Maria Luisa Spaziani racconta l’incontro con Eugenio Montale
14 Set 2007 scritto da Manuale di Mari LASCIA UN COMMENTO, CLICCA QUI

Settembre, le onde che si alzano, gli spruzzi sulla vetrata. Gabbiani in volo. Poesia. Concorso letterario Maestrale Marengo D’oro, gli autori che si affollano attorno. Lei ha ricevuto il Premio alla Carriera. Io il primo premio per la narrativa edita con il romanzo “Difficili, impossibili amori” edito da Giuseppe Laterza.
Maria Luisa ha capelli biondo oro e due occhi di un azzurro intenso che buca l’anima. Due occhi che narrano la sua storia, una storia che viene da molto lontano e porta in sé gli echi della poesia del novecento, di parole che hanno preso vita e si sono amalgamate nei migliori salotti letterari italiani. Di versi catturati alla vita come note nostalgiche e lontane che hanno il fascino di amori sempre vissuti e mai sepolti nelle regioni del cuore. Lo si percepisce stando accanto a lei, questo alone di pura poesia che conserva ancora l’anima di Eugenio Montale.
Quando due anime si uniscono nel sodalizio della parola nascono mondi immensi e giardini di stelle si accendono nel firmamento della poesia.
Dialoghiamo insieme Maria Luisa Spaziani ed io, con piacere, tra piatti di ostriche, calamari, antipasti vari di pesce. Mi parla di principesse russe e di Giovanna D’Arco, una donna dal carisma straordinario secondo lei. La donna come dovrebbe essere dopo ogni femminismo riuscito, e cioè una creatura che abbia le stesse potenzialità di un uomo ma che agisce autonomamente, secondo il suo personale destino, secondo i suoi gusti, le sue scelte, in stretta simbiosi con l’universo maschile.
A fine pasto Maria Luisa apre la borsetta, mi strizza l’occhio, poi dice: “Adesso ci mettiamo un po’ di rossetto e di cipria. Ti va, fanciulla?” Sorrido complice di queste delizie tutte femminili. Poi le chiedo del suo incontro con Eugenio Montale. Mi prende la mano, mi racconta prima una barzelletta divertentissima e poi, con voce calda e suadente, inizia l’interessante racconto. “Pur conoscendo ‘Ossi di Seppia’ ed il suo grande valore, non desideravo incontrare Montale. Ne avevo sentito parlare male: dicevano che fosse misantropo, misogino, scostante, che non sorridesse mai. Ma poi un angelo me l’ha spedito a Torino e per curiosità sono andata a una sua conferenza al Teatro Carignano il 14 gennaio 1949. Mentre stavo per uscire, la direttrice mi dice: ‘Si fermi che vogliamo presentare i giovani poeti torinesi a Montale.’ Io non mi sentivo poeta, perché non avevo pubblicato niente e poi ero molto intimidita. Eravamo sei persone in fila. Montale passava, ad occhi bassi, senza guardare in faccia nessuno. Dava la mano a tutti e diceva: ‘Piacere, piacere.’
Stavo per scappare quando lui arrivò davanti a me e appena sentì il mio nome alzò gli occhi e disse: ‘Ah, è lei.’ Rimasi senza fiato e dissi la prima banalità che mi venne in mente per vincere l’imbarazzo: ‘Viene a pranzo da me domani?’
E lui: ‘Sì’.”
E lui mi aspetterà nell’ipertempo,
sorridente e puntuale, con saluti
e storie che alle poverette orecchie
dell’arrivata parranno incredibili.
Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
In poche note o versi qui raccolgo
i messaggi essenziali. Un altro raggio,
aria diversa glieli tradurrà.
(Viaggio Verona – Parigi 1987 – 1990, da “I fasti dell’ortica, 1996”)Poco tempo dopo il primo incontro, Maria Luisa Spaziani trova lavoro nell’ufficio stampa di una ditta anglocinese a Milano. Anche Montale si è trasferito di recente a Milano dove lavora per il Corriere della Sera. Iniziano a vedersi ogni giorno, avendo anche un’altra complicità: quella del canto.
“Sodalizio è una bella parola un po’ vecchia che vuol dire un’unione profonda di due creature, sulla base di cose comuni. Questa base di fondo tra me e lui è stata sempre poesia” - Maria Luisa Spaziani.








incontro di anime fuse dentro l’immensità della poesia…
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Anime che si riconoscono al primo incontro, al primo sguardo.
E la poesia è il comune universo, quel mare immenso che cerca nell’altra anima la propria riva.
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Cara Nicla capisco l'emozione e l'unicità dell'incontro che descrivi la stessa che ho vissuto al festival di poesia a Maggio quando abbiamo avuto l'onore di conoscere Maria Luisa Spaziani un incanto e un colpo di fulmine letterario nel segno della poesia.. un abbraccio
Sonia
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Grazie per questo affascinante racconto, per questa inedita presentazione della "Volpe", mia concittadina incontrata mille volte nei versi di Montale.
Un saluto ed un sorriso.
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Le anime simili si riconoscono subito, si capiscono subito, intuiscono subito. Navigano insieme nell'oceano della poesia e in quello dell'amore. Come onde non muoiono mai, si frangono dolcemente sulla riva, forse l'accarezzano, ma fanno parte del mare che è sempre là, immutabile, da secoli, a cantare la sua eterna canzone d'amore…
Nicla Morletti
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… come se si fossero già incontrate chissà dove, chissà quando… ecco perchè hanno sempre tante cose da dirsi e da condividere
Grazie per averci fatto "incontrare" Maria Luisa Spaziani qui "a casa tua".
Un caro saluto
Ars
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Grazie Ars per avermi letto.
Affettuosamente
Nicla
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Un incontro dove due anime si riconoscono per lo stesso sentire. Anch'io sono stata fortunata a conoscere la poetessa Maria Luisa Spaziani ad una conferenza a Milano. Donna di una cultura immensa. Cordialmente saluto Dora
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Cara Dora, ho visitato il tuo blog. Belle le poesie, bella la musica e l'album di famiglia. Un vero romanzo d'amore. Buona giornata Dora… Si chiama Dora anche la protagonista di un mio romanzo dal titolo: "L'ultima canzone d'amore".
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Un’altra perla, un’altra storia che il tuo zefiro leggero ci dona.”Corrispondenza di amorosi sensi” , fortunato chi la incontra.
Sto bene, quando sosto ,qui da te .
maria rosaria.
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Carissima, con le tue esperienze emozioni e fai sognare, così facendo conoscere una sfumatura di grande cultura.
Un abbraccio
Nicoletta Perrone
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Non ho avuto il piacere o la fortuna di incontrare la Poetessa Maria Luisa Spaziani (e già il nome Luisa rimembra antiche vicissitudini romantiche) ma ci siamo incontrati sul piano artistico. Renato
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Cara Nicla,
grazie per farci partecipi delle tue esperienze ed emozioni. Ho letto l’intervista a Maria Luisa Spaziani e mi sono sentita invadere da commozione, ammirazione per la forza e la presenza di spirito di una donna, per giunta d’altri tempi, che non dimentica mai di preservare la sua femminilità. Un personaggio che affascina e che mi ha sospinta nel vortice delle mie emozioni, sospesa tra passato e presente. Mi è sembrato di rivivere gli echi di un romanzo rosa che per giorni, da adolescente, mi ha tenuta sospesa tra sogno e realtà. E’ bello rivivere quella sensazione che, per me, è foriera di buone cose e momento magico d’ispirazione. Chissà. In quanto ai tuoi commenti, ogni volta che leggo i tuoi commenti resto sempre ammirata per l’armonia con cui dosi, abbini e scegli le parole, la dolcezza antica con la quale crei nuove immagini. Ho l’impressione che mai riuscirò a tradurre così bene le immagini in una prosa che è poesia, eppure tradurre è il mio primo amore e professione.
Luciana
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Cara Luciana è molto bello il tuo commento. Scrivi molto bene e traduci bene in parole i tuoi sentimenti.
Amo narrare le storie d’amore e l’intervista a Maria Luisa Spaziani, mia carissima amica, è un romanzo d’amore. Lo leggo in quegli occhi azzurri che si illuminano quando parla di poesia. Quando narra di Montale. Un uomo che coltivava versi nel cuore.
Nicla Morletti
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RISCOPERTA DELLA MEMORIA,
Cara Nicla, occasionalmente ho “rriscopertoiletto”il tuo commento sulla poesia il fiore del partigiano di circa un anno fa, all’inizio della mia “attività” in questo meraviglioso blog, e mi sono commosso per le tue romantiche e dolci parole in onore di quel ragazzo che ha dato la sua giovane vita per la libertà, l’amore e la pace e anche per un’altra persona sa me cara e mi è venuto in mente:
Una pioggia di pianto,
Un arcobaleno
cessò di brillare
nel cielo,
e una lacrima
si posò , come una
goccia di rugiada
sopra un pètalo di rosa.
Forse, anche una pioggia,
fatta solo di pianto,
può far ritornare
l’arcobaleno?
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