Verità e Sentimento
3 Mag 2008 scritto da Manuale di Mari LASCIA UN COMMENTO, CLICCA QUI
Manuale di Mari – Poesia e letteratura nei mari del web, Portale diretto da Nicla Morletti, presenta la nuova Iniziativa letteraria per partecipare al Premio Manuale di Mari.
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*** VERITÀ E SENTIMENTO ***
Cosa è la vita se non una storia in cerca d’autore?
Il dialogo più profondo con noi stessi avviene nell’attimo in cui comprendiamo l’intensità della nostra gioia, del nostro dolore, della nostra allegria, della nostra malinconia. E la fermiamo con la scrittura sulla carta.
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Partecipa anche tu!
Proponi la tua opera: una poesia, un breve racconto oppure, se sei un blogger, un “post” pubblicato nel tuo blog su tutti i temi della vita.
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ciao Nicla , passo per un saluto ed un bacio
IN QUEL 22 MARZO 1944.
Erano passati oltre due mesi da quando ci eravamo presentati per fare uscire di prigione i nostri genitori.
In questo tempo ci avevano tenuto sempre in caserma, senza libera uscita e sempre con i vestiti portati da casa.
Una mattina ci svegliarono molto presto.
Ci riunirono nel cortile della Caserma di Via Tripoli (zona Beccaria),
ci inquadrarono, e, attraversando la città a piedi, scortati da alcuni
militari armati,ci portarono a Campo di Marte.
Nessuno ci diceva dove saremmo andati.
Erano aperte tutte le possibilità, non per ultima la Germania
Durante il tragitto, a piedi, dalla Caserma di Via Tripoli allo stadio, non sapendo la destinazione, per la strada si scherzava, Come ho detto, eravamo sempre con i vestiti portasti da casa, e – camminando – si incontravano sulla porta di casa delle donne che ci osservavano, fra noi diciottenni vi erano anche ragazzi ancora non sufficientemente cresciutii il che faceva dire ad alcune donne che ci osservavano: “guarda li,…poverini, l’hanno presi anche piccini”.Gli amici che avevo accanto mi battevano sulla schiena e mi dicevano: dicono di te che sei piccino. Era tutta una battuta.
Arrivammo allo stadio. Ci fecero sostare su un prato, lato nord.
Sopraggiunse un mezzo militare da dove furono scaricati cinque ragazzi ammanettati che urlavano.. Vi erano già cinque sedie allineate.Noi eravamo abbastanza vicini al “teatro” di questa tragedia e ci rendemmo quindi conto che tutta questa preparazione era quella di farci assistere ad una fucilazione .Fino a quel momento non ne sapevamo niente.
Nessuno ce lo aveva detto e da noi le notizie dall’esterno non filtravano. Pensavamo che la nostra presenza lì dovesse essere di “monito” per darci un segnale significativo, per impedire ogni eventualità di fuga .
Quando noi vedemmo la scena di trasferimento di cinque ragazzi, dal mezzo militare alle sedie, (alcuni addirittura portati di peso perchè svenuti)ci venne da ribellarci ed urlare a squarciagola “assassini……….”
I guardiani che ci controllavano levarono le pistole dalle fondine, minacciando di ucciderci. Inoltre tentammo di uscire dai ranghi e fuggire ma ci fermarono con calci e pugni.
Poi ci fu la lettura della sentenza: furono scanditi quei cinque nomi :
- Antonio Raddi
- Guido Targetti
- Leandro Corona
- Ottorino Quiti
- Adriano Santoni
alla fine le tragihe parole :”sono condannati a morte, mediante fucilazione”.
Dopo questa lettura vi fu una indignazione generale .Uno di noi pronunciò la frase “bel capo di lavoro” il che fece uscire dai gangheri uno dei nostri guardiani che, pestandoci i piedi, voleva sapere chi avesse pronunciato quella frase,minacciando che il colpevole avrebbe potuto subire la sorte di quei cinque ragazzi.
La comdanna venne eseguita. I militari del plotone di esecuzione
avevano dovuto obbedire ad un compito orribile. Urlavano anch’essi
la loro disperazione.Forse, mentre sparavano, uccidevano anche se
stessi.Anche il colpo di grazia fu un’operazione tragica.L’ufficiale, comandante del plotone di esecuzione, sparava con la mano tremante. Un altro ufficiale di grado superiore:il maggiore Carità, più spietato, lo sostituì.
Prese lui la pistola e sparò freddamente.
Io feci appena in tempo a vedere l’episodio poi mi svenni.
A quel punto anche gli altri di noi svennero . Ci lasciarono a terra.
Quando riprendemmo i sensi, tanto fu lo sgomento che fummo presi da un pianto incontrollabile.
Ritornammo in caserma .Del tragitto di ritorno non ricordo più niente.
Eravamo tutti in silenzio.Come se l’oscenità di quello che era accaduto
avesse bloccato ogni capacità di parlare. Tutt’altra cosa quindi rispendo al viaggio di andata. Non sapevo niente del luogo di arrivo, ne cosa sarebbe successo.
Ovviamente i giorni che seguirono furono terribili: nella testa ci balenavano sempre quelle orribili scene……..che sono ancora presenti e lucide e ci accompagneranno per tutta la vita.
Quel 22 marzo era una giornata luminosa, il sole si affacciava dalle colline di Fiesole ed era arrivata la primavera. da un giorno…….Ma forse noi non lo notavamo neppure perchè il terrore, la morte soffocavano questa “magica” stagione….che non faceva sbocciare, purtroppo, nè l’amore nè la vita…. Forse anche le rondini, che erano tornate il giorno prima, si allontanarono dai tetti vicini allo stadio,……….Per ritrovare la pace.
I prati davanti al “luogo del martirio” erano pieni di fiori al nostro arrivo
ma ……calpestati e morti quando ce ne siamo andammo,
come quei cinque fiori…….. del Mugello…..
sergio doretti
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Verità e Sentimento - amore, passione, nostalgia, romanticismo, per la musica Sinfonica..
Sabato 31 maggio, ore 20.30, presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il nostro appuntamento (soci e anziani dell’Auser Filodargento Q.5 Firenze) non è mancato al concerto di Riccardo Chally : musiche di Beethoven e Mahler.
“Il programma del concerto al Maggio, in esclusiva per l’Italia, è incentrato su due colossi della musica come Ludwig van Beethoven, di cui la Gewandhaus Orchester eseguì tutte le Sinfonie mentre era ancora in vita, e Gustav Mahler. Direttore Riccardo Chaslly.
Il primo brano, l’Ouverture Coriolano in do minore op. 62, riunisce i nomi dei due compositori: la celebre partitura beethoveniana verrà infatti eseguita nella rara versione strumentale approntata da Mahler. La voce del baritono tedesco CHRISTIAN GERHAHER, allievo di liederisti eccelsi come Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf, evocherà i fantasmi e le visioni struggenti di sette tra i più suggestivi Lieder mahleriani su testi tratti dalla celebre antologia poetica Des Knaben Wunderhorn, Il corno magico del fanciullo. La seconda parte del concerto sarà dedicata all’esecuzione della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven, ulteriore tappa del ciclo integrale delle Sinfonie presentato nell’ambito del 71° Maggio con direttori e orchestre diverse, spunto di interessanti confronti tra varie visioni interpretative”.
Tutto il concerto è stato meraviglioso: in certi punti, in particolare, nella sinfonia n. 7 di Beethoven, (che poi è stata ripetuta come bis a seguito degli applausi fragorosi), la mia anima ha vissuto, non solo nel Teatro del Maggio, che ci ospitava, ma anche nei boschi di quella macchia mediterranea fra lo stormire delle fronde degli alberi, sollecitate dal vento dell’amore per questa meravigliosa serata, in compagnia dei nostri anziani e degli amici volontari dell’Auser Filodargento. La musica la accumunavo anche a tante parole poetiche , che ho riscontrato nel leggere nei nostri blog. le bellissime poesie , dolcemente musicali dei nostri autori/trici poeti.
Ma anche, in particolare, ad un romanzo intitolato “nelle mani del vento”, che è un vero e proprio concerto di amore e di gioia.
Con affetto, sergio doretti.
Cara Nicla onorata dal suo commento e’ un travaglio il sentimento che vibra in tutto il palpito di fiore sfiorito . Grazie !! marinella (nonnamery)