abbia svegliato, forse la fine di uno di quei sogni che poi ti lasciano addosso una sensazione strana. Adesso però va meglio perché sento che, come ogni notte, mi stai abbracciando e il tuo lento sussurro addormentato mi dice che ci sei e che ci sarai per sempre.
Sono trascorsi due anni da quando le nostre strade hanno smesso di correre parallele, si sono fuse insieme e noi abbiamo iniziato a percorrerle tenendoci per mano, però mi sembra di conoscerti da una vita. E’ solo una sensazione, ma ripensando a tutto quello che è successo prima di essere un NOI sembra che ogni cosa fosse stata scritta agli albori dei tempi da una mano onnisciente, capace di scuotere e strapazzare i fili di vite tranquille, ma anche di offrire sempre sostegno e di donare sollievo alle sofferenze.
PRIMO INCONTRO
Vi ho visto per la prima volta nell’ottobre di 4 anni fa. Non ricordo il giorno preciso, però so con sicurezza che era un sabato pomeriggio: era il primo giorno di catechismo sia per il vostro cucciolo che per me.
Ero arrivata un po’ in anticipo: mi sentivo emozionata per la nuova esperienza che avrei iniziato, ma anche molto fiduciosa e motivata.
Il piazzale ormai era quasi pieno di piccoli ometti e piccole donnine, tutti colorati e in pieno fermento: alcuni, evidenziando la bellezza dell’essere bambini, erano riusciti a divertirsi e ad inventarsi un gioco con una pozzanghera. Altri invece attendevano l’inizio chiacchierando tra di loro e i più piccolini erano intorno ai genitori che li coccolavano facendoli sorridere e promettendo loro che sarebbero stati lì ad aspettarli.
Poi ho visto voi.
Non appena la mia attenzione fu catturata, notai trasparire da quella famiglia in attesa davanti a me un affetto e un affiatamento non comuni: sia il papà che la mamma del piccolo erano teneri con lui e poi, come una squadra compatta, gli stavano vicini per infondergli più sicurezza.
Osservandovi fui lanciata in un turbinio di pensieri: immaginai la vita in una famiglia come la vostra, caratterizzata da quell’unità in cui ogni cosa che riguarda anche uno solo dei suoi componenti è comunque importante per tutti gli altri.
Fantasticai su di voi, sulla vostra casa, sulle vostre giornate… e finalmente sorrisi.
La campana del campanile che rintoccava le tre del pomeriggio mi fece tornare alla realtà. Era il momento di iniziare e di conoscere i bimbi che facevano parte del gruppo che avrei seguito: con sorpresa scoprii che il bambino, la cui famiglia mi aveva tanto colpito, era tra quelli.
UN ANNO DOPO
La vita continuò con il suo procedere inesorabile: a volte offre attimi indimenticabili e altre invece dispensa periodi bui che vorresti subito dimenticare.
Quelli erano momenti difficili per molti: si percepivano nei volti stravolti e negli sguardi preoccupati delle persone e il silenzio assordante faceva paura. Poi i ricordi diventano confusi e nebbiosi: tutto sembra tremolare nella memoria, quasi oscurarsi piano piano per poi svanire, ma nonostante tutto il loro segno rimarrà impresso per sempre. Ricordo una chiesa buia piena di persone, chi in divisa e chi no, radunatesi per l’ultimo saluto ad una cara amica. Il dolore e la tristezza facevano da padroni e ne fui invasa nel momento in cui ti avvicinai per le condoglianze: nella tua lacrima, trattenuta fino all’ultimo, vi lessi tutto ciò che ci si poteva leggere e anche io provai un’immensa tristezza.
CAMBIAMENTI
La mia storia lunga sette anni e mezzo con un mio coetaneo finì con il finire di quell’anno: lentamente si era spenta senza una reale motivazione. Sono inciampata e caduta, poi ho iniziato a rialzarmi. Alla fine è tornato il sereno ed ho potuto spiccare un volo più sicuro e inebriante dal quel nido che fino ad allora mi aveva ospitato e protetto.
UN NUOVO INCONTRO
La primavera era ormai inoltrata e l’aria frizzantina della sera mi inebriava.
Come era mia abitudine, ero in giro con il mio cagnolino e, passeggiando, mi stavo rilassando dopo una giornata passata in ufficio davanti al computer.
Era bello poter contare su quegli attimi di tranquillità all’aria aperta e soprattutto era bello aver di nuovo recuperato quella pace interiore che durante l’inverno era stata messa a dura prova. Intenta a perdermi nelle parole delle mie canzoni preferite, mi accorsi solo all’ultimo che vi avevo davanti a me.
- Guarda un po’ chi c’è!? Esclamasti ed io, tornata alla realtà, vi salutai dicendo: – Ehi, abbiamo avuto la stessa idea!Venerdì sera vi ricordate della cena del catechismo, vero?
- Non mancheremo di certo! Però per il bimbo bisognerebbe ordinare una focaccina.
- Non vi preoccupate, ci penso subito io! E sorrisi con sincerità.
Tu mi guardasti, nei tuoi occhi brillò una luce nuova, come il primo raggio del sole del mattino, e mi ringraziasti dicendo: - Grazie, sei un angelo!
Quella semplice frase dette al mio cuore una scossa piacevole: mi sembrò di essere un bucaneve che, dopo un rigido inverno, timidamente trova il coraggio di sbucare dalla neve che ancora rimane e viene subito accolto, festeggiato e riscaldato dai rinnovati raggi solari primaverili. Era tanto che non mi succedeva una cosa del genere e fui immediatamente pervasa da vera felicità.
I giorni che mi separavano da quel venerdì volarono via veloci.
Il mio carattere spesso mi fa essere circospetta, poco socievole, e a volte indosso una maschera per proteggermi da chi cerca di entrare nel mio spazio vitale. Quel venerdì sera però era stato facile essere me stessa fin da subito: il clima era sereno e tranquillo e con mio grande stupore le cose stavano andando come mi ero ritrovata a fantasticare mille volte nei miei pensieri.
RAGIONE E SENTIMENTO
Quando ti succede qualcosa di inaspettatamente piacevole, anche se cerchi di rimanere con i piedi per terra e di non costruire troppi castelli in aria, ti ritrovi spesso a fantasticare, a sperare e ad immaginare il nuovo futuro che sembra aprirsi davanti a te:
così continuavo a tenermi occupata, ma poi tornavo a pensare che in un modo o nell’altro, per qualche fortunata coincidenza del destino, sarebbe capitato di incontrarti di nuovo e magari chissà…
Anche tu però eri rimasto in qualche modo colpito dal nuovo modo di vedermi: sotto il tiepido sole di fine maggio, tra gli ombrelloni e il mare che gorgogliava felice per la nuova estate che stava arrivando, parlavi già di me con un caro amico di Firenze.
Gli confidavi che avevi sentito una sensazione particolare con una ragazza più giovane; gli parlavi delle tue perplessità dovute alla differenza di età e a tutta la situazione alquanto particolare e delicata. Però ne parlavi e, anche se ancora io non lo sapevo, voleva dire che quello che avevo sentito quando ero stata in tua compagnia non era semplicemente un miraggio della mia fantasia.
PREPARATIVI
Lo sapevo che ti avrei rivisto…lo sentivo…era nell’aria!
Con Leo che mi trascinava per tutto il paese, ho riconosciuto la tua sagoma. Mentre pensavo a come nascondere la felicità che mi sfavillava negli occhi per questo nuovo incontro voluto e sperato ma non sicuro, mi hai visto, ti sei fermati e mi hai salutato con allegria. Ogni volta era come fare un passo in più verso la strada maestra, che avrebbe portato alla meta tanto desiderata.
Cinque minuti dopo che ci eravamo salutati sentii in tasca il classico suono accompagnato da una lieve vibrazione che mi avvertiva che qualcuno mi aveva appena pensato mandandomi un messaggio. In realtà credevo che fosse mia mamma che mi chiedeva di rientrare e così quando invece vidi che il mittente eri tu, non potei fare a meno di sorridere felice: era come se la telepatia ti avesse aiutato ad esaudire un mio piccolo desiderio. Incuriosita ed emozionata aprii il messaggio: c’era un fiore che allegro svolazzava nell’aria. Non ci potevo credere: è così bello quando ti accorgi che si sta creando vera sintonia con la persona che ha iniziato a farti battere il cuore in un modo nuovo ed emozionante.
Questa volta la mia attesa non fu troppo lunga. La mattina seguente ricevetti subito il tuo caloroso buongiorno accompagnato da un altro tuo invito:in attesa di una crepe nutellosa ti sarebbe piaciuto offrirmi almeno la colazione. Quella mattina eri in divisa lavorativa e con il tuo camice bianco emanavi ancora più luce. Alla fine della colazione ero ben certa di una cosa: da lì a pochi giorni ci sarebbe stato il nostro vero primo appuntamento.
Era ormai chiaro che le strade delle nostre vite, che fino a poco prima scorrevano parallele, si erano finalmente incrociate.
06/06/06
E’ sempre stato emozionante prepararsi per un primo appuntamento, ma questa volta lo era ancora di più. In cuor mio sapevo che questo evento era diventato molto importante per me e che poteva essere il tassellino iniziale per costruire un qualcosa insieme, un qualcosa che avrebbe potuto far nascere un NOI.
Non cercai di camuffarmi in qualche modo per me ridicolo o con un abbigliamento non consono al mio carattere e decisi che non avrei osato desiderare nulla di più di quello che la serata avrebbe potuto offrirmi.
Con il cuore in gola e con una piacevole elettricità che mi scorreva nelle vene, ti trovai puntuale al parcheggio dell’appuntamento e appena entrai in macchina delle melodiose note conosciute mi tranquillizzarono subito. Inoltre, cosa per me completamente nuova, mi accogliesti con un bellissimo mazzo di fiori: nessuno mi aveva mai fatto un regalo del genere e mi sentii catapultare in uno dei miei amati romanzi di fine ottocento in cui il protagonista riesce a conquistare la sua amata con coraggio, ma anche con tenerezza e galanteria.
Una volta davanti ad una bella pizza filante e profumata ci sciogliemmo anche noi e iniziammo a parlare come due anime ritrovate. Le ore trascorsero serene e tra una parola e l’altra ci ritrovammo mano nella mano a passeggiare a pochi passi dal mare nero e spumeggiante.
Ad un certo punto mi guardasti e, anche se il cielo sopra di noi era coperto di nuvole, io potei scorgere nei tuoi occhi una miriade di stelle lucenti e sfavillanti.
Teneramente mi abbracciasti e il primo bacio, atteso e sperato, arrivò dolce e sincero proprio come avevo desiderato che fosse.
Quel bacio racchiudeva in sé tutto quello che ancora non ci eravamo detti e fu per me il più bel dono che tu mi potessi fare in quel momento.
Quella sera cercammo l’amore, lo trovammo l’uno nell’altra e ci amammo dolcemente e teneramente: fu chiaro per tutti e due che non ci saremo mai più lasciati e che avremo continuato il nostro cammino insieme mano nella mano aiutandoci, confortandoci a vicenda e stando sempre vicini l’uno all’altro.
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Nicla Morletti
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 7:34 pm
@Agnese, bello sì. Certe viene voglia di dire: “Prendimi per mano”.
Tutto il resto viene da sé.
affettuosamente
Nicla Morletti
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Claudia Piccini
Reply:
Settembre 29th, 2008 at 11:49 am
Cara Agnese,
concordo con Nicla
Avevo già letto il tuo brano
lo trovo meraviglioso
Saluti Claudia Piccini
[Replica]
… di malattie cerebrali e dintorni…
*
Ti sto scrivendo da un luogo che non hai mai visto
che non vuoi vedere
la memoria è un buco nero
persone accostate
accatastate
familiari si radunano a casaccio
nel parco magnolie e cedri scuotono i rami
scandiscono il tempo
il mutamento
il passaggio è arrivato
un attimo
mi chiedo chi può capire queste parole superstiti
sto respirando in un luogo che sempre vedo
che vivo.
Lovaria, novembre 2005
Ruoli
Mi hai insegnato a camminare
mi hai insegnato a leggere, a scrivere, a giocare.
Mi facevi dormire con te e papà nel letto grande
mi raccontavi le favole, mi sgridavi.
Dopo molti anni io sono diventata tua madre e tu mia figlia.
Ti ho aiutato a camminare, ti ho insegnato a leggere, a scrivere, a ragionare di nuovo.
Ti metto a letto ogni sera, ti racconto le favole, ti correggo se sbagli.
Inversione di ruoli.
Lovaria, aprile 2005
Diario di ieri, di oggi, di domani
Parole biascicate, frasi sconnesse
sguardi persi nel vuoto
nomi urlati
incedere insicuro
mani tremanti
occhi che implorano
voci alterate
neuroni morti
concetti irreali
confusione
caos temporale
passato fuso nel presente, con il presente
urla
strilli
suoni gutturali
nomi gridati
bestemmie
urla
degenerazione del cervello… le cause… le più svariate…
Ogni giorno, da molto tempo, questa è una parte della mia vita… una parte della mia giornata… una parte importante… molto importante…
Lo è stata ieri
Lo è oggi
Lo sarà domani
Lo sarà dopodomani
Passeranno le stagioni… e so che questo sarà il mio futuro… questo è ciò che mi aspetta… fino a quando? Non lo so…
Ed è per questo che amo il silenzio…
Lovaria, febbraio 2005
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Disincanto
Amara già sfiorisce la fragranza
delle rive assolate,
il mare sospeso alla magra luce.
Ora la pioggia ci piega all’autunno,
un tintinnio di gocce
su concentrici intrecci rintoccano
e gli occhi indugiano in fiochi orizzonti
sbigottiti ad un broncio di nubi.
Distinguo sulla spiaggia spopolata
dall’ebbra estate l’eco del furore,
squarci di reti, remi abbandonati.
Mi conduce lo strepito
di uno svuotarsi avvilito del cuore.
Poi ancora impaziente si agita il vento.
Sogno di te, di un ignoto destino
giocato nel nodo di un’onda,
noi travolti per caso
o forse per forza.
francesco ballero - settembre 2008
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Robert
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 8:52 pm
@Francesco Ballero,
Grazie Francesco, bellissima poesia.
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Nicla Morletti
Reply:
Settembre 24th, 2008 at 1:28 pm
@Francesco Ballero,
sono d’accordo con Robert. Gran bella poesia. Non occorrono altre parole.
Nicla Morletti
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Settembre
Vaio,
come l’uva settembrina
che ciondola,
vanesia,
in sugosi grappoli,
ci parla il cielo
dal suo covo
d’orizzonte.
Tra oblique schiere
di marziali filari
la gioia scolora.
Svapora in cirri,
di malinconica trama,
la nostra allegria.
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Giallo di foglie
rifulge tra i viali.
Luce d’autunno
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SINFONIA D’AUTUNNO
Le note del piano
accarezzano la nebbia
Immobile, oltre la finestra.
Risuona di velluto,
accanto, la bruna viola;
il caldo, suo, respiro
versa tra le stanze,
e accende polverose
memorie in bella mostra.
S’agita la bruma
e rimestano i vapori
Si aprono pertugi.
Si sfrangiano,
in languide parabole,
gli evanescenti drappi.
Stilla, l’aria,
di lacrime umidose;
si accendono di luce
al tiepido palpito del sole.
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TUA PREDA
E’ ascoltar il canto delle sirene, seducente inganno,
l’odorar del tuo profumo nella solitudine del letto.
Poi ti manifesti, incantevole! maestosa fiera, io son la tua preda:
incedi decisa verso me. Assapori gia’ il gusto della tua vittoria
Calamitano le tue labbra accanto a sè le mie,
le profondita’ dei miei occhi soggioghi al tuo volere,
il respiro mio tremante pian piano assorbi
e danno scacco matto ai miei propositi gl’ ardori tuoi.
Intenso e’ il tuo sguardo: affonda nel mio, proietta paradisi lontani;
sano e selvaggio il bacio, della terra Andalusa evoca gl’ amati sapori.
Attorno a me sonnecchia il Tempo, perde forma e colore ogni cosa,
per ultimi la rana di pezza verde e la fotografia d’un nostro folle ballo.
…
In riva alla mia solitudine,
sul cuore s’ infrangon le onde dei ricordi ;
portan con sé immagini ed emozioni:
commosso, con cura le raccolgo..
Ezio Brugali
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I suoi occhi blu mi colpirono più di ogni altra cosa: non avevo mai conosciuto un uomo di nazionalità araba e trovavo la sua bellezza incomparabile. Mi confidò che i guy che lo avevano preceduto non avevano fatto che ripetergli: devi conoscerla, non puoi non farlo! Quell’affermazione mi colpì: non avrei immaginato una situazione simile e le parole che aveva pronunciato mi lusingarono.
Hani, trent’anni, altissimo e bello… bellissimo, sfoderava la sua bellezza mentre io, bassa e di “bellezza” media, non potevo far altro che nascondermi nel mio vestito lungo che avevo indossato per mascherare i miei chili di troppo. Mi lusingò ancora quando mi svelò che per mesi non aveva desiderato altro che conoscermi, guardarmi negli occhi ma soprattutto sentirmi parlare… La mia voce! Oh, la mia voce! Era la prima volta che qualcuno desiderava ascoltarmi e …. davvero non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione simile. Dunque cominciai a tempestarlo di domande: m’interessava tutto di lui ma non era quello che Hani desiderava. Mi chiese di rispondere alle stesse domande e, stringendomi le mani, e sfiorandole con un dito, mentre i suoi occhi erano fissi sulla mia bocca, mi ascoltò mentre raccontavo di me.
Mi colse poi, di sorpresa, quando non mi lasciò finire una parola e mi coprì la bocca con la sua, stampandomi un bacio che…
Era la prima volta che baciavo un uomo che non era mio marito.
Mi allontanai da lui bruscamente e gli dissi che non potevo farlo. La luce nei suoi occhi si spense. Mi rattristai anch’io. Mi faceva tenerezza quell’uomo: si era innamorato di tutto di me ed io lo stavo deludendo!
Mi riafferrò, incurante delle mie difficoltà, e mi baciò ancora.
Rividi, incredula, la sua faccia, in tv. Stentavo a credere che dietro tanta bellezza si nascondeva un cuore così duro! Come avevo potuto portare, in un angolo di me, il ricordo di un uomo così speciale! La foto che di lui conservavo dovevo distruggerla. Tossii e il fumo che uscì mi disse che si era incendiata, insieme a tutti i ricordi.
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Monia
Reply:
Settembre 22nd, 2008 at 11:58 am
@Maria di grumo,
intensa, struggente e passionale…tutte caratteristiche che hanno il sapore dell’estate che finisce. Complimenti, di cuore…è bellissimo leggere parole che portano sensazioni così forti…
Monia
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maria di grumo
Reply:
Settembre 25th, 2008 at 5:59 pm
@Monia,
grazie per quanto scrivi.
sai, questo è uno stralcio di
un racconto ispirato ad una
storia vera. l’uomo, Hani, somigliava
tanto ad uno dei kamikaze che,
diretto contro la Torre Uno di
quel tragico undici settembre duemilauno
ha cambiato il mondo.
è triste, ma è tutto vero
come vera è la strage, la
distruzione, la morte, la paura.
maria di grumo
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