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	<title>Commenti a: Verità e Sentimento</title>
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	<description>Il Blog di Nicla Morletti, i suoi romanzi e il dialogo con i lettori</description>
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		<title>Scrive: Franca</title>
		<link>http://www.niclamorletti.net/2008/05/03/verita-e-sentimento/comment-page-1/#comment-3877</link>
		<dc:creator>Franca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 13:40:14 +0000</pubDate>
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		<description>Salve Nicla, 
complimenti le sue parole si intrecciano con le immagini fluide ed armoniose come un dipinto naturalistico. Catturando l&#039;attenzione e la curiosità del lettore come un bambino che cerca di prendere  coriandoli svolazzanti nell&#039;aria pulita. E, sereno si lascia cullare dalla profondità delle immagini tra sogno e realtà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Nicla,<br />
complimenti le sue parole si intrecciano con le immagini fluide ed armoniose come un dipinto naturalistico. Catturando l&#8217;attenzione e la curiosità del lettore come un bambino che cerca di prendere  coriandoli svolazzanti nell&#8217;aria pulita. E, sereno si lascia cullare dalla profondità delle immagini tra sogno e realtà.</p>
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		<title>Scrive: nonnamery</title>
		<link>http://www.niclamorletti.net/2008/05/03/verita-e-sentimento/comment-page-1/#comment-1949</link>
		<dc:creator>nonnamery</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 14:49:12 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Nicla onorata dal suo commento  e&#039; un travaglio il sentimento che  vibra in tutto  il palpito di fiore sfiorito . Grazie !! marinella (nonnamery)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Nicla onorata dal suo commento  e&#8217; un travaglio il sentimento che  vibra in tutto  il palpito di fiore sfiorito . Grazie !! marinella (nonnamery)</p>
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		<title>Scrive: sergio doretti</title>
		<link>http://www.niclamorletti.net/2008/05/03/verita-e-sentimento/comment-page-1/#comment-1710</link>
		<dc:creator>sergio doretti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 11:28:21 +0000</pubDate>
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		<description>Verità e Sentimento -   amore, passione, nostalgia, romanticismo,  per la musica Sinfonica..
Sabato 31 maggio, ore 20.30, presso il Teatro del Maggio Musicale  Fiorentino, il nostro appuntamento  (soci e anziani dell’Auser Filodargento Q.5 Firenze) non è mancato al concerto di Riccardo Chally : musiche di Beethoven e  Mahler.

“Il programma del concerto al Maggio, in esclusiva per l’Italia, è incentrato su due colossi della musica come Ludwig van Beethoven, di cui la Gewandhaus Orchester eseguì tutte le Sinfonie mentre era ancora in vita, e Gustav Mahler. Direttore Riccardo Chaslly.
 Il primo brano, l’Ouverture Coriolano in do minore op. 62, riunisce i nomi dei due compositori: la celebre partitura beethoveniana verrà infatti eseguita nella rara versione strumentale approntata da Mahler. La voce del baritono tedesco CHRISTIAN GERHAHER, allievo di liederisti eccelsi come Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf, evocherà i fantasmi e le visioni struggenti di sette tra i più suggestivi Lieder mahleriani su testi tratti dalla celebre antologia poetica Des Knaben Wunderhorn, Il corno magico del fanciullo. La seconda parte del concerto sarà dedicata all’esecuzione della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven, ulteriore tappa del ciclo integrale delle Sinfonie presentato nell’ambito del 71° Maggio con direttori e orchestre diverse, spunto di interessanti confronti tra varie visioni interpretative”.

Tutto il concerto  è stato meraviglioso: in certi punti, in particolare, nella sinfonia n. 7 di Beethoven,  (che poi è stata ripetuta come bis a seguito degli  applausi fragorosi), la mia anima ha vissuto, non solo nel Teatro del Maggio, che ci ospitava, ma anche nei boschi di quella macchia mediterranea fra lo stormire delle fronde  degli alberi, sollecitate dal vento dell’amore per questa meravigliosa serata, in compagnia dei nostri anziani e degli amici volontari dell’Auser Filodargento. La musica la accumunavo anche a tante parole poetiche , che ho riscontrato nel leggere nei nostri blog. le   bellissime poesie , dolcemente musicali dei nostri autori/trici  poeti.
Ma anche, in particolare, ad un romanzo intitolato “nelle mani del vento”, che è un vero e proprio concerto di amore e di gioia.

Con affetto, sergio doretti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Verità e Sentimento &#8211;   amore, passione, nostalgia, romanticismo,  per la musica Sinfonica..<br />
Sabato 31 maggio, ore 20.30, presso il Teatro del Maggio Musicale  Fiorentino, il nostro appuntamento  (soci e anziani dell’Auser Filodargento Q.5 Firenze) non è mancato al concerto di Riccardo Chally : musiche di Beethoven e  Mahler.</p>
<p>“Il programma del concerto al Maggio, in esclusiva per l’Italia, è incentrato su due colossi della musica come Ludwig van Beethoven, di cui la Gewandhaus Orchester eseguì tutte le Sinfonie mentre era ancora in vita, e Gustav Mahler. Direttore Riccardo Chaslly.<br />
 Il primo brano, l’Ouverture Coriolano in do minore op. 62, riunisce i nomi dei due compositori: la celebre partitura beethoveniana verrà infatti eseguita nella rara versione strumentale approntata da Mahler. La voce del baritono tedesco CHRISTIAN GERHAHER, allievo di liederisti eccelsi come Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf, evocherà i fantasmi e le visioni struggenti di sette tra i più suggestivi Lieder mahleriani su testi tratti dalla celebre antologia poetica Des Knaben Wunderhorn, Il corno magico del fanciullo. La seconda parte del concerto sarà dedicata all’esecuzione della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven, ulteriore tappa del ciclo integrale delle Sinfonie presentato nell’ambito del 71° Maggio con direttori e orchestre diverse, spunto di interessanti confronti tra varie visioni interpretative”.</p>
<p>Tutto il concerto  è stato meraviglioso: in certi punti, in particolare, nella sinfonia n. 7 di Beethoven,  (che poi è stata ripetuta come bis a seguito degli  applausi fragorosi), la mia anima ha vissuto, non solo nel Teatro del Maggio, che ci ospitava, ma anche nei boschi di quella macchia mediterranea fra lo stormire delle fronde  degli alberi, sollecitate dal vento dell’amore per questa meravigliosa serata, in compagnia dei nostri anziani e degli amici volontari dell’Auser Filodargento. La musica la accumunavo anche a tante parole poetiche , che ho riscontrato nel leggere nei nostri blog. le   bellissime poesie , dolcemente musicali dei nostri autori/trici  poeti.<br />
Ma anche, in particolare, ad un romanzo intitolato “nelle mani del vento”, che è un vero e proprio concerto di amore e di gioia.</p>
<p>Con affetto, sergio doretti.</p>
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		<title>Scrive: sergio doretti</title>
		<link>http://www.niclamorletti.net/2008/05/03/verita-e-sentimento/comment-page-1/#comment-1702</link>
		<dc:creator>sergio doretti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 10:22:52 +0000</pubDate>
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		<description>IN QUEL 22 MARZO  1944.

Erano passati oltre due mesi da quando ci eravamo  presentati  per fare uscire di prigione i nostri genitori.
In questo tempo ci avevano  tenuto sempre in caserma, senza libera uscita e sempre con i vestiti portati da casa.                                  
 Una mattina ci  svegliarono molto presto.
Ci riunirono nel cortile della Caserma di Via Tripoli (zona Beccaria),
 ci inquadrarono, e, attraversando la città a piedi, scortati da alcuni
 militari armati,ci portarono  a Campo di Marte.
Nessuno ci diceva dove saremmo andati.
Erano aperte tutte le possibilità, non per ultima  la Germania
Durante il  tragitto, a piedi, dalla Caserma di Via Tripoli allo stadio, non sapendo la destinazione, per la strada si scherzava, Come ho detto, eravamo sempre con i vestiti portasti da casa, e – camminando – si incontravano sulla porta di casa delle donne  che ci osservavano, fra noi diciottenni vi erano anche ragazzi ancora non sufficientemente cresciutii il che faceva dire ad alcune donne che ci osservavano: &quot;guarda li,…poverini, l’hanno presi anche piccini&quot;.Gli amici che avevo accanto mi battevano sulla schiena e mi dicevano: dicono di te che sei piccino. Era tutta una battuta.
Arrivammo allo stadio. Ci fecero sostare  su un prato, lato nord.
Sopraggiunse  un mezzo militare da dove furono  scaricati cinque ragazzi ammanettati che urlavano.. Vi erano già cinque sedie allineate.Noi eravamo abbastanza vicini al &quot;teatro&quot; di questa tragedia e ci rendemmo quindi conto che tutta questa preparazione era quella di farci assistere ad una fucilazione .Fino a quel momento non ne sapevamo niente.
Nessuno ce lo aveva detto e da noi le notizie dall&#039;esterno non filtravano. Pensavamo  che la nostra presenza lì dovesse  essere di &quot;monito&quot;  per darci un segnale significativo, per impedire ogni  eventualità di fuga .
Quando noi vedemmo la scena di trasferimento di cinque ragazzi, dal mezzo militare alle sedie, (alcuni addirittura portati di peso perchè svenuti)ci venne da ribellarci ed urlare a squarciagola &quot;assassini……….”
I guardiani che ci controllavano levarono le pistole dalle fondine, minacciando di ucciderci. Inoltre tentammo di uscire dai ranghi e fuggire  ma ci fermarono  con calci e pugni.
Poi ci fu la lettura della  sentenza: furono scanditi quei cinque nomi :
- Antonio Raddi
- Guido Targetti
- Leandro Corona
- Ottorino Quiti
- Adriano Santoni
 alla fine le  tragihe  parole :&quot;sono condannati a morte, mediante fucilazione&quot;.

Dopo questa lettura vi fu una indignazione generale .Uno di noi pronunciò la  frase &quot;bel capo di lavoro&quot; il che fece uscire dai gangheri  uno dei nostri guardiani che, pestandoci i piedi, voleva sapere chi avesse pronunciato quella frase,minacciando che il colpevole avrebbe potuto  subire  la sorte di quei cinque  ragazzi.
                                      
 La comdanna venne eseguita. I militari del plotone di esecuzione 
avevano dovuto obbedire ad un compito  orribile. Urlavano anch&#039;essi
 la  loro disperazione.Forse, mentre sparavano, uccidevano anche  se
 stessi.Anche il colpo di grazia fu un&#039;operazione tragica.L&#039;ufficiale, comandante del plotone di  esecuzione, sparava con la mano tremante. Un altro  ufficiale  di grado superiore:il maggiore Carità, più spietato, lo sostituì.
Prese  lui la pistola e sparò freddamente.
Io feci appena in tempo a vedere l&#039;episodio poi mi svenni.                                 
A quel punto anche gli  altri di noi  svennero . Ci lasciarono a terra.
Quando riprendemmo i sensi, tanto fu lo sgomento che fummo presi da un pianto incontrollabile.

Ritornammo in caserma .Del tragitto  di ritorno non ricordo più niente.
Eravamo tutti in silenzio.Come se l&#039;oscenità di quello che era accaduto
 avesse bloccato ogni capacità di  parlare. Tutt’altra cosa quindi rispendo al   viaggio di andata. Non sapevo niente del luogo di arrivo, ne cosa sarebbe successo.
 
 Ovviamente i giorni che seguirono furono terribili: nella testa ci balenavano sempre quelle orribili  scene........che sono ancora presenti e lucide e ci accompagneranno per tutta la vita.

Quel  22 marzo era una giornata luminosa,  il sole si affacciava dalle colline di Fiesole ed   era  arrivata la primavera. da un giorno.......Ma forse noi non lo notavamo neppure perchè  il terrore, la morte soffocavano questa &quot;magica&quot; stagione....che non faceva sbocciare,  purtroppo,  nè l&#039;amore nè  la vita.... Forse anche le rondini, che erano tornate il giorno prima, si  allontanarono dai tetti vicini allo stadio,..........Per ritrovare la pace.
I prati davanti al &quot;luogo del  martirio&quot; erano pieni di fiori al nostro arrivo
 ma ......calpestati e morti quando ce ne siamo andammo,
come quei cinque fiori........ del Mugello.....

sergio doretti
.




.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IN QUEL 22 MARZO  1944.</p>
<p>Erano passati oltre due mesi da quando ci eravamo  presentati  per fare uscire di prigione i nostri genitori.<br />
In questo tempo ci avevano  tenuto sempre in caserma, senza libera uscita e sempre con i vestiti portati da casa.<br />
 Una mattina ci  svegliarono molto presto.<br />
Ci riunirono nel cortile della Caserma di Via Tripoli (zona Beccaria),<br />
 ci inquadrarono, e, attraversando la città a piedi, scortati da alcuni<br />
 militari armati,ci portarono  a Campo di Marte.<br />
Nessuno ci diceva dove saremmo andati.<br />
Erano aperte tutte le possibilità, non per ultima  la Germania<br />
Durante il  tragitto, a piedi, dalla Caserma di Via Tripoli allo stadio, non sapendo la destinazione, per la strada si scherzava, Come ho detto, eravamo sempre con i vestiti portasti da casa, e – camminando – si incontravano sulla porta di casa delle donne  che ci osservavano, fra noi diciottenni vi erano anche ragazzi ancora non sufficientemente cresciutii il che faceva dire ad alcune donne che ci osservavano: &#8220;guarda li,…poverini, l’hanno presi anche piccini&#8221;.Gli amici che avevo accanto mi battevano sulla schiena e mi dicevano: dicono di te che sei piccino. Era tutta una battuta.<br />
Arrivammo allo stadio. Ci fecero sostare  su un prato, lato nord.<br />
Sopraggiunse  un mezzo militare da dove furono  scaricati cinque ragazzi ammanettati che urlavano.. Vi erano già cinque sedie allineate.Noi eravamo abbastanza vicini al &#8220;teatro&#8221; di questa tragedia e ci rendemmo quindi conto che tutta questa preparazione era quella di farci assistere ad una fucilazione .Fino a quel momento non ne sapevamo niente.<br />
Nessuno ce lo aveva detto e da noi le notizie dall&#8217;esterno non filtravano. Pensavamo  che la nostra presenza lì dovesse  essere di &#8220;monito&#8221;  per darci un segnale significativo, per impedire ogni  eventualità di fuga .<br />
Quando noi vedemmo la scena di trasferimento di cinque ragazzi, dal mezzo militare alle sedie, (alcuni addirittura portati di peso perchè svenuti)ci venne da ribellarci ed urlare a squarciagola &#8220;assassini……….”<br />
I guardiani che ci controllavano levarono le pistole dalle fondine, minacciando di ucciderci. Inoltre tentammo di uscire dai ranghi e fuggire  ma ci fermarono  con calci e pugni.<br />
Poi ci fu la lettura della  sentenza: furono scanditi quei cinque nomi :<br />
- Antonio Raddi<br />
- Guido Targetti<br />
- Leandro Corona<br />
- Ottorino Quiti<br />
- Adriano Santoni<br />
 alla fine le  tragihe  parole :&#8221;sono condannati a morte, mediante fucilazione&#8221;.</p>
<p>Dopo questa lettura vi fu una indignazione generale .Uno di noi pronunciò la  frase &#8220;bel capo di lavoro&#8221; il che fece uscire dai gangheri  uno dei nostri guardiani che, pestandoci i piedi, voleva sapere chi avesse pronunciato quella frase,minacciando che il colpevole avrebbe potuto  subire  la sorte di quei cinque  ragazzi.</p>
<p> La comdanna venne eseguita. I militari del plotone di esecuzione<br />
avevano dovuto obbedire ad un compito  orribile. Urlavano anch&#8217;essi<br />
 la  loro disperazione.Forse, mentre sparavano, uccidevano anche  se<br />
 stessi.Anche il colpo di grazia fu un&#8217;operazione tragica.L&#8217;ufficiale, comandante del plotone di  esecuzione, sparava con la mano tremante. Un altro  ufficiale  di grado superiore:il maggiore Carità, più spietato, lo sostituì.<br />
Prese  lui la pistola e sparò freddamente.<br />
Io feci appena in tempo a vedere l&#8217;episodio poi mi svenni.<br />
A quel punto anche gli  altri di noi  svennero . Ci lasciarono a terra.<br />
Quando riprendemmo i sensi, tanto fu lo sgomento che fummo presi da un pianto incontrollabile.</p>
<p>Ritornammo in caserma .Del tragitto  di ritorno non ricordo più niente.<br />
Eravamo tutti in silenzio.Come se l&#8217;oscenità di quello che era accaduto<br />
 avesse bloccato ogni capacità di  parlare. Tutt’altra cosa quindi rispendo al   viaggio di andata. Non sapevo niente del luogo di arrivo, ne cosa sarebbe successo.</p>
<p> Ovviamente i giorni che seguirono furono terribili: nella testa ci balenavano sempre quelle orribili  scene&#8230;&#8230;..che sono ancora presenti e lucide e ci accompagneranno per tutta la vita.</p>
<p>Quel  22 marzo era una giornata luminosa,  il sole si affacciava dalle colline di Fiesole ed   era  arrivata la primavera. da un giorno&#8230;&#8230;.Ma forse noi non lo notavamo neppure perchè  il terrore, la morte soffocavano questa &#8220;magica&#8221; stagione&#8230;.che non faceva sbocciare,  purtroppo,  nè l&#8217;amore nè  la vita&#8230;. Forse anche le rondini, che erano tornate il giorno prima, si  allontanarono dai tetti vicini allo stadio,&#8230;&#8230;&#8230;.Per ritrovare la pace.<br />
I prati davanti al &#8220;luogo del  martirio&#8221; erano pieni di fiori al nostro arrivo<br />
 ma &#8230;&#8230;calpestati e morti quando ce ne siamo andammo,<br />
come quei cinque fiori&#8230;&#8230;.. del Mugello&#8230;..</p>
<p>sergio doretti<br />
.</p>
<p>.</p>
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	<item>
		<title>Scrive: piadellamura</title>
		<link>http://www.niclamorletti.net/2008/05/03/verita-e-sentimento/comment-page-1/#comment-1630</link>
		<dc:creator>piadellamura</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 16:21:02 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Nicla , passo per un saluto ed un bacio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Nicla , passo per un saluto ed un bacio</p>
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